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  |   Pubblicato in Corriere della Sera, Personale and Politica  |5 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post
Un Comune come tanti in Italia. Un Comune virtuoso, che non ha debiti ma ha ben 500 mila euro nelle sue casse. Un Sindaco d’Italia le cui leggi oscene, fatte da uomini di governo osceni, lo costringono ad aumentare le tasse ai propri cittadini piuttosto che utilizzare quei soldi! E mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata! A Roma due Camere Parlamentari di cui una inutile, con 7 Senatori a vita lautamente pagati e neanche espressi dal voto popolare. Un Palazzo presidenziale che costa più della casata Reale d’Inghilterra. Oltre 2000 tra deputati e senatori che ricevono un vitalizio, compresi Toni Negri e Cicciolina, oltre ad altri benefici statali. Pensioni d’oro cumulative come quelle di Amato, consigliere di Craxi che però non si è mai accorto dello sfascio e dei furti della prima Repubblica, anche se per due volte è stato Presidente del Consiglio, due volte Ministro del Tesoro, una volta Ministro dell’Interno e Presidente dell’Authority del mercato, che gode di una pensione di 31 mila euro al mese e 9000 euro di vitalizio, dopo aver prelevato dai nostri conti correnti e tagliato le pensioni agli Italiani. E ora è stato nominato anche Giudice della Corte Costituzionale.  E quanti altri come lui. Al costo di uno Stato si sono aggiunti i costi di 21 Regioni, di cui qualcuna a statuto speciale, moltiplicando stipendi, vitalizi e benefici. A Roma dicono che se vogliamo stare nell’euro dobbiamo aumentare le tasse per stare entro i limiti imposti dall’Europa. Se questo è il ragionamento di alta politica, non serve un Governo politico. Serve solo un ragioniere. Pubblico l’articolo del Corriere del Veneto, a firma di Alessandro Zuin di oggi, venerdi 11 ottobre. CASALE SCODOSIA (Padova) – Ha fatto il sindaco per 17 anni, quindi qualcosa ne sa. In più, di professione fa il commercialista, quindi di conti ne sa anche più di qualcosa. Perciò se uno come Renato Modenese, 57 anni, uomo di centrodestra (Pdl) e primo cittadino del Comune padovano di Casale Scodosia dal 1991 al 2004, poi rieletto ancora nel 2009, si presenta in consiglio comunale e, con sorpresa di tutti, dà le dimissioni per manifesta impossibilità ad andare avanti, è il caso di indagare.
Lei ha detto: me me vado perché non mi fanno utilizzare l’avanzo di amministrazione che ho accantonato e non voglio aumentare le tasse ai miei cittadini. Si sente stretto in una tenaglia? «La sensazione è quella. Ho chiuso il bilancio con più di 500 mila euro di avanzo, mi basterebbe poterne spendere la metà per garantire i servizi ai miei concittadini, invece i vincoli del patto di stabilità non me lo permettono». Alternative? «Cosa faccio, spengo i lampioni dell’illuminazione pubblica o chiudo la mensa scolastica per risparmiare? Impensabile. L’alternativa è una sola: aumentare l’Imu sulle seconde case e sui capannoni industriali. Ma io, in un periodo di crisi nera come questo, non voglio farlo. Dovrei salire in un colpo solo dal 7,6 al 9,2%, una botta che potrebbe essere letale per molti imprenditori del nostro territorio. Non me la sento proprio».
Non vuole aumentare l’Imu per fedeltà alla linea di partito oppure la situazione è oggettivamente insostenibile?
«Guardi, conosco personalmente decine di imprenditori che, secondo la più tipica mentalità veneta, hanno investito tutto, ma proprio tutto nella loro impresa. E adesso i capannoni sono sfitti, non si riescono a vendere, rimangono chiusi. Le do un dato: secondo la Ragioneria comunale, quest’anno avremo all’incirca 36 mila euro in meno di introito da Imu. Sa cosa significa questo? Significa che qualcuno, già alle aliquote attuali, non ce l’ha fatta a pagare».
Ma se lei si dimette da sindaco, in Comune arriverà un commissario prefettizio. E il commissario, per quadrare il bilancio, non potrà che deliberare l’aumento dell’ IMU: all’atto pratico, i suoi concittadini cosa ci guadagnano?
«Lo so, è così, ma almeno la mia coscienza è a posto. Non sarò stato io a decidere quell’aumento. Non creda, le dimissioni sono una decisione che mi pesa tantissimo, ho amministrato questo Comune per 17 anni».
L’Anci si dice «quasi certa»» che il Patto di stabilità verrà allentato per i comuni con meno di 5 mila abitanti, come Casale Scodosia. Non si fida? «L’ho letto anch’io. Ma dalle mie informazioni, questo allentamento si tradurrebbe in qualche briciola. Nel caso del mio Comune, parliamo di 20 mila euro su un avanzo di oltre 500 mila. Cosa me ne faccio di 20 mila euro? Non chiedo di spenderli tutti, mi basterebbe una soluzione mediana, come accadeva fino a un anno fa con le vecchie regole sul Patto di stabilità».
I suoi concittadini cosa dicono delle annunciate dimissioni?
«Sento che secondo qualcuno non dovrei lasciare, perché significherebbe abbandonare la nave nel momento di difficoltà. Ma non è così, io voglio smuovere le acque per vedere se riusciamo a cambiare qualcosa».
Secondo la legge lei ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni. A oggi, giovedì 10 ottobre, sono da considerare irrevocabili?
«Sono frastornato dalla situazione ma la decisione è presa, a oggi sono dimissioni irrevocabili. Magari, in questi 20 giorni a Roma se ne accorgono che bisogna intervenire».



