23
lug
1 Stella2 Stelle3 stelle4 stelle5 stelle (7 voti, media: 4.86 su 5)
Loading ... Loading ...
  |   Pubblicato in Mattino, Personale and Politica  |3 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Il Consigliere cosentino Antonio Foresta

Riporto il mio intervento pubblicato oggi sul Mattino di Padova, a proposito della querelle esplosa in Consiglio Comunale di Padova, dopo che il Sindaco Massimo Bitonci, irritato dal voto contrario di un suo consigliere di maggioranza di origine cosentina, ha urlato: “Vai via terrone”!

Egregio signor Sindaco di Padova, “Primo Cittadino” indica il più elevato riferimento istituzionale di rappresentanza della Padova migliore. In tempi non tanto passati e in alcune delle nostre più avanzate democrazie, era considerato normale che i “bianchi” non si mischiassero con i “neri”, chiamati offensivamente “negri”… Era altresì considerato normale che gli ebrei avessero meno diritti, che fossero considerati di razza inferiore. Era normale sfottere e deridere, se non peggio, gli omosessuali. Era normale considerare la donna a un valore inferiore di quello dell’uomo. Oggi tutti questi comportamenti vengono giudicati discriminatori, razzisti, incivili ed esposti prima di tutto al ludibrio della Comunità e poi anche a sanzioni penali. Questo perché sono cresciute la Cultura e la Civiltà della Persona, attraverso moltissime lotte soprattutto contro l’ignoranza e la stupidità umana, che giudicano sulla base dell’appartenenza a un gruppo, al colore della pelle, all’origine, all’orientamento sessuale, alla religione… La “normalità” di etichettare la Persona è stato lo strumento di dominio dell’uomo sull’uomo, di feroci genocidi, stragi e guerre le cui ferite sono ancora vive! Le chiedo se è giustificabile che in un confronto tra idee diverse in Consiglio Comunale, si dia dello “sporco negro” a qualcuno o si dica “vai via Ebreo”, oppure si affermi in modo offensivo “Taci perché sei omosessuale”! Il Primo Cittadino ha una responsabilità maggiore nel peso delle parole che riguardano il colore della nostra pelle, il nostro orientamento sessuale, le nostre origini o la nostra sensibilità religiosa… Perché quel colore, quell’orientamento sessuale, quelle origini, rappresentano Persone e Suoi cittadini, con tutti i pregi e tutti i difetti e tutta la dignità che ogni Persona ha, da Cittadella a Padova passando per Trebaseleghe e dall’ Africa all’Oceania, passando per l’Alaska. L’irritazione, come l’ubriacatura, a volte fanno oltrepassare i limiti della decenza se non peggio, ma il Consiglio Comunale e il Primo Cittadino, come i grandi campioni dello sport, devono dare l’esempio! Maradona è stato un grandissimo calciatore, forse il più grande di tutti.. .ma si può definire un campione, un esempio da imitare considerando la sua vita al di fuori del campo di gioco? Lei signor Primo Cittadino di Padova, ha oltraggiato proprio “sul campo” la figura istituzionale che rappresenta e tutti i cittadini di Padova che si sentono umiliati dalla Sua espressione non proprio da “Primo Cittadino”, e con Lei è altrettanto oltraggioso il comportamento di quanti preferiscono guardare dall’altra parte, per convenienza o per complicità, silenziando la propria coscienza e massacrando la propria dignità. Se non avvertisse alcun imbarazzo, se non mostrasse alcun segno di pentimento, se per Lei la discriminazione qualunque essa sia, fosse assolutamente “normale” nella dialettica politica, o peggio “vai via terrone” la considerasse più “normale” di altre, Lei diventerebbe Primo Cittadino della Padova peggiore e non ci sarebbe altro da chiederLe che le dimissioni da una carica che non è in grado di onorare. Se invece, come mi piace credere, volesse riparare la ferita inferta con la Sua infausta espressione alla nostra Città e a tutti i cittadini che questa città hanno contri buito a costruire, a far progredire, ad accrescerne la Cultura, le Arti, la Scienza, l’Economia e l’umanità, un Suo significativo e chiaro gesto non solo sarebbe quanto mai opportuno, ma doveroso!




  1. 1 FERNANDO 7-23-2015

    Certe povere battutine popolari che ormai sono solo ed esclusivamente folcloristiche vengono riappropriate e spolverate con intento offensivo-razzistico da un Primo Cittadino eletto credo da padovani che hanno superato ormai quello stadio di arretratezza socio-culturale di mezzo secolo fa. A quelli del sud non compete l’usanza di offendere i nordisti come “polentoni” , ma si appellano invece veneti, milanesi,torinesi, toscani ecc. ecc. Gli elettori del Sig.Bitonci ne prendano atto e son sicurissimo che non hanno gli stessi sentimenti espressivi del Sindaco di una dignitosissima città di Padova, che molti terroni ha ospitato ed erudito con gli alti studi e di molti ne ha avuto buon lustro. Quindi, l’intento di offendere si scioglie di fronte all’evidenza che il sociale va avanti,nonostante l’istintiva antipatia pseudopolitica di alcune scarse fasce di elettori del Sig. Sindaco. La maggioranza di quegli elettori son sicuro che “disapprovano” quell’intento.

  2. 2 Flavia Canè 7-23-2015

    Dopo la Mazzetto da il meglio di se anche Bitonci! Penso, caro Giampiero, che ti sia scordato che il primo cittadino patavino è un leghista e da noi si dice “a lavà a capu aru ciucciu è tiampu perdutu” traduco per i non meridionali ” a lavare la testa all’asino è tempo perso”

  3. 3 FRA DIAVOLO 7-24-2015

    Sono anch’io Calabrese e non trovo nulla di eccezionalmente scandaloso nelle espressioni che idiomaticamente si pronunciano per evidenziare un stato d’animo. Definire uno negro o terrone o ebreo o polentone è diventato peggio che commettere un delitto, tanto è vero che un signore Meridionale eletto al Parlamento anzichè pensare alla buona gestione del paese nel senso economico e del rispetto delle leggi si preoccupò di redigere una legge e farla approvare con una pena detentiva sino a dieci anni per discriminazione. bisognerebbe pensare di più a fare cose sensate e costruttive come prendere a calci nel c…. i vari Galan e levargli le prebende varie che invece ha mantenuto, pittosto che fare polveroni per espressioni che nulla tolgono alla persona perchè tale come prima essa rimane dopo averla ricevuta.

Per lasciare un commento inserisci nei campi seguenti Nome, E-Mail (non verrà pubblicata) e un indirizzo web (facoltativo). ATTENZIONE: Avruscio.it non è responsabile per il contenuto dei commenti, i quali appartengono esclusivamente a chi li ha scritti. Mi riservo comunque di eliminare eventuali commenti non pertinenti con l'articolo o dal contenuto offensivo. Gli indirizzi IP degli utenti vengono memorizzati automaticamente e in caso di violazione di legge verranno comunicati all'autorità competente.

cerca