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L’8 marzo: una data significativa che celebra la festa internazionale della donna e rende omaggio alle conquiste raggiunte sul piano economico, politico e sociale dalle donne di tutto il mondo. Nonostante sia nata come una giornata di lotta femminista e di ribellione contro le vessazioni subite nel corso dei secoli, l’8 marzo ha visto sfumare negli ultimi anni il valore profondo della sua celebrazione per assumere un connotato piu’ strettamente commerciale e politico.
Ma a quando risale la prima celebrazione della Festa delle donne?

Benigni sulle donne e sulla Madonna Rai 1 29/11/07 canto V q

Benigni sulle donne

Tutto inizio’ il 3 maggio del 1908 al Garrick Theater di Chicago, dove si sarebbe dovuta svolgere la consueta conferenza domenicale delle donne del partito socialista. Ma quel giorno il moderatore dell’evento non si presento’ e le donne decisero di ‘festeggiare’ comunque la loro presenza con una giornata dedicata alla donna.

La risonanza di questa celebrazione fu talmente ampia che venne organizzata per la domenica di febbraio dell’anno successivo una manifestazione per il diritto al voto delle donne, che divenne poi la Giornata della Donna.
Nel 1910, alla Seconda conferenza internazionale dei partiti socialisti di Copenhagen, le socialiste americane decisero di proporre in Europa il festeggiamento di questa data riscuotendo grande successo. Le celebrazioni, nel 1911, slittarono fino al 19 marzo per ricordare la promessa (fatta durante la rivoluzione del 1848) dal re di Prussia riguardo il voto alle donne.
Per qualche anno non fu stabilita una data precisa per la giornata della donna, fino a quando l’8 marzo del 1917, a Pietroburgo, numerosissime operaie e diversi gruppi di donne e mogli decisero di celebrare la Giornata della donna manifestando per il pane per i propri figli e il ritorno degli uomini dalla guerra.
Nel giugno del ‘21 le donne comuniste, riunite a Mosca per la seconda conferenza, decisero di scegliere l’8 marzo come giornata internazionale dell’operaia, in ricordo di quelle donne che sfilarono nel 1917 contro la tirannia degli zar.
Sembrano invece solo leggendarie le storie delle 129 operaie morte bruciate in una fabbrica americana e di quelle che nel 1857 scatenarono una dura protesta contro la polizia.
Per quanto riguarda il nostro Paese, la giornata internazionale della donna fu rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) che associo’ la famosa data al fiore della mimosa. Un’altra data storica e’ quella del ‘75, quando le Nazioni Unite proclamarono l’Anno Internazionale dell Donne’.
Da quel momento l’Onu ha iniziato a festeggiare la donna l’8 marzo, mentre nel ‘77, l’assemblea generale delle Nazioni Unite decise di adottare una risoluzione proclamando una ”giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale”. Oggi sono tanti gli impegni dell’Onu volti a riconoscere l’importanza del ruolo della donna nei processi di pace e gli eventi pensati per la lotta alla discriminazione tra sessi in tutto il mondo.
I Paesi che riconoscono ufficialmente la festa della donna sono: Albania, Algeria, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia ed Herzegovina, Brasile, Burkina Faso, Camerun, Cina, Cuba, Georgia, Italia, Israele, Laos, Kazakhistan, Kyrgyzstan, Macedonia, Moldova, Mongolia, Montenegro, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Tajikistan, Ucraina, Uzbekistan, Vietnam e Zambia.
Ma la Giornata Internazionale delle Donne e’ stata marchiata anche dalla violenza: il 4 marzo del 2007, a Teheran, la polizia iraniana arresto’ e picchio’ centinaia di donne e di uomini scesi in piazza per protestare contro il governo segnando un triste momento non solo per il Paese ma per i valori di liberta’ e democrazia sempre piu’ deboli in Iran. (Agenzia ASCA – Roma)




  1. 1 Perla 3-11-2009

    Una precisazione: Non mi risulta che Federico Guglielmo IV di Prussia fosse particolarmente sensibile alle richieste di suffragio femminile anche se, in realtà , mostrò una certa propensione a venire incontro ad alcune richieste degli esponenti dei moti rivoluzionari del 1848. Al contrario, nel 1850, dopo lo scioglimento del parlamento di Francoforte, il governo prussiano rilasciò delle disposizioni precise che vietavano alle donne di aderire ad associazioni politiche. Inoltre, quelle femministe che si erano formate in quel periodo, vennero dichiarate fuori legge e perseguitate dalle forze governative.
    Nessuna donna partecipò alla prima assemblea costituente della (futura) Germania che ebbe luogo a Francoforte, nella chiesa di San Paolo e che, per poco più di un anno, discusse il futuro assetto politico del paese. Nella Costituzione prussiana del 5 dicembre 1848, nella parte riservata ai diritti dei cittadini, non vi è traccia di suffragio femminile. Le pochissime donne che ottenero tale diritto, appartenevano alla casta dei “Junker”, l’aristocrazia terriera della Prussia orientale. Infatti, la legge elettorale allora in vigore era quella “delle tre classi” che concedeva il diritto di voto esclusivamente ai Junker, agli industriali ed ai militari di origine aristocratica. Questa legge rimase in vigore anche durante gli anni dell’Impero e fino al suo crollo, nel 1918. Fu il governo della Repubblica di Weimar ad estendere il diritto di voto attivo e passivo anche alle donne (art.109 della carta costituzionale)

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