Archivio dell'anno 2016
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apr
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Riflessioni ad alta voce pubblicate sul Mattino di Padova di oggi: <Ca tu o chiamme Ciccio o ‘Ntuono, Ca tu o chiamme Peppe o Ciro, Chillo o fatto è niro niro comm’a che’». Parafrasando l’ironica e famosa canzone napoletana: “Tammurriata nera”, la stessa cosa è successa con il parcheggio che il sindaco ha dedicato al prof Gallucci in occasione del trentesimo anno dal primo trapianto di cuore eseguito a Padova. Da pochi giorni infatti si chiama “via Gallucci” il parcheggio antistante la Dermatologia. Che si chiami via, corso o piazza, sempre di un parcheggio si tratta e per giunta a pagamento. Un parcheggio senza uscita (nella foto), con accesso nell’antico ospedale riservato solo ai pedoni e il cartello “strada chiusa”, per evitare che qualche incauto turista credendo che si tratti di una vera via, ne resti “intrappolato” in fondo. I segni e i simboli sia religiosi che civili, sono fondamentali perché parlano delle nostre radici culturali, della nostra Storia. Per esempio al viterbese Fabrizio d’Acquapendente, che per primo ha descritto tra le altre cose le valvole venose, è stata intitolata un’importante “arteria” stradale; al calabrese Bruno di Longobucco, primo Maestro della Scuola di Chinirgia padovana è stata dedicata una Passeggiata immersa nel verde che dal Bassanello porta all’Orto degli Ulivi, simbolo di Pace; al modenese Gabriele Falloppio è stata dedicata un’importante strada che sfocia più avanti m un’altra strada di rilievo intitolata al grande anatomo-patologo romagnolo Giambattista Morgagni. La Padova dei ” Gran Dottori” ha reso sempre omaggio ai luminari della medicina che hanno portato lustro alla nostra Città. Il professor Gallucci e la sua équipe, insieme a tutte le Istituzioni che allora si strinsero a “sistema” intorno a quelle grandi capacità professionali e didattiche, non fece solo battere un cuore nuovo nel petto di Lazzaro e a tanti dopo di lui, ma insegnò a tutti noi la “Cultura della Vita” radice della nostra Civiltà, quanto mai attuale oggi, a distanza di 30 anni, in cui il mondo sembra oscurato dalle fosche ombre di una cultura di morte. Quanto impegno, tempo, sacrificio, studio, preparazione, fatica, rischio, risorse.. . per far battere un cuore di un falegname, per farlo continuare a vivere quel 14 novembre 1985. Negli stessi giorni 30 anni dopo a Parigi, la mostruosa vigliacca crudeltà della cultura della morte ha fermato in pochi attimi il battito di molti cuori, cosi come a Bruxelles. Il modo migliore per rispondere alla bestialità dell’odio è lavorare per la Vita, come ha saputo fare Gallucci, i suoi collaboratori medici, e non, e come sanno fare tutti coloro che ogni giorno, lontani dai riflettori, lavorano ognuno nel proprio campo, per dare un respiro di Vita alla nostra esistenza umana. È come se fosse stata “parcheggiata” la Storia di Padova. Così come è stato da tempo “parcheggiato” il nuovo Policlinico, prima a Padova Ovest, poi posizionato in via Giustiniani, poi trasportato più in là nella sede APS sopra le tombe etrusche, poi fatto sorvolare sopra l’aeroporto e infine parcheggiato di fronte l’Ikea. La memoria del prof Gallucci per quello che ieri e ancora di più oggi rappresenta, meritava qualcosa di più che essere relegata in un parcheggio. Consiglio per chi vuole conoscere questo pezzo di nobile storia di Padova, il video della lettura magistrale del prof Thiene: https://www.youtube.com/watch?v=sMGDsUgeJ7w
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