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  |   Pubblicato in Politica  |6 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

àˆ molto interessante questa nuova moda in uso di alcuni politici di spacciare per nuova e miracolosa la loro politica ormai stantìa.
Il caro Veltroni dopo trent’anni che fa politica come funzionario di partito, dice di rappresentare una nuova ventata d’aria… sicuro che non sia la solita puzzetta? Vorrei tanto sapere dove Veltroni si è fatto mettere il punto per la “riverginizzazione”… di sicuro non sulla bocca. Ha anche imparato un po’ d’ inglese… “yes, we can”. Mi suona familiare… magari anche Obama lo dice? Comunque se vince, avremo un leader poliglotta. Sarà  mica questa la novità ? Uòlter di “c’era un ragazzo che come me” con tutto il partito schierato a favore dei Vietcong e contro l’America, ora prende a modello Kennedy che proprio quella guerra aveva iniziato e quell’America aveva combattuto. Uòlter novello leader di oggi che ha come Presidente del suo partito il vecchio Prodi sostenuto prima, durante e dopo. Prima (solo qualche mese fa) Uòlter diceva che la coalizione contro Berlusconi avrebbe rigenerato l’Italia; durante diceva che i contrasti interni erano dovuti a sensibilità  diverse; ora che è stato raschiato il fondo del barile, smentisce il “prima” e il “durante” e afferma che lui è la novità , come se non avesse partecipato o non avesse avuto nessuna responsabilità  a quel “prima” e a quel “durante”. E in solo due mesi vorrebbe dare l’impressione di indossare un vestito liberale che gli è andato sempre troppo stretto: una specie di “castrazione” politica per dare l’immagine di radicali (aggettivo non scelto a caso) cambiamenti. Insomma dalla Casabianca a Casablanca il passo è breve! Berlusconi con cui secondo la satira la Trinità  diventa “Santo Quartetto”, almeno i “lifting” li ha fatti sulla propria persona piuttosto che sulla linea politica, sicuramente più chiara e coerente delle varie e contrastanti posizioni delle diverse “convergenze parallele” del centrosinistra.
Anche nel centrodestra però il “nuovo” passa spesso attraverso volti e posizioni acquisite e “paracadutate” che non rispettano il Territorio, le capacità  e i meriti. La resurrezione del centrodestra non può avvenire per molta parte grazie all’inefficenza e ai danni che il governo di centrosinistra ha prodotto. La speranza di molti è che quel “Rialzati Italia” della campagna elettorale del Pdl sia efficace a porre le basi per resuscitare il Paese…al pari di un altro più famoso “Alzati e cammina”, sul confronto dei quali la satira certo non risparmierà  i suoi dardi!

(Immagine da: http://lc.fdots.com)





  1. 1 Alfiero Parpagiola 3-1-2008

    Sempre chiaro Giampi.
    Alla soglia dei miei 50 anni non posso certo dirmi “NUOVO” ma faccio il possibile per coinvolgere chi nuovo lo è davvero: i giovani!
    Tutti ne parlano, li invocano e ben poco si studia e si fa con loro. E poi parliamo di disaffezione.
    Sono sinceramente imbarazzato quando mi chiedono un commento sull’attualità  politica; dove lo vado a trovare uno spunto credibile per il “NUOVO”???
    Il centro sinistra non è credibile, siamo d’accordo, ma vogliamo approffittarne o assomigliargli?
    Tu che abbracci battaglie audaci (i precari sono un esempio per tutti!)….
    Alfiero

  2. 2 DANIELE TOGNON 3-1-2008

    Buongiorno Dott Avruscio sono Daniele allora è proprio vero che in italia la parola cambiare nel manuale della politica non esiste ne è conferma il buon Veltroni che cerca (dandogli atto di essersi sganciato dai COMUNISTI) il rinnovamento con una classe politica che alla gente la fà  credere nuova presentando giovani aspiranti ad un posto politico ma che invece in realtà  si ritroveranno ad essere giovani rinchiusi in un partito politico con la possibilità  di esprimere un unico ideale quello di ROMANO PRODI e basta!!!!!!.Cmq guardando al nostro piccolo speriamo che con tutta questa nuova voglia di fare politica ci sia almenio dalla nostra parte la voglia di cambiare a livello giovanee
    Un saluto a presto ciaoooooooooooooo……….

  3. 3 Giampiero 3-1-2008

    Il nostro è un Paese “bloccato”, nella burocrazia, nell’università , nella scuola, nella funzione pubblica, nella politica…. i diritti, anche quelli virtualmente garantiti, sono sempre da conquistare!!!!!!

