
Ricordate Marco Ahmetovic, rom di 22 anni? Guidava il furgone della madre con un tasso alcolemico sei volte superiore al consentito. La sera del 22 aprile investì quattro ragazzi dai 16-18 anni di Appignano del Tronto che in scooter andavano a prendere un gelato. Morirono tutti e quattro: Eleonora Allevi, Davide Corraddeti, Alex Luciani e Lillo Traini. Friedrich Vernarelli, “bamboccione” romano come lo definisce il padre, è oggi agli arresti dopo l’omicidio colposo di due ragazze irlandesi mentre guidava con un tasso alcolemico elevato. Ieri sera, sul cavalcavia di strada Cebrosa a Settimo Torinese, un incidente frontale provocato da un nomade di 22 anni, in stato di ebbrezza, ha portato alla morte di una donna, Maria Romano, 52 anni. L’omicidio colposo in stato di ubriachezza in genere prevede l’arresto domiciliare e una pena che difficilmente si sconta in carcere. Chi lo spiega ai familiari delle vittime che chi guidava in stato di ebbrezza non voleva uccidere? Ma poteva non sapere dell’elevato rischio di farlo?
Guida e alcol: istruzioni per l’uso Continua a leggere ‘Vittime e carnefici da alcol!’
Quand’anche parlassi
le lingue tutte degli
angeli e degli uomini,
se non posseggo amore
son fatto simile a un
bronzo rimbombante
o ad un cembalo
di strepito sonante
E quand’anche fossi
insignito del più alto
dono profetico,
e conoscessi tutti i
misteri, e tutta
possedessi la cultura
e completa nutrissi
la fede sì da smuovere
le montagne,
se non posseggo amore,
non valgo nulla…
(San Paolo)
Carlo Giuliani e Vittorio Petiti: due vite diverse. Carlo giovane, Vittorio pensionato. Carlo morì mentre partecipava agli scontri del G8 di Genova, Vittorio morì a Padova, estraneo agli scontri tra il Centro Sociale Pedro e la Polizia. Per la Magistratura la morte di Carlo non fu omicidio, per Vittorio ci fu una condanna in terzo grado per omicidio colposo. Per Carlo il comune di centrosinistra di Genova approvò una mozione per dedicargli un Cippo e Rifondazione Comunista gli intitolò un’Aula del Senato, per Vittorio il Comune di centrosinistra di Padova ha detto no. La vicenda di Carlo innalzata a “martirioâ€, quella di Vittorio nell’oblìo. Era il 9/3/2000, quando Vittorio Petiti si trovava a passeggiare in Piazza delle Erbe di Padova. Cinquanta metri più in là , davanti al Comune i “ragazzi†del Pedro avevano organizzato una manifestazione non autorizzata per avere le utenze di acqua e gas nelle case che avevano occupato abusivamente. Ci furono dei disordini e ci fu una carica della polizia. Petiti veniva travolto e calpestato e morì in seguito a quell’evento, non certo pacifico, non certo democratico, non certo rispettoso delle regole. La Provincia con i soli voti del centrodestra, ha intitolato una sala a “Vittorio Petiti, vittima della degenerazione dell’espressione Democratica†per significare che non è necessario valicare le regole della Democrazia per manifestare il proprio disagio o reclamare i propri diritti. Carlo e Vittorio, due vite spezzate. Per Vittorio Petiti una parte di Padova ha preferito girarsi dall’altra parte!
Chiara Lubich, una donna a cui l’Amore ha cambiato la vita e il cui Amore ha cambiato la vita a molti, che ha conquistato il mondo alla spiritualità dell’â€Opera di Mariaâ€, più conosciuta come Movimento dei Focolari. Tutto nasce a Trento durante la guerra, che come tutte le guerre distrugge le cose, gli affetti, i progetti, i sogni, le persone. Quella guerra in cui sembra che tutto, ma proprio tutto nella propria vita passa! E in quel “tutto passa†Chiara avverte la chiamata a forgiare e improntare la sua vita a quella di Colui che non passa. Come fare? “Dove due o più sono uniti nel mio nome, io sono là in mezzo a loroâ€. Quella di Matteo 18,20 è la Parola del Vangelo che le ha illuminato la strada, ne ha tracciato il Carisma, ne ha guidato le opere. Continua a leggere ‘Ciao Chiara Lubich!’
