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nuclearePer il centrosinistra il territorio di Padova deve essere denuclearizzato. Questo è quanto stato approvato nella lunga discussione seguita alla Mozione Di Masi (IDV) e Cavazzana (PD) nell’ultima riunione del Consiglio Comunale di Padova del 14 settembre 2009, che ha inaugurato il nuovo ciclo della Giunta Zanonato. A nulla è valso l’appello di portare la proposta in Commissione prima di esprimere qualsiasi giudizio che potesse essere “velato” di ideologia. A nulla è servito l’invito ad ascoltare gli esperti della materia, per verificare i pro e i contro della proposta che si andava a votare, tenendo ben presente che nessuno all’interno del Consiglio è uno studioso del nucleare. A nulla è valso riportare la “Lettera Aperta” (di seguito riportata per chi vuole approfondire la questione) che numerosissimi scienzati italiani e stranieri, molti di chiara appartenenza al centrosinistra e moltissimi di nessuna appartenenza, hanno inviato alle massime Autorità  dello Stato e alla stampa, in cui spiegavano i motivi sia economici che ambientali della necessità  di uno sviluppo dell’energia nucleare ormai più che sicura, che non esclude l’investimento sulle energie rinnovabili, comunque non sufficienti e altamente costose. A nulla è servito l’elenco delle centrali nucleari presenti in Europa e da cui il nostro Paese dipende in modo assoluto, importando l’energia nucleare prodotta appena al di là  dei nostri confini. La presa di posizione del Comune guidato dal centosinistra ha indignato non poco la Comunità  Scientifica padovana e non solo, anche perchè¨ “denuclearizzare” vuol dire chiudere tutte le attività  scientifiche, mediche e industriali della Città  che hanno a che fare con le tecniche nucleari.
E’ la Storia che si ripete: come con l’Ungheria a difendere l’invasione sovietica salvo chiedere scusa 50 anni dopo; come per l’antiamericanismo e l’anti Nato, salvo convertirsi molto tempo dopo e assurgere a modello Kennedy; come per il comunismo e le sovvenzioni sovietiche, salvo cambiare nome e DNA a posteriori; come per le bugie e i silenzi colpevoli sulle foibe tranne scoprirli anni dopo…etc. etc. Ora è la volta del nucleare: oggi osannano Galileo Galilei giusto perchè è passato molto tempo. Ma la mentalità resta quella dell’inquisizione…salvo chiedere scusa molto tempo dopo!

L’energia nucleare non è né un enigma, né una chimera

LETTERA APERTA

Il dibattito sull’opzione nucleare per il nostro Paese sta entrando in una fase ormai non più accademica ma concretamente legata a possibili obiettivi politico-economici. In tale contesto sorgono e si moltiplicano opinioni più o meno chiare e ancora contrastanti sulla necessità  di portare il nostro Paese nel novero dei paesi industriali più  avanzati che certamente non hanno rinunciato ed anzi si prefiggono di potenziare una fonte primaria di indubbio valore tecnico, economico e ambientale.

Nella nostra posizione di scienziati e tecnici, studiosi ed esperti del settore, ma anche cittadini consapevoli dello sviluppo economico e sociale del nostro paese, ci permettiamo di far rilevare quanto segue.

L’energia nucleare riveste un ruolo fondamentale per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica dei paesi industrializzati in condizioni di sostenibilità economica ed ambientale.

Il contributo dell’energia nucleare alla produzione elettrica è stato nel 2006 del 33% in Europa (dove essa è la prima fonte di produzione), del 24% nei paesi dell’OCSE (l’organizzazione della quale fanno parte i 27 paesi più industrializzati del mondo) e del 16% a livello mondiale. Nel mondo ci sono 439 reattori in funzione (in 32 paesi), 33 reattori in costruzione (in 14 paesi, tra cui, in Europa,Francia, Finlandia, Romania, Russia e Slovacchia), 94 reattori in progetto (in 14 paesi, tra cui, in Europa, Francia, Russia, Bulgaria e Ucraina) e 223 reattori in opzione (in 23 paesi, fra cui USA e Regno Unito). Tale sviluppo è anche dovuto alla ormai innegabile competitività economica che vede l’energia nucleare seconda solo al carbone.

