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  |   Pubblicato in Attività  in Comune, Politica and elezioni  |9 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

festa-prato-della-valleUna campagna elettorale difficile, dura, entusiasmante…purtroppo perdente! Da dividere in tre atti.
Primo Atto.
Fino a 40 giorni prima delle elezioni c’era un solo candidato a sindaco di Padova: Zanonato! Il centrodestra, o meglio i vertici del centrodestra, per importantissimi e delicati equilibri di “spartizione” rappresentativa, non avevano ancora deciso chi sarebbe stato il candidato sindaco che avrebbe rappresentato le forze avverse a Zanonato e alla sua Giunta. Da qui il primo spunto di riflessione. Chi ha deciso il nome del candidato sindaco e così in ritardo? Per conto del PDL sono stati l’on. Zorzato e l’on. Giorgetti, rispettivamente ex Forza Italia ed ex AN. A loro volta l’on. Zorzato e l’on. Giorgetti, già nominati nelle liste del PDL alle scorse politiche, sono stati nominati da altri alti vertici di partito a coordinatori regionali. Lo stesso iter è stato seguito per i coordinatori comunali: Filippo Ascierto e Giustina Destro, fotocopia dello stesso percorso. La Democrazia rappresentativa è sicuramente una conquista popolare: io voto per te che sei di tal partito e ti consegno la delega a rappresentarmi in Comune così come al Parlamento o in Regione. Addirittura la mia delega è talmente assoluta, che per rappresentare i miei interessi puoi anche cambiare partito! Ma se a scegliere non è il mio come il tuo e il nostro voto ma è un amico o parente o altro, tu risponderai e rappresenterai gli interessi della gente che non ti ha eletto o piuttosto del tuo amico, parente o altro che ti ha nominato? Indipendentemente dalla risposta, un sistema di “nominati”, per quanto possa esserne alta la qualità, risulta alienante,  distante dalle realtà territoriali e più improntato sul merito delle conoscenze in “alto loco” piuttosto che sul merito del consenso popolare, nodo cruciale e fondamento di ciò che nei fatti è “democrazia”.
Poniamo il caso che sei-otto mesi prima fossero scesi in campo tre o quattro o cinque o sei candidati di centrodestra, quindi PDL, Lega, UDC e quant’altro, ognuno con un proprio programma, ognuno con almeno 500 firme a sostegno, ognuno a far conoscere la propria personalità e “curriculum”, ognuno sostenuto da un partito o parti di partito, ognuno a confrontarsi per conquistare il consenso popolare per guadagnarsi sul campo lo scettro a candidato sindaco per il centrodestra: avremmo avuto un candidato sindaco fortissimo di un mandato popolare, avremmo già fatto campagna elettorale, avremmo vinto al primo turno!
Secondo Atto.
Pur partendo in ritardo, pur nella confusione di elezioni amministrative ed europee, pur in assenza di un’organizzazione preparata per tempo, pur nelle polemiche della formazione delle liste in Comune e nei Quartieri, pur in presenza di una campagna avversa denigratoria nazionale anti-berlusconiana e locale con l’accusa di essere “compratori” di voti e “venditori” di case popolari, siamo riusciti a sostenere alla grande il candidato sindaco, a presidiare il Territorio con banchetti, incontri, feste, manifesti, lettere, telefonate, email web e quant’altro, grazie alla volontaria e solidale partecipazione di giovani e meno giovani che non vedevano l’ora di dare una svolta e un contributo positivo al futuro della nostra Città. Nonostante le sentenze dei sondaggi, pagati profumatamente, con l’eco dei quotidiani che davano per scontata la vittoria di Zanonato addirittura al primo turno o quanto meno in vantaggio al primo turno con 7 punti di vantaggio, siamo riusciti a ridurre sensibilmente il distacco e arrivare a circa lo 0,7%, che vuol dire sostanziale parità!
Terzo Atto.
La delusione di Zanonato and company si è trasformata in impegno capillare nel territorio, con lettere, telefonate, presìdi di luoghi centrali e periferici, incontri con il sindaco uscente… il nostro successo al primo turno ci ha portato a cercare l’apparentamento con altre liste come l’UDC, Intesa Veneta, Liberali e Socialisti e altri, conferenze stampe continue al punto Marin di esponenti e ministri del governo, banchetti, incontri, confronti televisivi… Se la Matematica non è un’opinione, Zanonato avrebbe potuto aggiungere pochi voti (quelli della Verde D’Agostino), mentre noi avremmo potuto aggiungere dai 4.000 ai 6.000 voti con una vittoria “facile” al secondo turno. Così non è stato! Non solo ci sono mancati i 3-4 mila voti degli apparentamenti, ma sono mancati anche altri 3.500 voti di gente che non è andata a votare, gente che nel primo turno aveva votato per Marin, per il candidato, per la coalizione, mentre Zanonato ha sostanzialmente tenuto i propri voti, aggiungendone solo 200 rispetto al primo turno, che verosimilmente sono, come ipotizzato, in gran parte quelli dei Verdi.
Tre atti, uno diverso dagli altri, uno legato agli altri. Ad ognuno le proprie riflessioni e considerazioni. Un grazie sincero e dal profondo dell’anima a Marco Marin che non si è certo risparmiato in energia, tempo, costanza e disponibilità! Un grazie ai coordinatori della campagna e in particolare a Filippo Ascierto che molte volte ha dismesso i panni dell’onorevole per indossare quelli di umile operaio con grande spirito di servizio  per il sostegno a Marco! Un grazie a  coloro che sono stati sempre dietro le quinte a lavorare per lui e per tutti noi e un grazie a tutti quelli che ci hanno creduto…fino all’ultimo! Eravamo lì…ad un passo dal successo, dal sogno di una nuova Padova…




