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Siamo in un momento di difficoltà. Alcuni lo sono più di altri. Per questo esistono le case popolari, gli affitti agevolati, le emergenze sociali… E per questo esistono i bandi per le case popolari, per gli affitti agevolati, per quelli gratuiti… Poi esistono finanziamenti “una tantum”, come i 200 mila euro dati dal Comune ai lavoratori dipendenti in difficoltà, già oggetto di ammortizzatori sociali, dimenticandosi dei lavoratori precari, già privi di qualsiasi ammortizzatore sociale. Tutto attraverso un bando, un punteggio, una graduatoria pubblica e trasparente. Per gli “sfollati” di via Anelli siamo alla farsa. In via Anelli abitavano persone che pagavano regolarmente un affitto ai privati. Il Comune ha riposizionato quelle persone (sia che effettivamente abitassero, sia  “sulla parola”) in propri appartamenti comunali più capienti e più belli, a meno soldi di affitto. Gli affittuari dovevano starci 2 anni se singles, 4 se con famiglia. Moltissimi di loro sono rimasti negli appartamenti del Comune  il doppio degli anni pattuiti e per tutto quel tempo quegli appartamenti sono stati “sequestrati” a coloro che erano in graduatoria per una casa popolare senza poter loro essere assegnata, perchè occupata da chi quel diritto non l’aveva. Ora si scopre che molti di quelle persone non hanno neanche pagato l’affitto e il Comune si è fatto carico di 65 mila euro di morosità di quegli inquilini: non attraverso un bando, una graduatoria pubblica, ma “ad personam”, con una sanatoria ad hoc, come se a Padova non ci fossero altri che versano in difficoltà e che non riescono a pagare l’affitto della propria casa. Dove è la trasparenza? Pubblico l’articolo a firma di Alberto Rodighiero apparso sul Il Gazzettino di oggi, dal titolo – Da via Anelli alle case pubbliche: 67mila euro di affitti non pagati – Gli ex residenti di via Anelli non pagano gli affitti arretrati e il comune sana una morosità di 67mila euro. Migliaia di euro per ogni singolo affittuario moroso. Soldi che in parte verranno “girati” all’Ater e che in parte arriveranno ai privati che, in occasione dello svuotamento del complesso Serenissima, avevano messo a disposizione i loro appartamenti attraverso il progetto “Casa buona”. In pratica, una parte degli ex inquilini dell’ex Bronx cittadino a cui erano stati assegnati gli alloggi individuati dal Comune (ora praticamente tutti liberati) per anni non hanno corrisposto l’affitto (calmierato). La conseguenza è che nel tempo si è accumulata una morosità di 67.931 euro. Soldi che ora verranno sborsati dall’amministrazione comunale. A dare il via libera alla “sanatoria”, una determina del settore Patrimonio del 16 dicembre che assegna 32mila euro all’Ater e 35mila agli ex affittuari degli alloggi che con questi soldi dovranno poi saldare il conto con i loro ex padroni di casa.
Sulla questione interviene l’assessore alle Politiche abitative Giovanni Battista Di Masi che puntualizza i termini
dell’operazione. «In questi anni – spiega – abbiamo cercato in tutti i modi di recuperare la morosità che si era determinata tra gli ex inquilini di via Anelli e i risultati sono stati più che soddisfacenti». «Nonostante questo però – aggiunge per un numero limitato di casi i margini di manovra sono inesistenti. Si tratta di famiglie con più figli dove magari entra un solo stipendio di mille euro – continua l’esponente dell’Italia dei Valori – famiglie che in pochi anni hanno accumulato qualche migliaio di euro di debito. Un debito che, oggettivamente, non riusciranno mai a saldare». «E proprio su queste situazioni siamo intervenuti – conclude – Voglio ricordare poi che i ‘67mila euro che verranno spesi, non sono soldi del Comune, ma risorse legate allo stanziamento europeo che abbiamo ottenuto per il progetto di chiusura di via Anelli».
Le parole di Di Masi non sembrano però convincere più di tanto il consigliere del Popolo della libertà Gianpiero Avruscio:. «Mancava solo la sanatoria degli affitti. Alla fine della fiera, sarebbe interessante calcolare quanto è costata alla città tutta l’operazione». «Ma non ci avevano spiegato che tutti i residenti di via Anelli distribuiti in città erano regolari e con un posto di lavoro? Dal momento che hanno potuto contare su degli affitti a prezzo politico, come mai si è determinata questa morosità?» rincara la dose il vicepresidente del consiglio comunale. «Prima hanno messo negli alloggi sia i residenti che i domiciliati nelle palazzine del Serenissima – continua – poi li hanno lasciati all’interno di questi appartamenti ben oltre i tempi previsti dal contratto di locazione, adesso scopriamo anche che dovranno essere pagati oltre 60mila euro di affitti non pagati. Siamo veramente alla farsa». «Mi chiedo – conclude Avruscio perché nessuno sia intervento prima su questa morosità. Non si poteva monitorare costantemente il pagamento delle mensilità? Se questo fosse stato fatto, ora non ci troveremo con decine di migliaia di euro da pagare per ripianare questi debiti».




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