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  |   Pubblicato in Mattino and Precari  |0 commenti   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Il ministro Brunetta ha pubblicato sul web incarichi, consulenze e contratti esterni di tutti gli Enti Pubblici. Si possono perciò conoscere in dettaglio tutti gli incarichi, affidati spesso senza procedure concorsuali, che sono stati affidati in città  nelle Aziende Sanitarie e pubblicati da Il mattino di Padova.
Nell’elenco quasi tutti sono professionisti dirigenti medici e non che da oltre 5 anni operano presso le strutture sanitarie di Padova. Sono quelli che molto meno elegantemente ma in modo più crudo sono chiamati i Precari, coloro cioè che sono talmente invisibili, da rendersi fantasmi e clandestini anche agli occhi della stampa e dell’informazione.
Un esempio citato nell’elenco: la dott.ssa Elisabetta Poletto percepisce 50.000 euro lordi l’anno e svolge lo stesso identico lavoro, con lo stesso orario, stesse responsabilità  e rischi professionali dei suoi colleghi dipendenti che non vivono il patema d’animo ogni anno di non sapere se il contratto verrà  rinnovato. La differenza è che la dott.ssa ha partorito proprio oggi e non può usufruire degli stessi diritti dei colleghi dipendenti. Anzi il suo stipendio, da quando non è al lavoro per la gravidanza, è stato sospeso! Come farà ? Lo stesso dicasi nel caso di malattia, incidenti sul lavoro, pensione, ferie neanche a parlarne, diritto all’aggiornamento… Addirittura la dott.ssa grazie al suo lavoro contribuisce a far guadagnare gli incentivi di produttività  che non spetteranno a lei, ma ai suoi colleghi dipendenti. E il contratto della dott.ssa è tra i più “ricchi” perché gli altri suoi colleghi precari hanno uno stipendio di 30.000 euro, cioè un terzo in meno dei loro colleghi dipendenti e privi di qualsiasi diritto. Addirittura hanno un contratto meno garantista degli specializzandi.
Questi “clandestini” della Sanità  costituiscono uno spreco di risorse? Allora sarebbe semplice: dato che non sono dipendenti pubblici quindi non licenziabili, per costoro mancando i più elementari e basilari diritti che spettano a qualunque infimo lavoro, possono essere allontanati come e quando si vuole! Perché allora non lo si fa? Semplice: perché molte strutture sanitarie e servizi di cui la nostra Regione va fiera si reggono sulle competenze e meriti di costoro! Non solo, ma costano un terzo rispetto ai dipendenti, non hanno un sindacato che può rompere le scatole o un giudice del lavoro che possa intervenire o un certificato di malattia che possa farli stare a casa non perdendo lo stipendio. Cosa chiedono da tempo e in tutte le lingue i dirigenti precari? Che si facciano regolari concorsi pubblici là  dove c’è bisogno di dirigenti medici e non!
Mi risulta che questi “nuovi poveri” della nostra società , sono “infiltrati” dappertutto e lavorano anche nel mondo dei mass media, al pari se non di più dei loro colleghi più blasonati baciati da un contratto sicuro, pagati 5 euro per ogni articolo che producono. Anche l’autore dell’articolo de Il mattino di Padova ha un incarico esterno al giornale, al pari di altri valenti giornalisti.
Forse sarebbe stato il caso di sottolineare e centrare la notizia con: “Lo scandalo dei precari sfruttati nelle strutture pubbliche”. Proprio perchè da un’operazione “trasparenza” non si passi ad un’operazione “prosciutto sugli occhi”.

(Immagine da: cssblog.it)




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