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Dall’articolo de Il Mattino di Padova dal titolo: “I Precari sono schiavizzati: denuncia di Avruscio, Medico e Consigliere di F.I.” a firma di Cristiana Boggian (immagine da: www.cosechenonvanno.com)

«I nuovi poveri sono i dirigenti precari che lavorano in Sanitą , ma anche tutti quei laureati impiegati nelle Pubbliche Amministrazioni con contratti libero-professionali. Serve una riforma del lavoro». A parlare in questi termini, duri e inequivocabili, č Giampiero Avruscio consigliere comunale di Forza Italia e responsabile di Angiologia al Sant’Antonio. L’azzurro negli ultimi mesi si č fatto promotore, al fianco dei dirigenti precari medici e non, di una intensa dialettica con la Regione finalizzata all’assunzione in ruolo dei precari. Giungendo ad ottenere, grazie alla sensibilitą  della prima commissione regionale, un programma di stabilizzazione dei dirigenti precari medici. E strappando una promessa di estendere la stabilizzazione anche a tutti gli altri dirigenti che lavorano nel Servizio Sanitario Regionale: psicologi, farmacisti, biologi, chimici, fisici, ingegneri e amministrativi. «Il mondo del lavoro č spaccato in due», prosegue Avruscio. «Da un lato ci sono gli assunti a tempo indeterminato cui niente e nessuno toglierą  gli indiscussi privilegi. In Sanitą , all’Universitą  e nelle Pubbliche Amministrazioni in genere, chi viene assunto a tempo indeterminato ha infatti la garanzia che non perderą  mai il proprio posto di lavoro. Non esistono verifiche meritocratiche strada facendo. Per mantenere questi privilegi questo mondo ha bisogno di attorniarsi di un altro mondo fatto di tanti schiavetti, con pari titolo, capacitą  e formazione. Costoro eseguono le stesse mansioni degli altri, ma non vengono loro riconosciuti diritti». Sono assunti con contratti libero-professionali che non prevedono indennitą  di malattia, maternitą , permessi, ferie e tfr. E il paradosso vuole che con il loro lavoro contribuiscano a far incassare incentivi e premi di produzione agli assunti in ruolo. «Nell’ultima graduatoria comunale ā€“ conclude l’azzurro ā€“ sotto la voce ā€œprecariatoā€ si fa riferimento a chi lavora con contratti a tempo determinato, interinali e collaborazioni coordinate. Non vengono citati i contratti libero-professionali, perchč si ignora che i nuovi poveri sono proprio loro: i laureati che sottoscrivono questi contratti. Serve una riforma del lavoro coraggiosa, che abolisca i privilegi e premi il merito».




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