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  |   Pubblicato in Gazzettino, Politica and Primarie  |2 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

La Lega Nord ha incaricato la societ di sondaggi Swg per esplorare il gradimento delle formazioni politiche e di possibili candidati alle prossime elezioni amministrative della Provincia di Padova. Queste le indicazioni e i risultati, pubblicati su “Il Gazzettino” a firma di M. Giacon

Pdl e Lega a + 20%. Dai dati elaborati dal Swg questo il divario tra centrodestra e centrosinistra per le Provinciali. Se il Carroccio si presentasse da solo alle elezioni lo voterebbero tre elettori su dieci. La Lega fa paura. Ha voglia il Pdl a guardarsi l’ombelico in cerca di candidati oppure i Democratici a fare primarie che destabilizzano i poteri interni. Mentre i due partiti si sciolgono come neve al sole, assassinati dai loro stessi apparati, i leghisti marciano, eccome. Il campanello d’allarme doveva essere gi scattato l’anno scorso quando, alle politiche, nei risultati dell’intera provincia arrivarono a 4 punti da un Pdl in crisi, mentre i democratici non crescevano. Adesso sono l, in vetta, primo partito in condominio col Popolo della libert. I tempi cambiano e la filosofia della Lega sta pagando: nessuna baruffa interna, idee chiare, dalla sicurezza fino alla moschea. Parlano alla pancia? S, ma gli argomenti devono essere buoni se arrivano alla gente.
Lo dimostra il sondaggio commissionato dalla segreteria provinciale del Carroccio alla Swg di Trieste la settimana scorsa. Riguarda il voto su tutto il territorio provinciale. Il totale dei voti per il centrodestra oscilla fra il 52 e il 56 per cento, quello per il centrosinistra esattamente venti punti indietro, fra il 32 e il 36. Nemmeno con l’Udc al meglio delle previsioni il centrosinistra riuscirebbe ad avvicinarsi e a strappare la poltrona, arrivando al massimo al 44 per cento. Chi vincerebbe allora? L’ultimo sondaggio del Pdl, fatto prima di Natale, dava la Lega in flessione di quattro punti, dal 24 al 20 per cento. Questo della Swg la d allo stesso livello del Pdl, tra il 24,5 e il 27,5 per cento. Significa che il Carroccio ormai il primo partito anche a Padova complice la flessione del Partito democratico, in perdita, se va bene, di almeno cinque punti, insieme a quella del Pdl, dato in regressione.
Se si votasse oggi per Swg il candidato sostenuto dal Pdl e la Lega Nord vincerebbe a mani basse, quello invece appoggiato da Pdl e Udc sarebbe alla pari con il centrosinistra. Insomma la Lega che fa la differenza e il messaggio al Pdl chiaro: siamo noi che facciamo vincere. Ma noi vogliamo correre da soli. Tre elettori su dieci darebbero gi la loro fiducia alla Lega: quasi quattro su dieci tra chi vota centrodestra.
Mancano solo quattro mesi alle elezioni dei 6-7 giugno. La Lega Nord ha commissionato un sondaggio alla societ triestina Swg per capire l’orientamento al vato nel territorio della Provincia, dal momento che il partito di Bossi punta alla poltrona di Vittorio Casarin.
Il sondaggio commissionato dalla segreteria provinciale del Carroccio alla Swg di Trieste la settimana scorsa ha visto intervistate 800 persone con un metodo scientifico standardizzato. Un vantaggio schiacciante.
La tabella pi interessante quella che vede negli orientamenti di voto un vantaggio che sul centrodestra per quanto riguarda l’intenzione degli elettori spalmata su tutto il territorio provinciale di ben venti punti. La novit che la Lega data in lieve crisi da un precedente sondaggio fatto dal Pdl, si afferma al punto che ormai diventata, seppure in condominio col Pdl, il primo partito, tra il 24,5 e il 27,5 per cento dei consensi. Colpa della flessione del Partito democratico in perdita, se va bene, di almeno cinque punti, solo in parte compensati dall’Idv. E dalla ulteriore erosione del Pdl.
La Lega “sbanca” anche da sola.