Coloro che si ostinano ancora in una preconcetta opposizione all’energia nucleare sostengono tesi su un ipotetico declino di tale fonte nei Paesi industrializzati, sulla sua pericolosità e sulla scarsa incidenza all’alleviamento dei problemi di impatto ambientale dovuto alla produzione energetica. È noto che il disastro di Chernobyl, che ha certamente motivato riflessioni approfondite in tutti i paesi provvisti di impianti nucleari, non ha tuttavia avuto effetti particolari sull’evoluzione dei programmi nucleari. È sufficiente osservare che dal 1986 (l’anno di Chernobyl) al 2007 la potenza nucleare in funzione nel mondo è passata da 250 a 371 milioni di kW, con una crescita di circa il 50%, mentre la produzione mondiale di energia elettrica da fonte nucleare è cresciuta nello stesso periodo del 60% grazie anche all’aumento dell’efficienza media degli impianti. Di pari passo sono stati potenziati i già elevati standards di sicurezza (migliori di qualsiasi altro impianto industriale) e poste in essere soluzioni affidabili per lo smaltimento delle scorie radioattive.

L’Italia è il solo paese al mondo ad aver chiuso tutti i propri impianti nucleari che tra l’altro avevano appena ricevuto una certificazione di sicurezza assoluta da parte dell’IAEA, Agenzia Nucleare dell’ONU. Si è trattato di un errore che è costato al Paese circa 120 mila miliardi di lire storiche e che continua a costare ulteriori decine di miliardi di euro all’anno per le importazioni di elettricità e combustibili.

Dal punto di vista ambientale il nucleare è l’unica fonte energetica utilizzata su vasta scala in grado di competere con i combustibili fossili visto che le fonti rinnovabili, la cui ricerca verrà comunque incentivata nell’ambito delle decisioni assunte dall’Unione Europea, non appaiono tecnicamente ed economicamente in grado di farlo, anche se in determinate condizioni possono fornire un loro contributo.

Di tutto ciò  è consapevole il Parlamento Europeo, che ha approvato, il 25 ottobre 2007 a larghissima maggioranza, un documento nel quale si dice chiaramente che l’energia nucleare sarà indispensabile nel medio termine per il soddisfacimento del fabbisogno di energia dell’Europa “per ragioni economiche e ambientali”.

Alla stessa conclusione è giunto pure l’International Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, che, nel rapporto di sintesi conclusivo approvato a Valencia il 17 novembre 2007, dichiara che per soddisfare la domanda energetica mondiale, e in particolare quella dei paesi emergenti, servirà un mix produttivo che includa anche l’energia nucleare.

Non è  possibile che la politica energetica italiana continui ad essere fondata su tesi ormai superate e che hanno condannato il Paese al dissesto energetico.

Che senso ha avuto escludere l’energia nucleare in un Paese che dipende per l’85% del proprio approvvigionamento energetico dall’estero, per il 15% dei propri consumi elettrici dal nucleare da importazione, che paga il kWh più caro d’Europa e rischia di far pagare agli utenti elettrici 25 miliardi di euro da qui al 2020 per l’incentivazione delle fonti rinnovabili, con il risultato che dovrà ugualmente pagare 55 miliardi di euro di sanzioni per il mancato rispetto del protocollo di Kyoto? Senza il ricorso all’energia nucleare, così com’è fattibile attualmente e realisticamente, possono essere compromessi la competitività delle industrie italiane e i bilanci delle famiglie.

Quanto oggi si verifica nei numeri era in effetti stato puntualmente predetto dal sistema tecnico-scientifico ed industriale in occasione della Conferenza Nazionale sull’Energia del 1987. In tale occasione ebbe risonanza una dichiarazione esplicita firmata dai membri del Panel del Convegno su “Energia, Sviluppo e Ambiente” della Società Italiana di Fisica in cui si manifestava la necessità per l’Italia di non rinunciare all’energia nucleare da fissione. La dichiarazione fu sottoscritta da più di 1000 fisici italiani. I primi firmatari della dichiarazione erano: Edoardo Amaldi, Fernando Amman, Nicola Cabibbo, Carlo Castagnoli, Donato Palumbo, Renato Angelo Ricci, Carlo Rubbia, Giorgio Salvini, Claudio Villi.

