09
giu
1 Stella2 Stelle3 stelle4 stelle5 stelle (46 voti, media: 4.98 su 5)
Loading ... Loading ...
  |   Pubblicato in Personale and Politica  |4 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post
Il voto: una possibilità, un diritto, un fastidio, un dovere, una perdita di tempo? In un momento storico in cui la fiducia marca una distanza abissale tra cittadini e Istituzioni, a Padova si sono presentati 9 candidati a Sindaco e 31 liste con circa 1000 candidati per 32 posti da Consigliere Comunale.
Nel 2009, 125.811 persone su 167.905 (75% circa) hanno votato per il Comune di Padova. Il 25 maggio 2014, su 162.042 aventi diritto al voto, 114.528 persone (70,68%) si sono recate alle urne. Questo vuol dire che 5000 persone non risiedono più a Padova e che oltre 6000 persone rispetto alle precedenti amministrative non hanno votato. Peggio al ballottaggio, con un astensionismo ancora maggiore. Le elezioni per il Comune di Padova dimostrano una loro originalità rispetto alle contemporanee elezioni Europee. I cittadini di Padova hanno espresso un voto per il Comune che non ha ricalcato quello espresso per l’Europa.
Il 41,43% ottenuto a Padova dal PD per le Europee, scende al 24,93%  per il Comune: oltre 15 punti in meno ottenuto per il governo di Padova nonostante il “vento” Renziano favorevole, perdendo addirittura 4 punti rispetto al 28,44% del 2009. Il partito di Grillo che a Padova per le europee ha ottenuto il 17,18%, per il Comune di Padova ha conseguito solo l’8,85%.

Forza Italia, che per le europee ha ottenuto il 14,81% dei consensi, per il Comune di Padova addirittura solo la metà: il 7,44%.

La Lega Nord ha perso notevolmente rispetto all’11% del 2009 e dall’8,75% delle europee passa al 4,89% come consenso per il Comune. Il NCD che si presentava con l’UDC alle europee, prima in assoluta sia per le europee che per le Comunali, ha maturato il 4,13% per le europee e l’1,64% per le comunali. Fratelli d’Italia-AN, dal 4,07% delle europee, passa all’1,34% del Comune di Padova. L’Italia dei Valori è scomparsa, sia a livello regionale che comunale, dove raggiunge appena 900 voti alle comunali (meno dell’1%), perdendo consenso rispetto al 5,5% ottenuto nel 2009: infatti non matura nessun consigliere.
Risulta del tutto evidente che i cittadini di Padova per il governo della propria Città, si sono allontanati dai propri partiti e hanno premiato invece la credibilità delle persone, attraverso il voto delle liste civiche.
Il dato più eclatante e negativo in assoluto, per quello che ha rappresentato a Padova e non solo, per il suo ”brand”, per la visibilità, per la potenza di fuoco, per la rappresentanza a tutti i livelli di potere, è il risultato della sconfitta di Forza Italia, che nessuno dei dirigenti immaginava al di sotto delle due cifre! Da oltre il 25% che Forza Italia aveva in Città nel 2004, al 25% del 2009 come PDL, si è ridotta al 7,4%.
I vertici di Forza Italia sono riusciti a dissipare un consenso e una fiducia spiegabile solo con l’incapacità, la pigrizia, l’insipienza, l’irresponsabilità e l’assoluta mancanza di “visione” dei propri dirigenti, oltre ai messaggi confusionari e alla candidatura di un Sindaco privo di qualsiasi percorso politico, che non meritava (da parte di Forza Italia) tutto quel giogo mediatico al quale è stato sottoposto, soprattutto quando ancora prima di iniziare la campagna elettorale, si è dimesso da ipotetico Sindaco.
Un risultato che acquista ancora maggior peso negativo, perchè conseguito con Forza Italia all’opposizione di un governo della Città che non ha riscontrato le simpatie di gran parte dei cittadini. Un risultato negativo raggiunto nonostante un centrosinistra ridotto nell’ultimo anno allo sbando, senza neanche più i numeri per approvare le proprie leggi. E sono convinto che grazie alla credibilità della senatrice Casellati che ha assunto il coordinamento di Forza Italia in Città, ridotto solo ad un Comitato elettorale, la sconfitta non ha assunto ancora più devastanti dimensioni.
Quando si verificano sconfitte di tali proporzioni, i dirigenti responsabili dovrebbero dimettersi. A livello nazionale Bersani si dimise perchè non vinse abbastanza. Ma i dirigenti di Forza Italia non avvertono tale responsabilità sulle proprie spalle.  In Forza Italia sembra sia in vigore da tempo la regola: “gli ultimi saranno i primi”… non proprio nel senso “evangelico” del termine! Un partito che non riconosce i propri errori, le non scelte o le scelte sbagliate, che non sa proporre nuove modalità e nuovi orizzonti politici, è un partito destinato all’estinzione, perchè non riesce più ad incrociare le istanze dei cittadini.
Bitonci vince a Padova non perchè rappresentante della Lega, ma come espressione del “civismo” politico al di fuori dei partiti, come lui stesso ha sostenuto in tutta la sua campagna elettorale e con un programma più credibile  rispetto a Rossi, sul Tema sicurezza e sul degrado della Città. La sola lista civica di Bitonci ha ottenuto infatti il 17%  che è di gran lunga superiore a Forza Italia e Lega Nord messi insieme! Lo scandalo “Mose” ha avvelenato gli ultimi giorni del ballottaggio, con scambi di accuse e denigrazioni da ambo le parti… ma lo scandalo ha pesato più in termini di astensione. Al precedente ballottaggio tra Zanonato e Marin l’astensionismo  premiò  Zanonato che riuscì a conservare gli stessi voti ottenuti al primo turno, mentre Marin non era gradito da molti elettori del centrodestra che invece di aggiungere i propri voti e quindi “vincere facile”, preferirono andarsene al mare. Oggi vince Bitonci con ampio scarto che nel secondo turno non si era mai verificato finora. Una sconfitta  che spero servirà  al centrosinistra per meditare sui propri errori e correggere i contenuti della propria azione politica su Padova. Una vittoria quella della coalizione di Bitonci e di Saia, che rompe un’egemonia di sinistra e che offre al centrodestra l’opportunità di migliorare la qualità di vita e lo sviluppo culturale ed economico della nostra Città.