  1. 1 Alfiero Parpagiola 6-24-2009

    Carissimo Giampiero
    tu sai quanto crediamo nel tuo impegno e nella tua strategia; condividiamo le tue riflessioni ad eccezion fatta per la nomina del candidato sindaco PDL che, secondo me, è stata la fondamentale causa della sconfitta.
    Come te tutti (o quasi) i canidati in lista si sono dati un sacco da fare nel primo turno per ottenere preferenze ed il risultato si è visto!
    Al secondo turno è mancato… il candidato sindaco!
    Come ptevamo pendsare di vincere con una persona (nobilissima per carità) ma politicamente un “Signor Nessuno”?
    Sono d’accordo che si sia dato molto da fare ma… con un cavallo zoppo non si vince.
    Ti auguro buon lavoro in opposizione (purtropp ci sei abituato) sperando che non ti capiti quello che diceva mio nonno:”sul più bello che il musso si era abituato a non mangiare… è morto!”
    Un sincero abbraccio
    Alfiero

  2. 2 IL BRIGANTE MUSOLINO 6-25-2009

    Caro Giampiero,
    le tue riflessioni sono quelle di un uomo “non politico” che lavora e non usa la politica per “vivere”, come invece fanno i “professionisti” del magna-magna. Hai preso tanti voti, nonostante tutto. noi faremo sempre il lavoro e le opre che abbiamo fatto prima del voto, Te compreso. Ciao con profonda stima.

  3. 3 Giampiero 6-25-2009

    Caro Alfiero,
    il terzo atto discende dal primo… quando il sistema è quello delle nomine, si può vincere o perdere, ma in ogni caso si porta ad una disaffezione della gente alla partecipazione e al voto, come abbiamo visto nel terzo atto. Chiunque ha diritto a candidarsi, ma se Marin avesse concorso alle Primarie insieme ad altri e avesse vinto (le Primarie), intanto sarebbe stato conosciuto proprio attraverso la competizione che avrebbe avuto eco mediatica su tutti i giornali e televisioni e avrebbe raggiunto lo scopo di avere quello che in democrazia si chiama “mandato popolare”, con il quale anche gli “sconfitti” devono fare i conti… senza tale sistema il candidato si impone per altri criteri che, come ripeto, allontanano dal voto…

    Per il Brigante Musolino, nuovo visitatore del blog, oltre che al benenuto voglio fare una considerazione proprio sul mio voto. E’ stato un voto costruito nel corso di 5 anni di opposizione, di incontri, di partecipazione… quando ancora non si conosceva il candidato sindaco ho chiesto a quelli che consideravo i miei sostenitori se dovevo o meno ripresentarmi per il Consiglio Comunale: un atto secondo me dovuto, in quanto la mia elezione è espressione di un mandato popolare e non di altro o per altro… Ancora prima che si conoscesse il candidato sindaco ho organizzato una festa per rendere pubblica l’esito della risposta e cioè che mi sarei candidato in consiglio comunale. A quella festa hanno partecipato oltre 200 persone e ciascuno ha pagato di tasca propria…La mia campagna elettorale è stata fatta con amici che in maniera assolutamente volontaria e gratuita hanno presidiato con me il territorio con banchetti, incontri, sacrificando tempo, riposo e famiglia…Tutto questo per dire che conosco solo questa di Politica e quando si fa Politica, le persone rispondono, perchè riguarda la nostra vita, i nostri interessi, la nostra ricerca di felicità…tutto il resto è altro!

