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  |   Pubblicato in La Nuova Venezia, Personale and Politica  |4 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Tra i molti editoriali, commenti, opinioni sul “caso Englaro”, ho scelto di pubblicare quello della Nuova Venezia di ieri 10 febbraio dal titolo “Ci voleva il Silenzio”  a firma del suo Direttore, Antonello Francica. A mio modesto parere mi sembra cogliere la sostanza del vero problema! Tra polemiche e proclami ora ci sarà  un funerale per Eluana, ma un funerale – quello della politica – c’è già  stato. La bagarre al Senato, i durissimi attacchi verbali volati come fossero schiaffi da dare ad un manipolo di bimbetti capricciosi e le inopportune dichiarazioni di alti esponenti istituzionali, rappresentano virtualmente la fine della politica intesa come progetto e ne testimoniano drammaticamente l’incapacità  di tenere fede a se stessa, cioè di riempire di contenuti la sua funzione. Ieri sera la morte della povera ragazza di Lecco deceduta dopo 17 anni di coma e dopo un infinito calvario umano e giudiziario, è stata trasformata in un’altra orribile occasione per sputarsi addosso veleni e accuse, come in una lugubre resa dei conti utile chissà  a cosa. Un accesissimo scontro tra gruppi politici al capezzale di una giovanissima donna morta da pochissimi minuti. S’è mai visto altrove? A Palazzo Madama s’è osservato il silenzio, ma è durato solo un minuto come fosse una partita di calcio da far continuare dopo un doveroso omaggio funebre. Invece, bisognava sospenderla quella seduta e bisognava stare zitti almeno fino a quando non si sarebbe dato l’addio a Eluana e fin quando suo padre Beppino avrebbe finalmente potuto realizzare il suo desiderio di starsene solo, come ha ripetuto anche ieri sera fuori dalla stanza in cui la figlia lo aveva appena lasciato. Il Senato è stato invece come un isterico ring, dove la morte di una persona è stata portata all’estremo della lotta politica. Povero Josè Saramago, se avesse visto e sentito non avrebbe mai potuto pensare e scrivere che forse solo il silenzio esiste davvero.
Sarebbe stato il silenzio, infatti, il modo più nobile per salutare con rispetto Eluana e forse anche per riflettere un attimo ancora su quale legge migliore potrà  in futuro evitare drammi come quello appena concluso. Ma, ed è qui il punto che segna la sconfitta della politica e sul quale bisognerebbe soffermarsi più del dovuto, noi siamo arrivati a discutere di questi problemi solo di fronte al forte impatto emotivo prodotto dalla vicenda Englaro. Questo è un dato di fatto perfino banale da sottolineare, ma rende l’idea di come non si può ragionare su come spegnere gli incendi solo quando scoppiano o quando sono già  scoppiati. Da quanto tempo la politica, ma anche la società , si divide su temi di altissimo impegno civile e morale come l’eutanasia o il testamento biologico? Da tanto, troppo tempo. Quando Eluana e gli altri mille come lei non erano – notizia-, il Paese discuteva ora animatamente ora nei talk show ma senza mai arrivare ad una soluzione. E’ vero, in Italia è più difficile che in qualsiasi altro Paese del mondo discplinare materie così  delicate; ma ora, pur nel rispetto di tutte le posizioni, è civilmente inaccettabile continuare ad azzannarsi senza risultati. Così  la politica muore davvero, e nessuno potrebbe piangerla.

(Immagine da: http://img248.imageshack.us)




  1. 1 Anna 2-11-2009

    IL CASO ENGLARO, A MIO PARERE, DOVREBBE ESSERE DEFINITIVAMENTE ARCHIVIATO.TANTI RIFLETTORI PUNTATI SU UNA QUESTIONE TANTO DELICATA, QUANTO COMPLESSA, CHE DOVEVA RIMANERE RISERVATA IN AMBITO FAMILIARE E INVECE E’ DIVENUTA OGGETTO DI DOMINIO PUBBLICO E SPECULATIVO A LIVELLO POLITICO-RELIGIOSO. QUESTIONE DI QUALCHE BREVE PERIODO E POI SARA’ GETTATA NEL DIMENTICATOIO. CHI SIAMO NOI TUTTI PER GIUDICARE, QUALE DOVEVA ESSERE LA SOLUZIONE PIU’ APPROPRIATA PER IL DESTINO DI UN ESSERE UMANO, CHE GIA’ AVEVA MANIFESTATO LE SUE VOLONTA’ NEL SUO TANTO BREVE, QUANTO TRAVAGLIATO VISSUTO??? QUESTA LA MIA RIFLESSIONE.

  2. 2 Fernando 2-11-2009

    ANNA HA RAGIONE: CHI SIAMO NOI PER GIUDICARE O SENTENZIARE SENZA APPELLO QUELLA CHE E’ UNA VICENDA UMANA TRAGICA COME TANTE ALTRE SILENTI CHE SI CONSUMANO ALL’OMBRA DI FAMIGLIE DEVASTATE DA TRAGEDIE SIMILI A QUELLA DEGLI ENGLARO? CHI SIAMO? CITTADINI CIVILI? CREDENTI O ATEI? IDEOLOGI O LAICI? INDIFFERENTI O COINVOLTI A RIMORCHIO DI CERTA STAMPA NOSTRANA? POLITICI PURISTI O CONSUETI OPPORTUNISTI DELL’ULTIMA ORA? GRANDI FRATELLI DA MANDARE AVANTI O PICCOLI CUGINI DI CAMPAGNA CHE FORSE PIACEVANO ALL’ELUANA? ALT!!! QUA NU SE SCHERZA…STATEV ZITT…QUA SIMM GENT SERIA:APPARTENIMM A EA MORTE (CI RICORDIAMO DI CHI SONO QUESTE PAROLE?)

  3. 3 Giampiero 2-11-2009

    La citazione di Fernando, mi impone la trascrizione dell’ultima strofa della poesia a cui si riferisce e di cui c’è menzione nel video originale dell’autore nel blog nel mese di novembre:

    ‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.

    ‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
    trasenno stu canciello ha fatt’o punto
    c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
    tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

    Perciò,stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
    suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
    Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
    nuje simmo serie…appartenimmo à  morte!”

  4. 4 Perla 2-14-2009

    Con le “inopportune dichiarazioni” cui fa riferimento il Direttore della Nuova Venezia, l’onorevole Maurizio Gasparri ha espresso ciò che altri esponenti di maggioranza e di opposizione non hanno avuto il coraggio di esternare, per ipocrisia o per conformismo oppure, come Gianfranco Fini, per il ruolo che occupano. Non si può prima professare a voce alta il proprio pensiero e poi tacere; le posizioni assunte vanno difese fino in fondo. Questo vale soprattutto per i politici. Per il rispetto della vita e della persona, per coerenza verso sé stessi e gli altri, per evitare che casi analoghi si ripetino, per non consolidare precedenti pericolosi… Un minuto di silenzio è doveroso, un’interruzione dell’attività  legislativa no. Le parole di condanna contenute nell’articolo sono di circostanza, scontate e comode, rispecchiano un sentire comune, placano le coscienze ed esonerano da ogni responsabilità . Mi fanno pensare ad altre parole, più antiche, attribuite ad un prefetto della provincia romana della Giudea, Ponzio Pilato: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!” (dal Vangelo secondo Matteo). Sono stati l’indifferenza ed il silenzio a condannare Gesù……

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