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  |   Pubblicato in Il Corriere della sera/Veneto  |0 commenti   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Pubblico l’articolo de “il Corriere del Veneto” del 23 ottobre 2012, a firma di Giovanni Viafora, dal titolo: Sindaco da 500 tweet al mese. Zanonato attacca tutti sul web, anche gli ultrà: «Siete la feccia»
I dialoghi «scorretti» con cittadini e avversari. Lui: «Dedico solo mezz’ora al giorno per foto e post»
. Un articolo che ha innervosito il Primo cittadino di Padova con commenti su Twitter e FB…

PADOVA — «Le ripeto, si vergogni!», sbotta il cittadino Mistrali Claudio sulla bacheca del sindaco di Padova Flavio Zanonato, che, con un «post» ha appena difeso la polizia sul caso del bambino di Cittadella. Lui, impassibile, non si scompone: «Datti una calmata, prendi un tranquillante». Mistrali non si capacita: «Ma se lo prenda lei, e si vergogni!». Zanonato, iPad nelle mani, però prosegue: «Continui ad offendere probabilmente non te ne accorgi, per questo ti chiedo di calmarti con un blando tranquillante». Mistrali è furibondo: «Ci vedremo alle prossime elezioni». Zanonato: «Ti suggerisco un Lexotan o del Valium». Mistrali: «Mi complimento con lei. Per altro su uno spazio pubblico. Prendo nota». Zanonato: «Ancora non l’hai preso? Non ti farà male alle arterie alterarti così?». Mistrali: «Continui, sto segnando tutto». Zanonato: «Fatti un Lexotan e vai a dormire». Ore 22.27 dello scorso martedì 11 ottobre: benvenuti nel mondo social del primo cittadino di Padova. Qualcuno, in realtà, potrebbe scambiarlo per una suburba, almeno dai toni dei sempre più frenquenti interventi del primo cittadino (e dei suoi amati ospiti).
Sempre lo scorso 11 ottobre ecco infatti un altro scambio di sciabola. Il sindaco «affronta» sulle sue pagine alcuni esponenti di un nuovo gruppo di centrodestra. Ad un certo punto il tono del confronto si alza. E Zanonato cala l’asso. Quello pesante: «Fate perdere tempo, siete inutili – taglia corto -, fastidiosi come una cacca sotto la scarpa». Santè. L’ultima, furibonda lite, invece, è scoppiata domenica sera: il sindaco si è messo a rispondere alle dure provocazioni postate sulla sua bacheca da parte di un ultras del Padova e sono volate parole grosse. Ecco uno degli scambi più soft. Il tifoso: «Sei patetico, buffone». Il sindaco: «Vigliacco, mi fate schifo». E via di questo passo, avanti fino a tarda ora (e per tutta la giornata di ieri). All’ombra del Santo, però, il dilagare bulimico del sindaco sui social network, spesso, come visto, caratterizzato da esternazioni combattive, se non proprio veementi, è ormai un caso. E fa riflettere anche gli stessi collaboratori e colleghi di partito del sindaco. Cosa sta succedendo a Zanonato, che è stato uno dei primi rappresentanti istituzionali a scoprire il mondo dei social (il primo post su Facebook è dell’ 8 ottobre 2008)?
E quanto tempo trascorre il sindaco su internet? I conti danno la dimensione del fenomeno. Solo quest’ultima settimana, da lunedì 15 a ieri, e solo sulla sua bacheca Facebook (cioè sulla sua pagina personale, non si contano quindi gli interventi sulle pagine di altri utenti), il sindaco ha scritto oltre 125 interventi: una media di 16 al giorno, 500 al mese. Non solo scambi al vetriolo con gli «amici». Zanonato su Facebook, e in contemporanea su Twitter evidentemente per avere ancora più eco, «posta» di tutto: foto degli incontri istituzionali e delle inaugurazioni, aforismi (venerdì si è cimentato con Seneca: «Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare») e pure «storielle», come le chiamava l’arcinemico Silvio (ecco quella di lunedì 15, inserita alle 18: «All’amico: “Mi presti mille euro?” “No – risponde -, per cinque motivi: primo non li ho”. “Ok, gli altri non mi interessano”»).
Qualche giorno fa una ragazza gli ha scritto: «Lei pubblica ogni suo movimento sociale e politico sui social network; non crede che probabilmente se ciò che fa incidesse positivamente sui suoi cittadini si saprebbe ugualmente? E comunque non può assumere un segretario per questo su incarico se le prese essere così tanto essere un assiduo frequentatore del web?». Lui, replicandole, ha svelato il suo mondo: «Dedico al massimo una mezz’ora al giorno del mio tempo per postare delle foto e fare dei commenti. Postare una foto o fare un commento dura qualche secondo». E poi, giusto per non far mancare un po’ di dolcezza: «E comunque trovo pretestuosa la discussione che hai avviato. Voglio seguire da solo la mia pag. FB, non ti va bene? Legittimo ma io non ti obbligo a seguirmi e puoi non farlo».
A considerare i numeri, tuttavia, qualche dubbio viene sul fatto che Zanonato passi su Facebook e Twitter solo «una mezz’ora» al giorno. Di certo sabato scorso non è andata così: 34 interventi solo sulla sua bacheca. Due e mezzo all’ora, notte compresa. La prima «bandierina » alle 8.56: una stilettata contro l’assemblea padovana del movimento di Oscar Giannino. «A “fermiamo il declino” i soliti noti del Pdl, dopo Berlusconi cercano di non subire lo stesso destino, vogliono fermare il “loro” declino». Poi alle 9.41 un’altra carezza al nuovo guru liberal: «Testa lucidata,bastone e fifì, panciotto e scarpe charleston, parlare male di tutto improvvisare soluzioni.Reduci del Pdl cercano i “fenomeni”». E quindi via con i commenti, come una frenetica scia sismica: 9.53; 9.57; 10.11; 10.37; 12.31; 14.20; 14.31. Zanonato che mette foto, che attacca (i bersagli preferiti degli ultimi tempi sono Renzi, il «fenomeno», e i giornalisti), che discute, che si scuote. Una lunga ruzzolata che si ferma solo alle 20.23, con la pubblicazione delle foto del cardinale Pellegrino, in visita alla Città della Speranza. «Zanonato è più avanti di molti altri suoi colleghi e nell’uso dei social network è all’avanguardia – spiega Giampietro Vecchiato, docente padovano di Relazioni Pubbliche e Comunicazioni di massa -. Ma qualcuno dovrebbe ricordargli che su Facebook e Twitter rimane traccia di tutto. E nel breve questi toni possono diventare un boomerang. Anche con la frequenza degli aggiornamenti ci vorrebbe un po’ più equilibrio. Ma quello che vediamo in Internet è il vero Zanonato. Forse se cambiasse stile in fondo non sarebbe più lui».




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