  4. 4 Massimo 6-25-2009

    Caro Giampiero,
    quello che dici è triste , ma profondamente vero. Se non si riconoscono gli errori non si vincerà mai. Per le elezioni comunali la scelta del candidato , più che quella del partito, è quella vincente, come ben dimostra il tuo ben meritato successo personale.
    Marin si è battuto con determinazione e direi con eleganza, ma aveva il grave handicap di aver iniziato troppo tardi e di non essere stato presentato e accettato dalla popolazione.
    con stima e amicizia
    Massimo

  5. 5 Luigino 6-28-2009

    Caro Giampiero
    ancora complimenti per le tue preferenze,
    siamo delusi e amareggiati dell’inatteso risultato finale.
    …. ma si continua.

  6. 6 Nino 6-28-2009

    “io voto per te che sei di tal partito e ti consegno la delega a rappresentarmi in Comune così come al Parlamento o in Regione. Addirittura la mia delega è talmente assoluta, che per rappresentare i miei interessi puoi anche cambiare partito! Ma se a scegliere non è il mio come il tuo e il nostro voto ma è un amico o parente o altro, tu risponderai e rappresenterai gli interessi della gente che non ti ha eletto o piuttosto del tuo amico, parente o altro che ti ha nominato?”

    questa cosa che dici penso che sarà spartiacque in futuro, perchè quale è l’alternativa a sette persone che nominano altre 1000 che poi noi dobbiamo votare?

  7. 7 Federica 6-28-2009

    Caro Giampiero, ho letto il tuo articolo e condivido a pieno le tue riflessioni soprattutto sulla modalità con cui ad ogni livello del nostro sistema politico vengono scelti i candidati, questa modalità purtroppo sta allontanando i cittadini e il loro interesse dalla politica, non perché dovremmo aspettarci che i politici eletti ci salvino la vita, ma perché è un dovere e diritto di ciascuno di noi avere coscienza di ciò che accade intorno a lui, di avere un giudizio sulle scelte politiche e soprattutto poter indicare a qualsiasi livello la persona che si ritiene più adeguata a quel compito. Altrimenti il rischio è che continuino a crescere persone senza un giudizio e una coscienza chiara che arrivano a delegare ad altri anche decisioni importanti che riguardano la loro vita!
    Detto questo ti ringrazio per la riflessione lucida e intelligente e spero di vederti presto!
    Un forte abbraccio!

  8. 8 Stefano 6-28-2009

    Caro Giampiero,
    abbiamo fatto il possibile! I veri conservatori hanno vinto, timorosi di novità e aria nuova; altri 5 anni di aria fritta…
    Mi dispiace. Ciao.

  9. 9 Perla 6-30-2009

    La tua analisi è puntuale e, sostanzialmente, corretta. Vorrei, comunque, aggiungere qualche precisazione.
    1) E’ vero che le nomine dall’alto spesso non tengono conto delle realtà territoriali, né del consenso popolare e privilegiano, invece, i “raccomandati”. Al di là di questo, però, va sottolineato che la scelta del candidato sindaco non è stata casuale, ma dettata dall’ampio consenso che Marin aveva ottenuto nelle precedenti elezioni amministrative.
    2) La sostanziale parità di consenso raggiunta dai due candidati al primo turno non è solo frutto dell’iniziativa e dell’opera dei volontari, ma è dovuta a una precisa volontà popolare di cambiamento.
    3) Il dato da analizzare è tutto contenuto nel “terzo atto”. E’ qui che qualcosa non ha funzionato. Contrariamente a tutte le previsioni (anche in campo avversario) che designavano Marco Marin vincitore in caso di ballottaggio, Zanonato è stato riconfermato con un vantaggio di circa 4000 voti su Marin, mentre al primo turno la differenza tra i due candidati era di poco più di mille voti. UDC e Intesa Veneta, insieme, al primo turno avevano ottenuto più di 5000 consensi. Dove sono andati a finire? Le varie ipotesi pubblicate in questi giorni sui quotidiani locali sono solo delle congetture, come quella relativa a UDC e Lega che si accusano a vicenda di avere “tradito” chi si erano impegnati di appoggiare, oppure quella della gita al mare che avrebbe tenuto lontano dalle urne gli elettori del centrodestra (l’affluenza al primo turno era del 75% circa, al secondo del 65%, un dato nella norma)… I risultati elettorali vanno sempre analizzati attentamente, specie quelli della parte sconfitta. Non è il caso qui, la sconfitta non c’è stata, i numeri hanno mostrato chiaramente una città divisa in due. Siamo, come dici tu, ad una “sostanziale parità”. Ma appurare se ci sono stati dei “traditori” all’interno delle liste è fondamentale, dal momento che si tratta ora di costruire un’efficace opposizione che eserciti un controllo costante sull’operato della Giunta e che sia propositiva. Per farlo, ci vuole coesione e collaborazione.

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