Compito delle Comunità Scientifiche e Tecniche ci appare pertanto essere ancora quello di illustrare il ruolo che l’energia nucleare ha oggi e potrà avere in futuro nel soddisfacimento dei fabbisogni di energia elettrica tenendo conto delle possibili evoluzioni del sistema elettrico italiano nonché delle capacità operative, gestionali ed industriali esistenti in Italia e delle opportunità di inserimento nel nostro Paese nelle iniziative in atto a livello internazionale con senso di responsabilità e senza illusorie fughe in avanti.

Nel momento in cui la politica italiana appare convinta di scelte concrete e non più procrastinabili e il sistema tecnico industriale dimostra apertamente la propria disponibilità, il nostro dovere di tecnici e scienziati è quello di contribuire a rendere queste scelte realizzabili poiché ogni rinvio metterebbe ormai seriamente a rischio l’equilibrio economico del Paese.

Primi firmatari:

Renato Angelo Ricci – Presidente Associazione Galileo 2001,Presidente Onorario Società Italiana di Fisica

Carlo Bernardini – Dipartimento di Fisica – Università “La Sapienza” – Roma

Ugo Spezia-Segretario Generale Associazione Italiana Nucleare

Tullio Regge-Professore emerito Universita’ di Torino,Premio Einstein per la Fisica

Tommaso Scarascia Mugnozza-Presidente Accademia delle Scienze (dei IX) Roma

Giorgio Salvini- Professore emerito Università di Roma,Presidente Onorario Galileo 2001

Umberto Tirelli–Direttore Dipartimento di Oncologia-Istituto Nazionale Tumori-Aviano(PN)

Franco Battaglia-Dip.to ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente-Università di Modena

Silvio Garattini-Istituto Mario Negri Milano

Giorgio Giacomelli-Dip.to di Fisica-Università di Bologna

Andrea Frova-Dip,to di Fisica Univerità”La Sapienza, Roma

Paolo Blasi – Professore Strumentazioni Fisiche,Università di Firenze

Luciano Caglioti-Dip.to Chimica Organica,Università “La Sapienza” Roma

Antonio Paoletti-Dip.to Fisica, Ingegneria, “La Sapienza”,Roma

Giovanni Vittorio Pallottino-Dip.to Fisica-Università “La Sapienza”  Roma

Corrado Mencuccini-Dip.to Energetica,Università “La Sapienza”, Roma

Cinzia Caporale-Direttore Osservatorio Bioetica-Fondazione Luigi Einaudi Roma

Carlo Lombardi-Consiglio Scientifico ENEA, Roma

Ezio Bussoletti-Consiglio Sientifico ENEA-Roma

Gino Moncada Lo Giudice – Senatore ??

Guido Fano- Dipartimento di  Fisica-Università di Bologna

Fulvio Frisone – Dipartimento di Fisica – Università di Catania

Roberto Habel – Ricercatore INFN – Frascati (Roma-

Ernesto PedrocchiIngegneria –Politecnico di Milano

Giorgio Trenta – Docente di Radioprotezione Medica– Università di Roma

Giulio Valli-già  ricercatore ENEA-Casaccia-Roma

Carlo Pelanda – Professore aggiunto di Politica ed Economia Internazionale-Università della Georgia (USA)

Angela Rosati – Segretario Generale Associazione Galileo 2001 –

Roberto Vacca – Giornalista scientifico – Roma

Altri firmatari:

Argeo Benco – Esperto in Radioprotezione

Corrado Kropp – Ricercatore ENEA – Casaccia (Roma)

Maurizio Di Paola – Radiologo e Epidemiologo – Roma

Paolo Borrione – Specialista in medicina nucleare e medico autorizzato –  Saluggia (VC)