  4. 4 Perla 3-4-2008

    Concordo con l’interlocutore Alfiero P,quando auspica un maggiore coinvolgimento dei giovani nella cosa pubblica e ne traggo spunto per fare una breve riflessione sull’argomento.
    In realtà , i giovani e giovanissimi hanno un’opinione piuttosto negativa del sistema politico e soprattutto dei politici, i quali vengono considerati corrotti, impreparati ad affrontare con serietà  e professionalità  gli incarichi istituzionali loro affidati, incapaci di accordarsi tra di loro e di prendere decisioni, e sostanzialmente interessati a mantenere i propri privilegi e ad allargarli a parenti ed amici… Questo clima di sfiducia, diffidenza e rassegnazione è purtroppo largamente diffuso e, se vogliamo, in parte giustificato, dal momento che è propria la realtà , così come viene quotidianamente presentata dai media, a confermare tale situazione. D’altra parte però, manca un’informazione più puntuale su quello che sono i meccanismi reali dell’apparato statale e sul lavoro quotidiano di consiglieri, assessori, parlamentari… In effetti, giornali e notiziari raramente riferiscono dell’attività  quotidiana dei rappresentanti che operano nelle varie istituzioni, perchè ovviamente “non fa notizia”. I ragazzi poi, comunque, non sono dei lettori assidui di quotidiani o riviste specializzate e, di consequenza, non posseggono una “cultura politica”. Il loro bagaglio informativo si riduce sostanzialmente all’apprendimento di notizie sensazionali e dunque principalmente negative. E’ vero che nelle scuole si insegna educazione civica e in molti istituti superiori si promuove e si pratica la lettura in classe dei quotidiani, ma è comunque insufficiente per suscitare negli adolescenti un interesse specifico verso la politica. A mio parere, spetta anche ai partiti o ai rappresentanti delle varie istituzioni il compito di avvicinare i giovani alla politica, per esempio attraverso la discussione di temi d’attualità  nelle scuole o la partecipazione di gruppi (classi) alle sedute del consiglio comunale,ecc.. In parte succede già , ma è un’attività  che, secondo me, andrebbe intensificata. Penso che i politici debbano scendere di più in mezzo alla gente, ma non solo per propagare le proprie idee di parte; il “recupero” delle nuove generazioni non è una perdita di tempo, bensì un investimento per il futuro. In quest’ottica, temi come Scuola ed Educazione dovrebbero rappresentare delle priorità , ma sappiamo bene che non è così..

  5. 5 Gabriele 3-11-2008

    Ciao Giampiero, grazie per i tuoi articoli sempre ben scritti. Concordo quando dici che il nostro paese è bloccato da una burocrazia sempre più inefficiente e (aggiungo io) sempre più diretto da una classe politica inefficiente (che la maggior parte delle volte da le direttive a questa burocrazia). Forse,lo dico all’interlucotore precedente, Perla, è questo che disaffeziona i giovani alla politica e anche “la discussione di temi d’attualità  nelle scuole … etc” non sortirebbe alcun risultato. Perchè discutere di temi d’attualità , se poi tutto continua come sempre tra l’indifferenza dei vertici dirigenziali? La trasmissione Report docet. La trasmissione “Annozero” docet. E così via, trasmissioni di reportage “di destra”, “di sinistra” o”neutre” mettono in evidenza un’unica cosa: Là  dove c’è statalismo nel nostro paese, là  c’è politica e là  c’è corruzione e inefficienza. Di fronte a questo, credo inopinabile, spettacolo della nostra società  (forse più che democratica la definirei anarchica) quello che ognuno di noi può respirare è un odore di rassegnazione. Parla, Giampiero, con un falegname, con un idraulico, con un ingegnere, con un avvocato: tutti diranno la stessa cosa. “QUI DA NOI LE COSE NON CAMBIANO MAI E MAI POTRANNO CAMBIARE”. E così anche i nostri giovani sono giovani rassegnati, che preferiscono dedicarsi all’”happy hour”, in centro, tra spritz e chiacchiericcio, ben sapendo che hanno poco, ma quel poco è garantito da mille diritti e nessuno glieli può toccare. Ma tu dici che i diritti, anche quelli garantiti, vanno conquistati e su questo concordo pienamente. Purtroppo nella società  statalista odierna non funziona così (e tu che lavori in un ambiente pubblico lo sai). Quale potrebbe essere, perciò, il vero messaggio di novità  per rivitalizzare questà  società  ( ovviamente che Uà lter, funionario di partito da 30 anni, dica che è lui la novità , è decisamente poco credibile)? Io avrei una proposta, ma avrei piacere di sentire prima la tua o le tue.

  6. 6 Giampiero 3-13-2008

    Caro Gabriele, tu dici che là  dove c’è la politica, c’è corruzione e inefficienza. L’immagine attuale di degrado nell’ambito non solo politico ma sociale, civile e istituzionale nasce non dalla presenza della politica, ma dalla sua assenza, così come molti comportamenti sono determinati dalla mancanza di civiltà . Tu mi chiedi quale secondo me il vero messaggio di novità  per rivitalizzare questa società . Non credo che si tratti di trovare un’idea geniale.Qualunque idea in qualunque sistema cammina sulle gambe delle persone. E’ la Persona che deve cambiare prima delle idee. Cominciamo a seguire per esempio cosa fa e come si comporta la persona che ha avuto il nostro consenso, dalla più piccola circoscrizione alla più alta carica istituzionale. Cominciamo a pretendere che non ci rubino la democrazia, come in effetti sta succedendo con questa legge elettorale. Cominciamo ad equilibrare i diritti con i doveri in qualsiasi ambito, senza preferenze e sperequazione tra pubblico e privato…. non c’è una bacchetta magica che possa trasformare un rospo in un principe, ma almeno si potrebbe cambiare l’acqua dello stagno!

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