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  |   Pubblicato in Integrazione and Politica  |6 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

E’ passata nella riunione dei Capigruppo del Comune e ora sta passando nei Consigli di quartiere. E’ la modifica dello Statuto comunale fortemente voluta dal centrosinistra che, dopo il consigliere extracomunitario nominato e non eletto ( proprio come i Senatori a vita), prevede il diritto di voto dei cittadini stranieri che risiedono a Padova da tre anni, anche se non sono in possesso della carta di soggiorno. E’ talmente strumentale la voglia di farsi votare dagli extracomunitari, che si relativizza qualsiasi principio di convivenza civile e di democrazia. La stessa strumentalizzazione che per anni ha guidato il partito comunista a schierarsi contro il voto degli italiani all’estero: proprio quel voto che invece oggi gli eredi devono ringraziare!Il modo migliore per minare le basi della nostra civilt la dissociazione tra i diritti e i doveri. O meglio lo spostamento dei criteri per ottenere tutti gli stessi diritti. Se il criterio per il diritto di voto il pagamento delle tasse che contribuisce al mantenimento della nostra comunit, allora chiaro che chi ha un lavoro ha diritto di voto. Se il criterio il domicilio o la residenza, di conseguenza chi domicilia o risiede a Padova ha diritto di voto. Se il criterio invece la cittadinanza allora il voto, la rappresentativit e l’esercizio del diritto elettivo diventano una prerogativa dei cittadini. In questo caso quindi solo la piena cittadinanza e quindi il senso di piena appartenenza ad una comunit, porta alla partecipazione e al voto, poco importa se la cosa riguarda le circoscrizioni o il comune o qualunque altra Istituzione elettiva: il principio lo stesso! D’altronde chi fa Politica (quella con la P maiuscola), la fa al servizio di quella Comunit, conoscendone quindi i valori fondanti, l’uguaglianza tra uomo e donna, la tradizione, lingua, storia, costumi, cultura e accettandone i valori identificativi. La cittadinanza quindi come “garanzia”, anche se non assoluta, di chi partecipa alla crescita sociale, culturale, economica e politica della Comunit e ne accetta il “vocabolario” essenziale.Con un’altra modifica dello Statuto il Comune vuole riconoscere ad una assemblea pubblica appositamente convocata dai consigli di circoscrizione il potere di decidere su una quota del bilancio di previsione e sulla sua destinazione. Allora per cosa si eleggono i rappresentanti? Se a decidere un’Assemblea (costituita da chi…?), si relativizza il concetto di rappresentanza su cui si basa la nostra democrazia.Non pu valere il concetto che tanto si tratta di circoscrizioni: il principio se vale, vale dal primo fino all’ultimo gradino, sia che si tratti di rappresentanza di tipo elettivo, che di tipo assembleare.

Penso che su temi cos delicati che investono tutta la nostra Comunit, non basti che a pag 45 del Programma elettorale del centrosinistra sia scritto che “L’Amministrazione Comunale si impegner per l’ottenimento del voto Amministrativo per i cittadini migranti residenti a Padova”, ma che alla decisione sia necessaria la partecipazione di tutta la Citt attraverso lo strumento referendario.




  1. 1 Stefano 4-2-2007

    Trovo veramente patetico il tentativo del centrosinistra di restare a cavallo dando un colpo al cerchio ed un colpo alla botte, probabilmente gli stessi immigrati si renderanno conto che non sono che strumentalizzati in una logica di pubbliche relazioni che dia una parvenza di democraticit al centrosinistra
    Ho votato Zanonato alle ultime elezioni, ma ora, come vedo scritto su molto muri, “Zanonato non il mio sindaco.”

  2. 2 NICO 4-3-2007

    SONO COMPLETAMENTE D’ACCORDO CON LEI DOTT. AVRUSCIO. COMPLIMENTI ANCHE PER IL SITO.

  3. 3 Massimo 4-7-2007

    Accettare come regolare e far votare i clandestini significa svilire il valore della nostra cittadinanza e non rispettare le leggi, anche europee.
    Massimo

  4. 4 Riccardo 4-23-2007

    Dissento da quanto scrive. Dare il diritto di voto significa far sentire parte di una comunit gli stranieri. Se lei vivesse all’estero (basta andare in europa), vi lavorasse regolarmente e vi pagasse le tasse (anche pi salate che in italia) non vorrebbe poter votare per chi amministra i suoi soldi?
    Ebbene, gli italiani residenti in molti stati d’europa non possono farlo a meno di perdere la propria nazionalit italiana. Cos’ per lei la democrazia, un diritto quasi divino dato dalla nascita o l’appartenenza reale ad una comunit? E questa appartenenza, di cui lei stesso parla, non forse data dalla residenza? Precondizione per far parte di una comunit risiedervi.
    distinti saluti
    riccardo

  5. 5 Giampiero 4-25-2007

    Avevo 7 anni quando i miei genitori e i miei fratelli mi affidarono a mia nonna perch costretti ad emigrare in Germania e ho vissuto sulla mia pelle non solo la sofferenza del distacco dagli affetti pi cari, il sentirsi “diverso” nella quotidianit, l’amara e profonda solitudine di molti Natali… gli enormi ostacoli dei miei per farsi accettare come persone accanto ad altre persone, una lingua imparata nel tempo e a fatica, qualche bar con la scritta: “Vietato ai cani e agli italiani”…. lacerazioni che non si dimenticano, come non si pu dimenticare l’atteggiamento del PCI di allora che si sempre opposto al voto dei propri connazionali all’estero, perch i compagni pensavano che sarebbe stato un voto di destra (ora Prodi governa al Senato proprio con quei voti)!!! Ci che contesto la strumentalizzazione che si sta facendo per il voto agli extracomunitari, a cui la sinistra si rivolge come bacino potenziale di voti pi che a persone a cui prospettare un vero percorso di integrazione.
    La residenza sicuramente un requisito, ma non l’unico: se tutto deve discendere dall’amministrare le tasse e i soldi di chi ha un lavoro, chi disoccupato o chi non produce sarebbe fuori da tale contesto…credo che oltre la residenza il senso di “appartenenza” ad una Comunit sia anche altro, che ti fa sentire parte integrante …per esempio quella europea attraverso un lungo e faticoso percorso una Comunit, ha leggi che derivano da una politica comune, con una propria Costituzione, una moneta comune…ed il Parlamento Europeo che deve decidere per i propri cittadini, in virt della reciprocit di appartenenza a quella stessa Comunit!

  6. 6 NICO 4-30-2007

    Condivido in parte di quello che scrive Riccardo, ma non solo questione di residenza. Nico

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