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  |   Pubblicato in Mattino, Politica and Primarie  |0 commenti   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Succede a Padova, come in tutta Italia. E’ solo un problema del Partito Democratico? In verità  è il vero problema che riguarda tutti i partiti: quello di far passare delle scelte imposte e verticistiche per scelte democratiche…. sarà  l’ora di finirla con questa presa in giro colossale? Di seguito l’articolo de Il Mattino di Padova, a firma di Paolo Cavazzana Vicepresidente del Consiglio Comunale di Padova, Consigliere Margherita-Pd dal titolo: “L’inghippo della raccolta delle firme” (Immagine da: www.pbmstoria.it)

Apprendiamo dal «mattino» che 21 circoli del Partito democratico di Padova hanno deciso di assegnare la segreteria cittadina a Franca De Lazzari. Nulla ovviamente contro la persona: stimata professionista e ottima interprete, da sempre, del sentire politico della nostra città . Il fatto che i cittadini devono sapere è che, in realtà , i citati 21 circoli…. non esistono!

Si dovranno costituire entro qualche settimana: quindi non esistono circoli, delegati e nemmeno i coordinatori che dovrebbero eleggere appunto il segretario cittadino. Dopo l’arbitraria composizione delle liste (bloccate) nelle primarie del 14 ottobre, ancora una volta ci troviamo a subire le decisioni di qualcuno che impedisce, lo dico con grande chiarezza, la possibilità  di partecipare democraticamente alla formazione degli organismi del partito. E la strategia per bloccare ogni forma di partecipazione sfiora palesemente l’inganno. Infatti, secondo normativa regionale, qualsiasi cittadino, fino a ieri, poteva liberamente autocandidarsi alla segreteria entro sabato 12 gennaio. Regola che tutti potevano apprendere dal sito web www.partitodemocraticopadova.it. Da ieri si cambiano le carte in tavola: una norma introdotta da anonimi impone, sempre entro sabato 12 gennaio, di pre sentare l’autocandidatura accompagnata da 200/300 firme. Impresa impossibile per tutti: non per chi, di converso, sapeva già  che le regole sarebbero cambiate in corsa e, peraltro, goffamente, in quanto confermato dalla sperequazione che anche per eleggere il coordinatore provinciale è necessario lo stesso numero di firme in un territorio molto più vasto del capoluogo; se il rapporto abitanti capoluogo/provincia è grosso modo 1.4, l’anomalia è evidente.

Quindi, chi andremo a votare nei prossimi giorni, se, ancora una volta, è già  tutto deciso? Vogliamo capire che il vero Partito democratico è quello dove il consenso che viene direttamente dai cittadini, può portare l’anonimo Pinco Pallino alla guida del partito e non i soliti noti? Accettando che tutto ciò sia avvenuto per negligenza, imperizia, imprudenza, ritengo che sia corretto ripristinare, da subito, la norma dell’autocandidatura a segretario cittadino senza raccolta di firme, o, in subordine, prorogare la scadenza di almeno 15 giorni, per permettere una serena raccolta di firme, riducendone la quantità  richiesta.




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