Fabrizio Cabas – Consigliere Ordine degli Ingegneri – Roma

Francesco Troiani-Presidente Nucleco SpA-Roma

Paolo Sequi-Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura-CRA-Roma

Angelo Papa-Presidente Comm.Nucleare,Ordine degli Ingegneri Provincia di Roma

Enrico Cerrai-Presidente CISE 2007-Milano

Odoardo Maria Calamai -

Luigi Chelin –

Alberto Coletti – ENEA, Frascati (Roma)

Raffaele Conversano –

Luigi Stagni – Università di Roma Tre

Raffaello Cecchetti – Urbanista – Facoltà di Ingegneria – Pisa

Giorgio Simeoli – CNR – Roma

Carlo Cosmelli – Dipartimento di Fisica – Università “La Sapienza”  – Roma

Uberto Crescenti – Ordinario di Geologia-Università di Perugia

Cristiano Bucaioni – Chiusi (Siena)

Daniele Cupani – Socio Galileo 2001

Michelangelo Dalla Francesca –

Riccardo De Salvo – Institute of Technology, Pasadena – California USA

Maurizio Di Paola –

Gianantonio Buizza –

Alberto Castellani – Politecnico di Milano

Renato Giussani –

Arrigo Cigna – Già ENEA – Saluggia

Antonello Mallamaci – Professore Associato Biologia Molecolare – SISSA –  Trieste

Carmelo Incalcaterra – Ricercatore ENEA – Casaccia (Roma)

Sergio Balacco – Ingegnere AREVA – Parigi (Francia)

Antonio Mazzamauro – Techint – Compagnia Tecnica Internazionale – Roma

Stefano Monti – ENEA – Bologna

Francesca Quercia – APAT – Roma

Alessandro Longo – Ingegnere – Roma

Giovanni Fochi – Chimico – Scuola Normale Superiore – Pisa

Umberto Foli – Università Sogesta – Urbino

Silvano Fuso – Chimico – Genova

Adam M. Gadomski – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

Gianfranco Gardenghi – geologo – Torino

Antonio Gaspari – Presidente di Cristiani per l’Ambiente – Roma

Mario Massaro – Libero professionista – Roma

Antonio Naviglio – Dipartimento Ingegneria Nucleare – Università  “La Sapienza” – Roma

Luciano Lepori – CNR – Istituto per i Processi Chimico-Fisici – Pisa

Mario Liturri – Libero professionista – Bari

Roberto Madrigali – Esperto clima – Grosseto

Vitangelo Magnifico – CRA-SCA – Bari

Alfredo Marrocchelli – Imprenditore – Progettazione impianti e consulenze –  Roma

Alessandro Martelli – ENEA – Casaccia (Roma)

Emma Molignoni –

Alberto Mura – ENEA – Casaccia, Roma

Francesco Oriolo – Facoltà di Ingegneria – Università di Pisa

Tonino Palma – Presidente della Commissione Competenze dell’Ordine Ingegneri di Roma e Provincia

Andrea Perego – Dipartimento di Fisica – Università di Firenze

Aulo Perini – Medico radioprotezionista – Roma

Norberto Pogna –

Marco Ricci – Ricercatore INFN – Frascati (Roma)

Noris Rubboli – Srl Coincart – 0544

Francesco Scaramuzzi . INFN – Roma

Angelo Spena – Dipartimento di Biotecnologie – Università di Verona

Ugo Spezia – SoGIN – Roma

Luigi Stagni –

Alberto Taglioni – ENEA – Casaccia (Roma

Francesco Troiani – Presidente Nucleco SpA – Roma

Giulio Valli – già ricercatore ENEA – Casaccia (Roma)

Vincenzo Varoli –

F. Vettaino – ENEA – Bologna

Piero Benetti – Università di Pavia

Mario Palomba – ENEA, Casaccia (Roma)

Augusto Eramo – APAT – Roma

Paolo Terrani – Techint – Roma

Flavio Parozzi – CESI Ricerca – Milano

Alessandro Marinelli – Associazione Galileo 2001

Roberto Rosa – ENEA, Casaccia (Roma)

