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  |   Pubblicato in Il Padova, Personale and Precari  |2 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Dall’articolo de il Padova, a firma di Roberta Voltan

pi facile per un nero essere eletto alla guida del Paese pi potente e importante del mondo, che per i medici appropriarsi del proprio ordine. Questo l’amaro commento del comitato dei dirigenti precari della sanit del Veneto. Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dei vertici dell’ordine dei medici di Padova, in programma dal 22 al 24 novembre, il comitato ha deciso di lanciare un appello per il non-voto. Il sistema elettivo dell’ordine dei medici una farsa che dura almeno da un ventennio – spiega il coordinatore Giampiero Avruscio – Si dice che l’ordine ha compiti diversi rispetto ai sindacati, ma di fatto i rappresentanti sindacali occupano i vertici dell’ordine. Avruscio spiega poi come i 18 medici della lista del presidente, siano sovvenzionati dai sindacati anche per le spese relative alla propaganda. Non solo: Il sistema elettorale talmente antidemocratico e anacronistico – incalza il coordinatore del comitato – che obbliga alla trascrizione di 15 nominativi pena l’annullamento del voto. Secondo Avruscio il fatto che venga allestito un unico seggio in tutta la provincia, nella sede dell’ordine, favorisce oggettivamente l’astensionismo soprattutto degli ospedalieri, di coloro che non risiedono a Padova e di chi non “fidelizzato” ai sindacati. Oltre a contestare il sistema elettorale, il comitato esprime una radicale critica alla gestione oligarchica dell’ordine: Si tratta di una realt virtuale a cui rivolgersi solo per qualche documento, un pied-a terre pi che la “casa” dei medici. Sullabase di queste considerazioni i dirigenti precari hanno deciso di non recarsi alle urne, chiedendo al contempo l’avvio di una riforma dell’ordine. Mentre lanciano questo accorato appello, tornano anche a chiedere attenzione per la loro vicenda, umana prima ancora che professionale: con il blocco dei concorsi per le stabilizzazioni, il loro posto ora pi che mai in bilico.

(Immagine da: www.omco.pd.it)




  1. 1 Enrico 11-20-2008

    Concordo con quanto scritto anche se recentemente come classe medica dell’INAIL abbiamo chiesto e ricevuto il sostegno dell’Ordine su una vertenza riguardante gli obiettivi di produzione confliggenti con aspetti deontologici. Credo sia necessario riformare profondamente l’ordine anche perch per la maggioranza degli iscritti (penso soprattutto ai dipendenti) visto solamente come un inutile balzello da versare per mantenere in vita un organismo con il quale le possibilit di confronto durante il percorso professionale sono minime se non assenti. Ricordo peraltro che quando si tratt di eliminare la tassazione ONAOSI ai medici liberi professionisti vi fu una crociata vincente da parte degli ordini che mai invece si erano espressi sull’assurda ( a mio avviso) obbligatoriet del prelievo alla fonte (all’epoca il 3% dello stipendio base!) a carico dei dipendenti: non caso in quella occasione indirizzai la mia segnalazione al segretario dell’Ordine dei Medici “di Base” poich evidente che tale forma di rappresentanza interessa coloro che operano sostanzialmente in solitudine e che nell’ordine trovano un punto di appoggio e di incontro per discutere le problematiche della loro professione. Un caro saluto. Enrico.

  2. 2 Giampiero 11-20-2008

    Enrico carissimo, grazie per il tuo puntualissimo ed efficace commento! Se da oltre 50 anni lo Statuto dell’Ordine non stato modificato ci sar pure una ragione: utilizzare uno strumento di tutti per l’interesse di pochi! Tutto ci al di l dei componenti della lista, delle persone e dei professionisti, ma un tale sistema obsoleto e non rappresentativo, pagato tra l’altro con i soldi di tutti gli iscritti, deve essere assolutamente e radicalmente riformato!!!
    Un abbraccio!

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