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  |   Pubblicato in Gazzettino and Precari  |2 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Dispiace che il dott. Crisarà , Vicesegretario vicario provinciale del Sindacato dei medici di medicina Generale, definisca come “offensive della dignità  della istituzione ordinistica e della categoria da essa rappresenttata” le mie dichiarazioni sul sistema che regola l’Ordine dei Medici. E’ proprio per l’attaccamento all’Ordine che è necessario intervenire a tutti i livelli per una sua profonda trasformazione, e con il contributo di tutti, al contrario di chi vuole mantenere e giustificare lo “Status quo”. Come espresso nel documento dei dirigenti precari, se l’obiettivo fosse stato quello di “entrare” nell’Ordine dei medici, sarebbe bastato accordarsi con il Sindacato dei medici di medicina generale, come è già  successo in passato con i Giovani Medici, la Guardia Medica, gli Specializzandi. L’obiettivo manifestato invece è diverso: denunciare all’opinione pubblica l’assoluto distacco tra l’Istituzione ordinistica e la realtà  professionale della classe medica. L’Ordine dei Medici rappresenta un sistema oligarchico, come altri settori della società , il chè non ha niente a che vedere con l’impegno e le capacità  degli stimatissimi colleghi dell’unica lista. Che sia un sistema antiquato lo dice lo stesso statuto, che risale al 1946. Che le elezioni siano una “farsa” per cui era inutile andare a votare, lo dicono la presenza di un’unica lista, le regole dello statuto per cui il voto è valido solo se si esprimono quindici nomi e cognomi e in barba alla rappresentatività , le elezioni sono ritenute valide anche solo con il 10% dei voti. E’ un sistema talmente anti-partecipativo, che non prevede seggi elettorali decentrati nella provincia, favorendo oggettivamente l’astensionismo soprattutto degli ospedalieri, di coloro che non risiedono a Padova e di chi non è “fidelizzato” ai sindacati che sono la stragrande maggioranza degli iscritti all’Ordine.
Che l’Ordine non sia la “casa” dei medici, lo dimostrano il disinteresse e la scarsa affluenza al voto, tanto è vero che è necessario votare sempre in seconda battuta. Per l’influenza sindacale sul sistema ordinistico, che le cariche che contano siano solo una faccenda interna ai sindacati dei medici di medicina generale, è un altro dato inconfutabile. Che i sindacati sponsorizzino anche economicamente la lista, è un dato di fatto. Che i sindacati abbiano fatto “pressione” sui loro iscritti per tamponare il dilagante astensionismo, è altrettanto provato. Che a rispondermi sia stato il vicesegretario vicario provinciale del sindacato dei medici di medicina generale, è un altro dato eloquente. Tre anni fa i medici che affluirono alle urne furono 2000, oggi circa 850, ben oltre il 50% in meno rispetto ad una partecipazione già  ai minimi termini. La più bassa percentuale storica rispetto al numero degli iscritti (6.500)! Non è certo un successo per chi gestisce l’Ordine da 20 anni.
Infine, che l’impegno dell’Ordine sulle vicende dei precari sia stato “sicuramente superiore a quello di qualunque altra istituzione politica o accademica”, sinceramente non me ne sono accorto, ma non se ne sono accorti neanche i dirigenti medici precari! Spero che almeno sia di stimolo e di auspicio per un impegno futuro! Con rinnovata stima e l’augurio di buon lavoro!




  1. 1 checco 11-27-2008

    Sottolineo in pieno! Gli ordini del Professionisti wsono stati istituiti a suo tempo soprattutto per controllare ed eventualmente stigmatizzare il comportamento di quegli iscritti che operavano in regime di libera professione, al difuori di strutture e di controlli “istituzionali” ( nel nostro caso ospedali, ambulatori, caserme ecc, controllati da dirigenti anche non medici).
    Professionisti lasciati un po0 a se stesi senza un controllo o una guida o un vero mansionario regolato e regolante.
    Oggi questo scopo è caduto così come altre istituzioni si occupano di servizi per i medici, di ytarghe e autorizzzioni e quant’ altro.
    In altre parole alcuni dei compiti degli Ordini professionali sono decaduti e comunque anche cambiati percui c’è sicuramente un certo disinteresse da parte dei profesionisti verso gli Ordini stessi.
    Questi devono sicuramente rinnovarsi e sercare una loro collocazione nella formazione, nell’ indirizzo anche carrieristico, nella valutazione dell’ operato degli iscritti , nel controllo delle azioni eticamente e professionalmente scorrette, nella salvaguardia della professione e del buon nome della stessa..
    Un lavoro anche e soprattutto rivolto al futuro, ahimè un po’ triste, di tanti medici.,

  2. 2 Giampiero 11-28-2008

    Centro!!!

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