  1. 1 Maurizio Mistri 6-10-2014

    Caro Giampiero
    penso che ci sia poco da aggiungere a quello che hai scritto. Forza Italia non é un partito ed é solo un debole ed inefficiente comitato elettorale.Quando facevo poliica un partito, a livello cittadino, era una entità organizzata con diigenti che si assumevano la reponsabilità di elaborare le linee strategiche in divesi campi della amministrazione locale.sia che fossimo in giunta oppure all’opposizione. Io parlo della esperienza che ho conosciuto e cioé del PRI che, pur non grandissimo, era organizazto “militarmente” . C’era chi si impegnava a promuovere gli abbonamenti a “La Voce Repubblicana”. C’erano quelli che erano impegnati a muoversi nel Sindacato (in genere la UIL). C’erano quelli che operavano nel movimento cooperativo del partito (L’Endas). Naturalmente c’erano quelli che operavano per la elaborazione delle idee del partito a livello locale. Una simile elaborzione consentva di individuare persone non iscritte ma vicine che, poi, gradualmente si iscrivevano al partito. Il nostro obiettivo era far entrare nel partito persone in possesso di compeenze che poi sarebbero state valorizzate. Le commissioni lavoravano con metodo scientifico e cioé elaboravano rapporti tecnici scientificamente fondati. Questi rapporti diventavano quadeni di riflessione: a) per gli iscritti; b) per il confronto con gli altri partiti; c) per il confronto con i sindacati e le associazioni di categoria, confronto che era quasi quotidiano e gestito dalla segereteria politica. I consiglieri comunali in genere facevano parte del direttivo il quale aveva il compito di varare gli studi ed i documenti e di discuterli. Una volta discussi ed approvaii dal direttivo, i consiglieri comunali erano vincolati ad essi. Al di fuori del partito non erano possibili posiizioni personali. Naturalmente un consigliere comunale aveva modo di far sentire la sua voce nel direttivo. Oggi neppure il PD, é oganizazto in tale maniera. Forza Italia non sa neppure come si possa determinare democraticamente, con il coinvolgimento di molte persone, una posizione politica su di un tema preciso, semmai di carattere locale.
    Cari saluti,

  2. 2 FRA DIAVOLO 6-10-2014

    Carissimo Giampiero
    con la tua disamina sui partiti ed i risultati ottenuti hai centrato il problema. In un paese ormai ridotto ad un cumulo di macerie, dove i partiti ormai rappresentano un branco di ladri, di rapinatori, di corrotti. di debosciati e di gentaglia che si diverte a proporre e fare tutto quanto è contro i cittadini, il risultato è lo disgusto verso il “POTERE” a qualsiasi livello. Se non si recupererà in fratta il rispetto per il cittadino, se non si tornerà indietro dalle rapine alle risorse dei cittadini, prima o poi arriverà chi farà senza tanti distinguo piazza pulita di questa marmaglia politica.
    Un saluto.

  3. 3 Evita 6-10-2014

    Caro Giampiero,
    come sempre acuto e puntuale nell’analisi, rilanci cose che ci eravamo detti all’inizio del periodo elettorale, e che ora alla luce dei risultati non fanno che accentuarne l’evidenza, che pare non essere stata colta dal resto del nostro orizzonte, patavino e non.
    Grazie ancora…

  4. 4 Decio 6-11-2014

    Naturalmente mi fa piacere del successo Sono sicuro che se ne vedranno irisultati, anzi si inizia già a vederli

Per lasciare un commento inserisci nei campi seguenti Nome, E-Mail (non verrà pubblicata) e un indirizzo web (facoltativo). ATTENZIONE: Avruscio.it non è responsabile per il contenuto dei commenti, i quali appartengono esclusivamente a chi li ha scritti. Mi riservo comunque di eliminare eventuali commenti non pertinenti con l'articolo o dal contenuto offensivo. Gli indirizzi IP degli utenti vengono memorizzati automaticamente e in caso di violazione di legge verranno comunicati all'autorità competente.

cerca