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  |   Pubblicato in Attività  in Comune and Sanità  |5 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

In questi giorni si è riunita una commissione tecnica presieduta dal Segretario Regionale Mantoan con la presenza per il Comune di Padova dell’architetto Fabris e dell’assessore e vicesindaco Ivo Rossi. In previsione della costruzione del nuovo ospedale a Padova Ovest, la Commissione ha constatato che la maggior parte dell’area di via Giustiniani su cui sorge l’Azienda Ospedaliera,  è di proprietà dello Stato, quindi invendibile. La soluzione proposta è la vendita del Sant’Antonio di proprietà della Regione,  e l’attività trasferita nei reparti lasciati vuoti dal trasloco dell’Azienda.
I tecnici hanno stimato che l’operazione immobiliare inciderà ben poco sul costo della nuova cittadella ospedaliera: la commissione conta di guadagnare dalla vendita del Sant’Antonio dieci milioni di euro. Di seguito la mia proposta, pubblicata sui quotidiani di oggi 28 aprile 2011. Ci sarà tempo invece per commentare la “rissa” in Consiglio Comunale di ieri sera 27 aprile…

Chi venderebbe a 10 la propria casa costata 100? Questo è quello che succederebbe con la vendita dell’ospedale Sant’Antonio e relativo trasferimento nell’attuale sede dell’Azienda ospedaliera, una volta che quest’ultima si sposterebbe nella nuova zona identificata a Padova Ovest.
Senza contare che l’azienda ospedaliera ha già rimesso a nuovo il policlinico, ristrutturato altri reparti, altri in ristrutturazione e sta innalzando la torre chirurgica, oltre a tutti i lavori di manutenzione per mantenere l’esistente mentre il nuovo deve ancora nascere. Vendere un’area che appartiene interamente alla Regione è sicuramente più semplice, ma quando si è cominciato a parlare del nuovo ospedale, del progetto Patavium, del project financing, quando si sono siglati accordi locali e regionali, nessuno era a conoscenza che l’area dove sorge l’azienda ospedaliera non è di proprietà della Regione e quindi impraticabile la sua vendita?
Come si fa a parlare di grandi progetti a Padova e dimenticare questo “piccolo” e forse “insignificante” particolare per coloro che hanno seguito tale progetto dall’inizio?
Trattare la cosa pubblica come fosse propria è la demarcazione tra il “vecchio” e il “nuovo”, come concetto della politica che si riflette nel modo di operare. Solo così si può sperare che il cittadino almeno capisca il perchè dei non pochi sacrifici richiesti.
Cosa fare allora? Il nuovo ospedale si prevede costi 600 milioni di euro perchè in verità si va a costruire non un ospedale per l’assitenza, ma un’azienda ospedaliera, cioè parte ospedale per l’elevata specialità e parte università per la ricerca, formazione e didattica. Perchè non risparmiare 300 milioni di euro? Invece di costruire l’Azienda Ospedaliera che con 600 milioni non riuscirebbe a costruire un Campus vero e proprio come previsto dal Progetto Patavium il cui costo si aggirava su 1,2 miliardi di euro, con molti laboratori, Aule e Istituti che rimarrebbero dislocati in città, si potrebbe invertire la cosa: costruire a Padova Ovest il nuovo ospedale per l’assistenza, ovvero il nuovo Sant’Antonio che costerebbe quindi molto meno sia per dimensioni che per strutture e funzioni. All’Azienda Ospedaliera passerebbe invece l’attuale struttura del Sant’Antonio che è già nuovo e pronto per accogliere per esempio tutta l’area materno-infantile e altre strutture, con la “liberazione” delle mura antiche e quindi tutto quello che è stato già fatto per il Sant’Antonio e per l’Azienda Ospedaliera, si fa e si costruirà non andrebbe sprecato, con enormi risparmi dei costi complessivi. Il trasferimento del Sant’Antonio in Azienda invece, con la vendita dell’area non arrecherebbe nessun beneficio, una goccia rispetto al mare degli enormi costi che l’operazione complessiva comporta e una perdita economica notevole in relazione a quanto è già stato speso. Spero che la programmazione politica regionale cui spetta la decisione, se dovesse sposare l’ipotesi della commissione tecnica, invece di vendere il Sant’Antonio (sarebbe come buttare l’acqua sporca con il bambino), tenga conto di questa proposta.




