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Ho visto gli auguri dell’anno passato, di quello di prima e dell’altro ancora
Cosa fa un anno diverso dall’altro, quello da venire da quello gia’ passato
Cos’e’ questa frenesia di luci, di festa, di allegria per un anno nuovo che non si conosce
Mentre quello prima, vecchio solo di un anno gia’ si vuole dimenticato
Eppure se abbiamo dei ricordi piccoli o grandi, belli o brutti, e’ per gli anni passati
l’unico tempo che insegna e insegue tutti
Ogni anno si consuma lo stesso rito, non c’e’ riconoscenza per quel tempo “maestro di vita”
E’ l’anno passato che andrebbe festeggiato, pur con le sue tristezze, ansie, desideri, pretese, dolori, piccole o grandi gioie, bellezze… perche’ da tutto questo qualcosa abbiamo imparato
Quello nuovo non ci ha insegnato ancora nulla, non sappiamo cosa accadra’ e cosa ci dara’
Il solo augurio che posso fare e’ che il nuovo anno sia quello che sia, ma che tra un anno festeggeremo e discorreremo insieme di quello appena passato e di quello che passera’
(Disegni apocrifi ritrovati scolpiti nella roccia di una caverna della tribu’ Madoc del sud della California, datati 1491 e liberamente tradotti)
L’anno che verra’… parole di Giacomo Leopardi, tratte da uno stralcio de:
DIALOGO DI UN VENDITORE D’ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERO

……
Passeggero. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggero. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggero. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggero. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggero. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
Passeggero. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggero. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
……




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