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«Trovo sbagliato che partecipino al Family-day anche ministri ed ex-ministri, assessori ed ex-assessori», commenta il vicesindaco Claudio Sinigaglia, motivando la sua decisione di non scendere in piazza a manifestare. «Il Family-day punta a promuovere il valore della famiglia ed è espressione delle associazioni e della Chiesa. Che i politici scendano in piazza, appare più come un tentativo di condizionare e incanalare i messaggi da veicolare». L’assessore della Margherita disapprova la partecipazione del consigliere forzista Domenico Menorello, così come quella dei ministri Fini e Mastella. «Sui contenuti della manifestazione – prosegue – sono d’accordo al 90%. Non capisco l’opposizione ai Dico. Al posto dei Dico le associazioni sostengono che per difendere i diritti individuali sarebbe sufficiente una firma davanti al notaio. E non si rendono conto che un atto notarile è cosa ben più importante che una dichiarazione di un soggetto all’ufficio anagrafe. E vogliamo dividere il Paese sui Dico?» La promozione dei diritti individuali non è in contrasto con la difesa della famiglia, sostiene il vicesindaco. «E’ una barzelletta che siano i Dico a mettere in pericolo la famiglia. Non nascondiamo le nostre responsabilità  politiche ed educative. I Dico si limitano a difendere i diritti individuali dei più deboli, già  previsti dalle leggi». Fino a dieci anni fa, rammenta l’assessore, il matrimonio civile non veniva riconosciuto dalla Chiesa, ed era considerato alla stregua del concubinaggio. «Le prese di posizione cambiano», commenta Sinigaglia. A difendere la partecipazione politica al Family-day, scende in campo il consigliere forzista Giampiero Avruscio. «Questa Amministrazione predica bene e razzola male», interviene l’azzurro. «Padova ha fatto da apripista nell’equiparazione del vincolo affettivo della famiglia anagrafica al matrimonio. Il sindaco infatti non permette di interpretare l’amicizia fra tre persone dello stesso sesso come vincolo affettivo. La prerogativa per il riconoscimento di questo vincolo è l’essere una coppia etero o omosessuale. Escludendo l’amicizia, il vincolo affettivo viene quindi equiparato al matrimonio. Sinigaglia e questa giunta lanciano il sasso e poi nascondono la mano».




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