  1. 1 Fernando 4-28-2012

    A PARTE CHE MI PARE ENORMEMENTE INADEGUATO IL COSTO DI 10 MILIONI DI EURO PER LA VENDITA DEL SANT’ANTONIO (DA INCOMPETENTE FORSE DIREI ALMENO 50 MILIONI…PRESUMO) QUELLO CHE SOSTIENE GIAMPIERO MI SEMBRA MOLTO SAGGIO E FUNZIONALE NEL PANORAMA ATTUALE DELLA SANITA’ PADOVANA E DELLA CRISI ECONOMICA PRESENTE. DINAMICIZZARE LE STRUTTURE PRESENTI E MIGLIORARLE DAL PUNTO DI VISTA DELL’EFFICENZA E DELLA RICHIESTA E’ DI GRAN LUNGA PIU’ PRODUTTIVO E SODDISFACENTE IN ATTESA DEL CERTO NECESSARIO POLO CENTRALIZZATO DI PADOVA OVEST, MA QUESTO NON DEVE POI TRASCURARE E/O AVVILIRE STRUTTURE VALIDE GIA’ ESISTENTI E COLLAUDATISSIME DA ANNI, PENA UNA PREVISIONE DI INVESTIMENTI CHE E’ SUI 1,2 MILIARDI DI EURO MA CHE POTREBBE POI SFORARE AD ITALICA MANIERA PROPRIO SE APPUNTO LE STRUTTURE PRESENTI VENGONO OSCURATE O ADDIRITTURA “SVENDUTE” (E A CHI POI? C’E’ GIA’ QUALCOSA DIETRO L’AFFAIRE…? I VACCINATI A CERTE COSE…SI OPPONGANO TENACEMENTE!!!!!!!

  2. 2 F.I.L.A.S. 4-29-2012

    Cosa non si farebbe per gestire una grande opera, dove girano tanti soldi e tutti sappiamo cosa succede quando girano tsnti soldi e tanti interessi!
    Io ritengo che Padova di tutto abbia bisogno, tranne che di un nuovo ospedale. E’ tempo e ora che i Politici, compresi quelli locali, mettano al centro della loro azione la “PERSONA” e i suoi bisogni, compresa la sua felicità . ANNA BETTELLA Segretaria Regionale F.I.L.A.S.

  3. 3 Gabriele 4-29-2012

    Mi sembra che la tua proposta sia ragionevole. Mi piacerebbe però sapere perchè abbiamo bisogno di un nuovo ospedale tenendo conto del fatto che in futuro i presidi ospedalieri saranno solo luoghi di cura “acuta” e poi dovrebbe essere potenziato il territorio per la degenza post-chirurgica. Forse il nuovo ospedale sarà  un nuovo mini-ospedale?

  4. 4 Fernando 4-29-2012

    PER COME LA PENSO IO PERSONALMENTE,OVVIO, IL NUOVO OSPEDALE SAREBBE INTEGRATO IN UNA NUOVA CITTA’ UNIVERSITARIA ESPANDIBILE SE PROGETTATA UN PO’ PERIFERICAMENTE E LOGISTICAMENTE ACCESSIBBILE MEGLIO DA ANELLI TANGENZIALI. L’OSPEDALE ATTUALE E GLI ISTITUTI UNIVERSITARI DI MEDICINA ATTUALI SONO SOFFOCATI ORMAI IN CENTRO CITTA’, OLTRECHE’ MOLTI DI ESSI RISALENTI AD UN SECOLO FA. LA SANITA’ PADOVANA E LE SCUOLE MEDICHE SONO MERITEVOLI DI AGGIORNAMENTO URBANISTICO ED ARCHITETTONICO PER CONTINUARE A SVOLGERE ATTIVITA’ D’AVANGUARDIA, COME SEMPRE E’ STATO. NATURALMENTE BISOGNA VIGILARE SULLA NATURA E LA QUANTITA’ DEGLI INVESTIMENTI, NONCHE’ SUI TEMPI OPPORTUNI PER REALIZZARE AL MEGLIO PROGETTI CONCRETI E NON DETTATI DA FRETTOLOSITA’ AMMINISTRATIVE CHE TENDEREBBERO SOLO A FARSI UN “BEL VESTITO ELETTORALE” O ANCOR PEGGIO DETTATI DA OSCURI PRIVILEGI DI CASTE NOTE E MENO NOTE. QUESTO E’ MIO MODESTO PARERE APERTO DISPONIBILE A CRITICHE CIVILI.

  5. 5 Giampiero 5-2-2012

    Ringrazio per i validissimi contributi! Proprio ieri, primo maggio, sul corriere del Veneto sono apparsi i nomi proprietari del terreno da espropriare a Padova Ovest per il nuovo ospedale: “Marcello Cestaro, Presidente di Calcio Padova e leader dei Supermercati Famila; Andrea Bastianello capofila dei supermercati PAM; Michele e Mauro Poletto soci dello stesso Cestaro nel club biancoscudato e padroni di SIFEA SpA; prof Alessandro Borgherini fondatore della casa di cura Parco dei Tigli di Teolo”. Ipotesi: che qualcuno abbia in passato promesso di costruire un ipermercato in quella zona poi non realizzato e quindi da compensare con la nuova struttura ospedaliera? Una certezza: vendere il Sant’Antonio a 10 milioni gioverebbe a quei privati che potrebbero costruire residenze da vendere a peso d’oro!
    Non sono contro l’iniziativa privata…ci mancherebbe altro! Sono contrario allo sperpero di soldi pubblici. Che ci guadagnino pure degli imprenditori privati, che portano lavoro e indotto, ma che non ci perda il pubblico, ovvero tutti noi che abbiamo finanziato e finanziamo la sanità , ultimamente anche con la tassa di 10 euro a ricetta!

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