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  |   Pubblicato in Attività  in Comune and Politica  |2 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post
Alcune riflessioni sulle Primarie del centrosinistra di Padova e sull’attesa del centrodestra, pubblicate sulle pagine de Il Mattino di Padova di oggi. Solo settemila votanti per le Primarie di un centrosinistra che governa Padova da 10 anni. Rossi, la cui trentennale attività in Comune, la cui visibilità, il cui apparato di sostegno anche economico, i cui rapporti istituzionali sono di moltissimo più consolidati di Fiore, vince per soli 400 voti. Come Bersani, a cui si è ispirato fino a qualche ora fa il centrosinistra di Padova esprimendo anche un ministro, Ivo Rossi perde anche se è arrivato primo.
Non è vero che l’affermazione di Fiore non era prevedibile. O almeno non lo era per quegli osservatori che vivono all’ombra dell’apparato, lontano dal “sentire” della base degli iscritti che non rispondono più a logiche mandriane. E questo non vale solo per il centrosinistra! Alle Primarie nazionali, Padova città è stata conquistata da Civati, qualcuno se lo ricorda? E’ indubbio che Alessandro Zan che personalmente stimo, abbia lavorato per Rossi e che sicuramente andrà all’incasso.
D’altra parte quella parte di Sel “istituzionale”, eletta in Consiglio Comunale, ha mostrato già il suo volto filo-Zanonato-Rossi quando ha votato per vendere l’acqua controllata dal comune di Padova ad Hera, tradendo la propria battaglia referendaria. Zan ha preso il 17% affermando che è un ottimo risultato se si pensa che alle amministrative Sel aveva preso il 3%. Solo che il campione non è sovrapponibile alle amministrative, dove hanno votato 210 mila persone e quel 3% preso allora ha un peso diverso.
Zan ha pagato in termini elettorali, per la posizione di Sel assuefatta alle politiche della giunta Rossi-Zanonato. Fiore, sbocciato come candidato forte si trova a fare da ruota di scorta a Ivo Rossi, che si è dimostrato un candidato debole e di apparato.
Ma nel centrodestra? Il gruppo regionale si è spaccato in tre gruppi, uno Alfaniano e due Berlusconiani. A Padova sono in lizza Saia, Bordin, Salmaso, Di Stasio… E manca il candidato di Forza Italia, a soli tre mesi dalle elezioni, proprio come è successo per le passate amministrative: sbagliare una volta è umano, perseverare è diabolico, oltre al fatto che all’epoca si correva tutti insieme!
Abbiamo ipotetici candidati e non abbiamo un programma.
Padova merita una classe politica che vada al di là delle posizioni dei singoli e dei gruppi. Ho un rammarico: tutto il lavoro svolto in questi anni all’opposizione in Consiglio Comunale, avrebbe potuto cogliere appieno i suoi frutti se adeguatamente sostenuto dagli organismi di partito.
Il vuoto in politica non esiste. Sarà riempito da chi saprà interpretare la voglia di cambiamento, di sfiducia, di rabbia, di protesta che in questi anni si è saputo generare.
Non contare sulla forza delle proprie idee, su un programma credibile e realizzabile per far risorgere e far rivivere una Città in coma indotto, ma contare sulla debolezza dell’avversario, accrescerà la distanza e approfondirà il fossato tra cittadini e politicanti.
La politica invece è un’altra cosa e io, nonostante tutto, ci credo ancora!



  1. 1 Gabriele 2-5-2014

    Caro Giampiero,
    complimenti per la tenacia con cui credi nelle tue idee. Sentire parole come dignità  (e altre dovrebbero essere dette come responsabilità , onore, etc…)in questa nostra società  così prosaicamente pragmatica è un vero piacere.
    Continua cosi!
    Ciao

  2. 2 giovanni catalano 2-5-2014

    giovanni sempre a testa alta,complimenti.ciao

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