Questa mattina alle ore 10, una delegazione del Comitato Dirigenti Precari del Veneto, guidata dal dott. Giampiero Avruscio, medico e Consigliere comunale a Padova, si è incontrata a Venezia con i consiglieri regionali della Lega Nord e il suo capogruppo Franco Manzato.
L’incontro molto franco e cordiale durato circa due ore, si è incentrato sul tema della stabilizzazione dei dirigenti biologi, psicologi, farmacisti, amministrativi… che lavorano ormai da anni nella Sanità Veneta.
Sono state espresse da parte della Lega Nord alcune perplessità sulla possibilità della stabilizzazione delle figure dirigenziali non previste nella Legge Finanziaria Nazionale. La Regione Veneto è stata la prima regione in Italia ad aver emanato una legge nel novembre 2007 per la stabilizzazione dei medici e veterinari (Sono stati individuati 234 posti da bandire a concorso entro breve, mentre si sta verificando la situazione di altre circa 600 posizioni). Le altre figure dirigenziali che operano nella Sanità , che avevano manifestato a Venezia il 21 febbraio, per ottenere lo stesso trattamento dei loro colleghi medici con l’approvazione di una legge ancora ferma in Consiglio Regionale, hanno chiesto alla Lega Nord un impegno concreto per arrivare ad una risoluzione del problema che interessa circa 500 dirigenti precari non medici (area STPA) e che rischia di generare “figli†e “figliastriâ€. La Lega Nord con il suo Capogruppo Franco Manzato, ha espresso la volontà di cercare le possibili e migliori soluzioni, alla luce di quanto emerso recentemente in V Commissione, la quale ha richiesto all’Ufficio Legale competente, di pronunciarsi sui recenti provvedimenti legislativi adottati dalla Regione Veneto sul tema dei dirigenti Precari. La Lega Nord si è impegnata inoltre ad incontrare ancora la delegazione dei Dirigenti Precari appena saranno pervenute le risposte attese dall’Ufficio Legale della Regione.
La delegazione del COMITATO DIRIGENTI PRECARI VENETO:
Pierluigi Policastro (Psicologo)
Lara Mussolin (Biologa)
Sonia Ragazzo (Medico)
Filippo Sconza (Farmacista)
Nadia Zorzan (Dirigente amministrativo)
Davide Violato (Dirigente Amministrativo)
In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l’origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti, l’incendio dell’industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda, ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali, creando così una “leggenda”.
Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.
Effettivamente non esiste alcun tipo di prova e documento che affermi l’esistenza di un fatto storico che confermi l’episodio delle oltre 129 donne bruciate vive in un incendio di una fabbrica dal proprietario perché le donne erano scese in sciopero. Continua a leggere ‘8 marzo: quale l’origine della giornata internazionale della donna?’
Dall’articolo de Il Corriere della Sera-Veneto, a firma di Michela Nicolussi Moro
Il dubbio è legittimo. Come mai nel settembre 2006 e nel febbraio 2007 le aziende sanitarie venete chiedevano alla Regione la stabilizzazione di 849 dirigenti medici e veterinari precari e ora ne rivendicano solo 235? Guarda caso, in mezzo c’è la manovra con la quale la giunta Galan ha risanato i conti in rosso delle Usl, mettendoci una pezza da 290 milioni di euro. Il sospetto nasce in seno ai sindacati degli ospedalieri, che mercoledì a Palazzo Balbi si sono rifiutati di sottoscrivere i piani di stabilizzazione presentati dalle aziende. In effetti i numeri lasciano pochi dubbi. Continua a leggere ‘I numeri dei medici e veterinari precari della sanità in Veneto: una realtà virtuale?’

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