Che conseguenze ha tutto questo nell’orientamento per le elezioni provinciali? Che Pdl e la Lega Nord insieme non avrebbero problemi, mentre Pdl e Udc senza la Lega se la vedrebbero alla pari con il centrosinistra. Ma la Lega sa gi, lo vediamo in tabella, che se corresse da sola uno su tre degli elettori sarebbe pronto a votarla subito. La vera potenza sta qui. Il candidato sostenuto solo e unicamente dal Carroccio otterrebbe il 29 per cento dei consensi ad appena quattro punti da quello di Pdl e Udc. Insomma il Carroccio potrebbe anche giocarsela con una corsa solitaria, nella quale pescherebbe voti anche dal Pdl visto che 19 su cento nell’ambito di questa opzione si schiererebbe con loro. La coalizione segna il top. Dunque la decisione, a prescindere dagli accordi nazionali, in mano ai leghisti. Che cosa fare? Vediamo che cosa farebbero gli elettori del centrodestra. Premierebbero la coalizione col Pdl, votandola in 40 casi su cento ma in 37 casi premierebbero anche la Lega da sola, catapultandola dieci punti sopra la soglia massima del suo valore, con voti pescati dal Pdl. La tentazione dunque tanta. Bocciatissima l’idea di presentarsi in coalizione con l’Udc. interessante anche che cosa pensano gli elettori che si dichiarano leghisti. La voglia dei sostenitori del Carroccio di andare da soli (54) ed equivale quasi a quella che avrebbero gli elettori del Pdl di andare insieme alle elezioni (57). Una questione di fiducia. I partiti sono una cosa, i nomi un’altra. E come sempre per le amministrazioni provinciali, oltre all’appartenenza politica e potremmo dire – al di sopra di essa – conta l’uomo che si individua. Da questo punto di vista il Carroccio ha proceduto su due piani. Facendo chiedere alla Swg il gradimento su alcuni nomi prima ad una platea indistinta di elettori sia residenti a Padova citt che in provincia, e poi focalizzandosi su quelli dichiaratamente di centrodestra.
La sfida: De Poli contro Conte.
Partiamo dalla fiducia che gli elettori indistinti darebbero ad alcuni candidati in citt. Al primo posto c’ Antonio De Poli, l’esponente dell’Udc che ha dalla sua una visibilit straordinaria. Da assessore al Sociale della Regione a eurodeputato e oggi in parlamento speaker ufficiale del suo partito. Al secondo per troviamo il consigliere regionale e segretario dei Carroccio, Maurizio Conte che supera di poco l’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Marcato leghista. Infatti per i due si parla della poltrona di Casarin. Ma tra di loro si piazza Marino Zorzato, il parlamentare di Forza Italia, vicino al presidente Galan, oggi vice coordinatore regionale. Chiude Leonardo Padrin, consigliere regionale di Forza Italia. La situazione fotografata dagli elettori fuori dal capoluogo vede sempre al primo posto De Poli che tra l’altro uomo di provincia essendo stato sindaco di Carmignano. Al secondo posto Marcato che precede Conte e Padrin con quest’ultimo che fa un balzo in avanti. Chiude Zorzato.
La situazione cambia se guardiamo a chi dichiara il proprio voto. All’interno del Popolo della Libert non c’ gara tra Padrin e Zorzato al punto che il consigliere regionale vince alla grande lasciando a venti lunghezze lo stesso De Poli e confermandosi come gi nel precedente sondaggio di Casarin, il personaggio politico di cui la gente si fiderebbe di pi. Il vero exploit
del “solito” Padrin. Insomma quasi una investitura per diventare il candidato del Pdl per la poltrona di palazzo Santo Stefano. Gli elettori del Pdl ovviamente non premiano Conte e Marcato. Ma il primo si prende la soddisfazione di arrivare davanti a un candidato di Forza Italia, Marino Zorzato.
La musica cambia per gli elettori che si dichiarano per la Lega Nord. Conte ha un netto sopravvento su tutti, anche su Antonio De Poli che pure risulta un uomo del quale gli stessi leghisti si fidano. Ma non disdegnano neppure Leonardo Padrin che prende pi gradimento dello stesso Marcato.
Gli elettori del Pdl gradiscono di pi Leonardo Padrin. I sostenitori leghisti propendono per Maurizio Conte.

(Immagine da www.forzaitalia.veneto.it)




  1. 1 sonia 2-13-2009

    questo il momento dei fatti non delle speculazioni autoreferenziali e dogmatiche su spartizioni decise ex cathedra: la cattedra deve essere saldamente ancorata alla sana terra dalla quale stanno salendo sempre pi impetuosi segnali di giuste pretese di risposte concrete ai problemi che la cosiddetta “gente” (che molti politici dicono a parole non essere stupida ma tale la considerano dimostrandolo con le loro scelte politico-amministative) si trova costretta a vivere quotidianamente. Possano venire finalmente avanti coloro che hanno voglia di impegnarsi per affrontare non solo i problemi del proprio “giardinetto” ma anche quelli che eventualmente interessino il “giardinetto” dei vicini!!!

  2. 2 Giampiero 2-13-2009

    “Fussi che fussi la volta bona?”

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