Paolo Gianni – Dipartimento di Chimica – Università di Pisa

Alessandro Lami – Istituto Processi Chimico-Fisici del CNR – Pisa

Giovanni Levita – Università di Pisa

Nicola Forgione – Università di Pisa

Walter Ambrosini – Dip. Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione – Facoltà di Ingegneria – Università di Pisa

Roberto Gentili – Università di Pisa

Caterina Ghio – Dirigente di Ricerca CNR – Pisa

Stefano Agosteo – Ordinario di Misure Nucleari – Politecnico di Milano

Andrea Borio di Tigliole – Direttore Laboratorio Energia Nucleare Applicata (LENA) – Università di Pavia

Emilio Santoro – Responsabile Reattore Triga RC-1 ENEA Casaccia (Roma)

Carlo Merli – Tecnologia e chimica applicate alla tutela dell’ambiente – Facoltà di Ingegneria – Università “La Sapienza” – Roma

Marco Luise – Dipartimento Ingegneria Informazione – Università  di Pisa

Elena Soetje Baldini – Avvocato del Foro di Ravenna

Claudia Baldini – Ravenna

Aldo Zenoni – Ordinario di Fisica Sperimentale – Università  di Brescia

Stefano Merlino – Professore di Cristallografia – Facoltà di Scienze M.F.N. – Università di Pisa

Paolo Vestrucci – Ricercatore Facoltà di Ingegneria – Università  di Bologna

Franco Maria Nardelli – Esperto di economia del petrolio – Roma

Umberto Veronesi




  1. 1 Abbadessa Carmelo 9-15-2009

    Punti su cui ponderare:
    - le centrali nucleari costano moltissimo; ma le nostre, bloccate dopo il referendum, ERANO GIA’ PAGATE! Costa moltissimo, invece, lo smantellamento;
    - con le centrali nucleari c’è PERICOLO di danni gravi; ma con le centrali tradizionali c’è CERTEZZA di danni gravi (le tonnellate al giorno di polveri sottili, l’anidride carbonica – CO2 – che aumenta l’effetto serra e che ci porterà multe di miliardi di €, l’ossido di carbonio – CO – e sostanze nocive di vari tipi, frutto della combustione dei derivati del petrolio);
    - le ceneri radioattive sono pericolose; ma dovendoci liberare delle sbarre radioattive (sono ancora là!) la quntità di materiale radioattivo è ben maggiore!
    - in caso di guasto di una delle decine di centrali francesi, vicine alle Alpi, che ci vendono energia (a caro prezzo, ma proprio le industrie della Val Padana ne hanno assoluto bisogno!), la radioattività colpirebbe soprattutto proprio la Val Padana! Chi guarda spesso le cartine delle previsioni del tempo sa bene che i venti dominanti vengono proprio dalla Francia.
    - se, finita l’attuale crisi, la Francia avrà bisogno di maggiore energia, credete che ci penserà due volte a rinunciarci, per fare un piacere a noi?…
    - Livello di pericolo: forse la meno sicura centrale nucleare del mondo (ma solo perchè era una delle prime) è quella che per quasi 30 anni ha fornito senza problemi alla città di Latina tutta l’energia necessaria (… e molti nemmeno sapevano che esisteva. per il semplice fatto che non ha mai dato problemi).
    Ovvio, infine, per il progresso e per necessità, che è necessario sviluppare tutte le forme di energia alternativa (e son contenti francesi, tedeschi, giapponesi, ecc., dato che così paghiamo miliardi per i loro brevetti…)
    Pensierino della sera: l’ignoranza e la presunzione vanno spesso insieme ….. e fanno danni.

  2. 2 Giampiero 9-21-2009

    Carmelo, le cose sagge che scrivi fanno riflettere ancora di più sul perchè su questa materia si continua a fare cattiva informazione o meglio falsa informazione: evidentemente nasconde obiettivi che nulla hanno a che fare con il “servizio alla Comunità” che qualunque politico che si rispetti deve avere come fine!

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