  1. 1 nino 10-11-2013

    Eccezionale Altan.
    E’ che a Roma da quaranta anni sono molto impegnati per il bene dell’Italia e coi nostri voti si sono incollati alle poltrone e si fanno beatamente i fatti loro.
    Amato e’ uno degli esempi piu’ limpidi e fulgidi.
    Che ne dici Giampiero: diventiamo tutti grillini?

  2. 2 Giovanni Zurlo 10-12-2013

    No non bisogna diventare grillini in considerazione del fatto che in questi mesi non hanno fatto altro che aumentare la confusione.
    E’ vero le tasse sono troppe . Ma bisogna essere onesti: Gli sprechi sono tanti . Certo, prima bisogna dare il buon esempio da parte di coloro che godono di privilegi assurdi ( Amato politici in genere ecc,ecc,) ma poi bisogna avere il coraggio di tagliare enti inutili e di conseguenza anche personale inutile . Non è nella nostra cultura ! Bisognerebbe avere una Thachter e credo che se accettiamo un transitorio aumento della disoccupazione ( sic!!)dopo le energie liberate e impiegate veramente nel mondo produttivo ci potrebbero realmente servire a ripartire.
    Giovanni

  3. 3 Lucio 10-12-2013

    Ciao Giampiero,
    sono d’accordo con Zurlo, sia per quanto riguarda il M5S (vuole solo portare un paio di personaggi al Comando totalitario), sia per quanto riguarda il taglio degli Enti inutili: ma come fai?, l’ente può anche essere inutile ma ci sono dipendenti con…famiglie, e di questi tempi sarebbe disastroso. Bisognerebbe avere il progetto di creare un “contenitore” di lavoro produttivo dove poter prima trasferire -gradualmente- i dipendenti di detti Enti.
    Un po’ come per lo svuotamento delle carceri: ha assolutamente ragione Vietti nel dichiarare che prima di indulti/amnistie occorre creare le condizioni per evitare i successivi affollamenti, come è sempre stato.
    I problemi sono enormi, ce la faremo mai?
    Un cordiale saluto.
    Lucio.

  4. 4 Giampiero 10-12-2013

    Grazie per i puntuali commenti! Grillo non è altro che il prodotto del vuoto politico che finora ci attanaglia! Se le famiglie non hanno soldi da spendere, non comprano e la produzione va in crisi. Se il costo del lavoro è alto, tutti i prodotti vengono prodotti nei paesi dove non esistono le sicurezze sociali e il costo del lavoro è infinitamente più basso e quindi in Italia non c’è lavoro. Se non ci sono soldi da spendere, se addirittura conviene separarsi per avere vantaggi fiscali (e questo la dice lunga sulle politiche familiari), se non c’è occupazione, se le tasse sono già  alle stelle… da dove si prendono i soldi per mantenere ancora lo stato sociale? Non sarebbe un bel segno tagliare prima gli sprechi? Per aumentare le tasse basta un ragioniere….dalla politica mi aspetterei altro!

  5. 5 Marina 10-16-2013

    Da tempo condivido i Tuoi pensieri, ora più che mai, ora che anche mio figlio è andato ad ingrossare le fila dei disoccupati dopo 16 anni di lavoro come operaio, l’azienda dove lavorava ha convenuto che è meglio dare lavoro alle cooperative che avere dipendenti propri.
    E allora basta chiacchere, basta continuare a tartassare imprenditori e cittadini è ora che i politici per primi facciano la loro parte passando ai fatti concreti con riforme e rinunce ai loro privilegi.
    Sono davvero angosciata, non vedo sbocchi.
    Un abbraccio

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