25
mag
1 Stella2 Stelle3 stelle4 stelle5 stelle (18 voti, media: 4.78 su 5)
Loading ... Loading ...
  |   Pubblicato in Mattino and Politica  |2 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Leonardo Padrin, Consigliere regionale Veneto F.I. (dall’articolo:”Con i rifiuti brucia una classe politica”)

Se fosse successo a Padova e nel Veneto quello che sta succedendo a Napoli e in Campania con i rifiuti bruciati a montagne sulle strade, ci sarebbe una rivolta nei confronti di Galan e Zanonato, tutti i mezzi di comunicazione ne avrebbero (giustamente) preteso le dimissioni immediate e si sarebbero costituiti diecine se non centinaia di comitati popolari. Tutta la classe politica sarebbe stata messa sotto accusa ed i vari protagonisti avrebbero delle difficoltà  a farsi vedere in giro pena il sentirsi appellare nel peggiore dei modi o essere fischiati. Lo scenario al quale assistiamo ed al quale assistono tutti quelli che nel mondo hanno un satellite è di una città  fantasma, dove bruciano cumuli di immondizia abbandonati a tonnellate ed il tentativo, inutile, dei vigili del fuoco di spegnere gli incendi. Difronte a tanto degrado nessuna intervista, dichiarazione o altro da parte della Jervolino e di Bassolino, sindaco di Napoli e Governatore della Campania, mai associati nella comunicazione televisiva all’indecente situazione dei servizi pubblici.

Anzi si parla del Commissario governativo che ha la responsabilità  dei rifiuti, delle infiltrazioni della camorra, degli operai pagati per non lavorare, dimenticando o facendo finta di farlo, che la nomina del commissario straordinario si è resa necessaria perché le amministrazioni pubbliche non sono state nella condizione di risolvere il problema, cioè hanno fallito nel mandato che avevano ricevuto dai cittadini. Ed entrambi gli amministratori non possono dire di esser stati appena eletti e quindi di «aver ricevuto una pesante eredità ».
Verrebbe facile un commento su come mai i mezzi di comunicazione concorrono a mascherare le responsabilità  della classe politica (di centrosinistra) e sembrano individuare le colpe in impersonale fatalismo, ma non è solo questo il problema. Quando si parla del federalismo fiscale come la modalità  con cui responsabilizzare la gestione degli enti locali rispetto alla qualità  ed al costo dei servizi resi al cittadino non si tiene conto di un altro elemento: della condizione socio-politica nella quale il federalismo viene applicato. Non credo sia il caso di risalire storicamente alle cause del degrado della Campania, credo sarebbe solo accademia e che invece sia importante sapere da dove si parte adesso, subito. Perché il federalismo fiscale possa crescere in Italia è necessario cresca anche una cultura di legalità  e democrazia, di senso civico che in tante parti è ancora assente, una divisione del Paese che taglia i partiti politici trasversalmente. Non auspico rivolte violente a Napoli contro gli amministratori pubblici, ma almeno una manifestazione, magari piccola, magari virtuale perché come faremo a spiegare ai cittadini veneti che fanno la raccolta differenziata, che hanno le discariche e gli inceneritori, che una parte delle loro tasse serve per i treni che portano le immondizie dalla Campania alla Germania?




  1. 1 GP 5-25-2007

    Realtà  completamente diverse sotto lo stesso cielo: dalla Sanità , alla sicurezza, dai caschi all’immondizia…peccato! Un tempo “vedi Napoli e poi muori” aveva ben altro significato.

  2. 2 Italo Alemanno 6-4-2007

    Una delle ultime mitologie: La questione meridionale.
    Bisogna andare alle radici, e la radice è l’uomo come individuo.
    Finora correva la scusa del “Governo ladro!” anche quando pioveva o si incolpavano le condizioni “oggettive” od il Capitalismo con la “C” maiuscola.
    Non voglio fare la storia della Questione Meridionale, accenno solo ai due approcci principali, che ricalcano in grosse linee dibattiti ideologici e politici più ampi.
    • La storiografia classica, così chiamata perché nata prima, tende a vedere l’arretratezza del Mezzogiorno come segno di un’evoluzione atipica o ritardate, dove altre condizioni avrebbero permesso alla regione di inserirsi con successo in una dinamica di crescita e di integrazione.
    • La storiografia moderna, così chiamata perché proposta a partire da Gramsci e Salvemini, vede il persistere della miseria come una componente essenziale del capitalismo, che è basato sulle dualità  sfruttatore – sfruttato, sviluppo – sottosviluppo, anche su base geografica.

    Ma da quando le lucciole sono sparite dall’ambiente esterno per poi rientrare come televisori nelle case e sui cellulari e ipod di tutta Italia è cambiato tutto non solo come aveva intuito Pasolini BA per i governanti, è cambiato adesso tutto per i governati. Non ci sono più scuse, un pesante fardello grava sui governati (senza per questo voler discolpare i governanti!). Oggi dove tutto il mondo è paese e ci si veste a Palermo come a new York, si ascolta la stessa musica ecc. ecc., si protesta in tutto il mondo per le stesse cose p.e. Irak, Globalizzazione, terroristi in carcere ecc. ecc., ma si fa lo struzzo quando si tratta di problemi di casa propria.

Per lasciare un commento inserisci nei campi seguenti Nome, E-Mail (non verrà pubblicata) e un indirizzo web (facoltativo). ATTENZIONE: Avruscio.it non è responsabile per il contenuto dei commenti, i quali appartengono esclusivamente a chi li ha scritti. Mi riservo comunque di eliminare eventuali commenti non pertinenti con l'articolo o dal contenuto offensivo. Gli indirizzi IP degli utenti vengono memorizzati automaticamente e in caso di violazione di legge verranno comunicati all'autorità competente.

cerca