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  |   Pubblicato in Mattino, Pacifinti, Politica and Vittorio Petiti  |0 commenti   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post
Su Flickr sono disponibili articoli di approfondimento su Vittorio Petiti. Clicca qui per visualizzarli!

Era il 9/3/2000, ancora prima del G8 di Genova, quando Vittorio Petiti si trovava quella mattina a passeggiare in Piazza delle Erbe di Padova. Una mattina come tante a bere un caff con gli amici, parlare del Padova a cui l’aveva legato la passione oltre che la professione di giornalista sportivo…Vittorio non poteva certo immaginare che quella invece non sarebbe stata una mattina come le altre, non lo immaginava Antonella, la moglie che lo aspettava a casa da l a poco… Cinquanta metri pi in l, davanti al Comune i “ragazzi” del Centro Sociale Pedro avevano organizzato una manifestazione non autorizzata per chiedere alla Giunta di centrodestra di allora le utenze di acqua e gas nelle case che avevano occupato abusivamente. Ci furono dei disordini, degli scontri, dei tafferugli, fu ferito un poliziotto di nome Cecchini e ci fu una carica della polizia. Cinquanta metri dopo, Vittorio Petiti veniva travolto e calpestato nel fuggi fuggi generale da D.B., costituitosi subito dopo.
Sono passati gli anni eppure come se tutti avessero voluto dimenticare quella vittima assolutamente estranea a quegli scontri tra il Centro sociale Pedro e la polizia….poteva capitare a chiunque: capitato a Vittorio Petiti, morto il 13/3/2000, in seguito a quell’evento, non certo pacifico, non certo democratico, non certo rispettoso delle regole, non certo civile…un evento tragico, quanto idiota! Non bastata un’interrogazione al Sindaco e una Mozione presentata in Consiglio Comunale di Padova per far apporre una targa in memoria di Vittorio Petiti come “vittima della degenerazione dell’espressione Democratica” per significare che Padova citt di Pace e di Cultura, anche se la Storia recente parla un’altra lingua… che a Padova si pu e si deve manifestare ma con le regole della Democrazia e non con la violenza come strumento di lotta politica… Il Comune, il suo Sindaco, la sua maggioranza di centrosinistra ha detto no: qualcuno ha dichiarato in Consiglio Comunale che Vittorio Petiti morto come sono morte le persone a cui sono state impiantate le valvole cardiache malfunzionanti, oppure in conseguenza di una forte emozione… Al di l che in terzo grado di Giudizio il Tribunale ha condannato per omicidio colposo D.B. e ritenuto la carica della polizia leggittima, al contrario del processo che ha prosciolto il poliziotto dalla cui arma partito il colpo che uccise Carlo Giuliani, Vittorio Petiti non apparteneva ad un partito, ad un movimento, ad uno schieramento politico, non era come Carlo Giuliani, a cui il Comune di centrosinistra di Genova ha dedicato un Cippo alla memoria, a cui Rifondazione Comunista ha dedicato un’Aula del Senato… apparteneva solo alla sua famiglia, ai suoi amici, alla sua Citt. Vittorio Petiti appartiene a tutti quelli che denunciano la violenza come atto politico, a tutti quelli che credono in uno stato di Diritto… Vittorio Petiti appartiene a tutti quelli che vogliono una citt per vivere e non per morire… Il Comune ha chiuso gli occhi e le orecchie, la Provincia di Padova con i soli voti della maggioranza di centrodestra, ha approvato una Mozione per intitolare una sala a “Vittorio Petiti vittima della degenerazione dell’espressione Democratica”. Ancora una volta il centrosinistra di Padova ha perso l’occasione di abbatterte un muro non solo fisico, ma anche ideologico, di gridare a voce alta che a Padova non necessario valicare le regole della Democrazia per manifestare il proprio disagio o reclamare i propri diritti… Ancora una volta, come la Storia recente dimostra, una parte di Padova preferisce girarsi dall’altra parte!

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