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falsoClaudio Malfitano de Il Mattino di Padova, riporta alcuni commenti e azioni di Berno, capogruppo del PD in Comune di Padova, inerenenti la discussione sul nucleare nel Consiglio del 14 settembre, che definire “castronerie” risulta fine ed elegante! Notizie riportate in prima pagina e richiamate a pag 13 di mercoledi 16/9/2009. Ho scritto e telefonato al giornale e chiamato in causa anche la Presidente del Consiglio per rispondere alla denigrazione esplicita di Berno verso i consiglieri, soprattutto del centrodestra… risultato? La Presidente tace! Il Mattino pubblica due righe che sembrano “supportare” la mascalzonata di Berno… non mi resta che questo spazio di discussione che, per quanto piccolo, mi permette almeno di far conoscere i fatti e la malafede di Berno. 1) Il mattino con la mascalzonata di Berno; 2) Il mattino con quella che il quotidiano ha giudicato essere la mia risposta; 3) La mia risposta come integralmente inviata al Mattino…. a ciascuno di voi le considerazioni, riflessioni e commenti!

1) Titolo: “Berno: tutti a casa no al riposo aggiuntivo” “E’ mezzanotte, stop al consiglio”. A mezzanotte tutti a casa, per non far scattare il giorno di riposo compensativo. Gianni Berno ha usato il pugno di ferro e ce l’ha fatta, stroncando a mezzanotte esatta il dibattito su atomo e centrali nucleari, una delle quali è prevista in Veneto. Lunedì in consiglio comunale era di scena la questione energetica, ma la discussione si è trascinata per oltre due ore più per motivi «pratici» che per passione politica. Se l’assise si prolunga oltre la mezzanotte i consiglieri possono chiedere il permesso lavorativo anche per l’indomani, guadagnando un’assenza retribuita dal lavoro. Lo prevede la legge. Così l’appassionato dibattito sul nucleare si è riempito di emendamenti, dichiarazioni di voto e pregiudiziali di legittimità. Un «ostruzionismo» in grande stile. Con il consigliere del Pdl Giampiero Avruscio che sciorina un elenco lungo 6 minuti di personalità scientifiche favorevoli alle centrali nucleari: «L’ho fatto per dimostrare che su questi temi serve una riflessione, non l’ideologia», si è giustificato. Tra i difensori del nucleare anche il capogruppo Alberto Salmaso, che ha portato un intervento pieno di dati e citazioni. Chi invece lottava per una Padova «denuclearizzata» erano gli esponenti Idv Gianni Di Masi e Leo Ercolin. Alla fine quando tutti sembravano certi di aver portato a casa il giorno di riposto aggiuntivo, il capogruppo Pd Gianni Berno ha gelato tutti. Il consiglio è terminato a mezzanotte esatta: niente permessi per nessuno. E ai consiglieri che protestavano, anche del suo gruppo, ha replicato: «Si parla tanto di sprechi della politica: diamo l’esempio noi per una buona volta».

2) Titolo: “Il mio obiettivo non era il giorno di riposo” sabato 19 settembre pag 21 «Presenterò una mozione perché i consiglieri comunali non usufruiscano del giorno di riposo quando il consiglio va oltre mezzanotte». Giampiero Avruscio non ci sta a passare come colui che voleva allungare il dibattito per ottenere il permesso lavorativo per il giorno successivo. Lunedì infatti il consiglio si è prolungato fino a mezzanotte a causa della polemica sul nucleare. Ma molti hanno sospettato che l’obiettivo fosse quello di raggiungere le 24, quando scatta il permesso per i consiglieri con lavoro dipendente. Il capogruppo Pd Gianni Berno ha però imposto lo stop a mezzanotte. «Figuriamoci se il mio obiettivo era il permesso – replica Avruscio, medico al S. Antonio Non ne ho neppure usufruito per il giorno del consiglio».

3) Titolo: “L’autogol di Berno” Buttare fango sugli avversari è lo sport preferito dal centrosinistra, a costo di fare autogol e di offendere l’istituzione consiliare. Non solo a livello nazionale, ma il “vizietto” si perpetua anche a livello locale. Così Berno capogruppo del PD, si permette di trasformare gli interventi di alcuni consiglieri di centrodestra in materia di nucleare ed energie alternative come “ostruzionismo” per portare a casa il permesso di stare assente dal lavoro anche il giorno successivo. Forse Berno pensa che essere stato eletto nella maggioranza che governa la Città, gli consegni anche il bollino di “più giusto e sapientone”. E così si arroga il diritto di sancire che non avrebbe dovuto esistere alcun dibattito sulla “denuclearizzazione” del Comune di Padova. Il capogruppo del PD si ritiene talmente “democratico” che avrebbe voluto togliere anche i 10 minuti a disposizione degli unici 3 consiglieri del centrodestra presenti alla discussione, contro 26 consiglieri di centrosinistra che sono stati gli artefici delle proposte (2 sullo stesso argomento) e non certo assenti dagli interventi. Berno dimentica che il centrosinistra non ha voluto accogliere la nostra proposta di rinviare l’argomento alla Commissione competente per un approfondimento. Berno dimentica che ha voluto a tutti i costi discutere anche la loro ultima mozione inerente le fonti energetiche alternative, contro la nostra proposta di rinviarla alla seduta successiva, dove si sarebbe potuta accorpare alla discussione di una mozione presentata dal centrodestra inerente lo stesso tema. Come mai Berno non ha aderito alla richiesta? Il Consiglio avrebbe potuto finire molto tempo prima e senza il rischio di ripetere le stesse cose sullo stesso argomento nel Consiglio successivo. Berno si faccia una seria autocritica prima di “sputare” sentenze. Se poi Berno contesta l’unico e solo emendamento che il sottoscritto ha presentato sulle fonti energetiche alternative, accettato dal proponente Di Masi (IDV) di togliere due paragrafi contro il Presidente della Regione Veneto, permettendo così di accogliere anche il nostro voto su quella materia, vuol dire che non c’è limite all’autoritarismo e all’arroganza. Se ancora poi si riferisce al tempo utilizzato dalla Presidente Ruffini a votazione ormai conclusa ma prima della fine del Consiglio nell’enunciazione dell’elenco delle delibere dal fondo di riserva, forse sta accusando la stessa Presidente di aver fatto “ostruzionismo” per stare a casa il giorno successivo? Dispiace che già dal primo Consiglio qualcuno “investito di moralismo” più degli altri voglia dare lezioni al mondo, prima di guardare al proprio interno e al modo come il centrosinistra ha dovuto aumentare il numero delle Commissioni per “accontentare” qualcuno. Valga sapere al capogruppo del PD che il sottoscritto non ha usufruito nemmeno del permesso di stare a casa dal lavoro il giorno del Consiglio, come la Legge invece prevede, perché la natura del mio lavoro non mi consente di programmare le visite dei miei pazienti e poi non eseguirle, con o senza il permesso del Comune! E valga sapere infine che a decretare la fine del Consiglio è la Presidente e non il capogruppo del PD e che a registrare l’orario di chiusura è la funzionaria del Comune e non il capogruppo del PD…a meno che la tracotanza sia tanta da “manovrare” anche tali incarichi! Presenterò una proposta-appello perché i consiglieri non usufruiscano del giorno di riposo quando il Consiglio vada oltre la mezzanotte, così si elimina qualsiasi gratuita strumentalizzazione. Spero che Berno voti a favore!




  1. 1 dorian 10-2-2009

    E’ molto brutto anche il termine “giustificato” usato da Il Mattino, al posto ad esempio di “motivato” o simili. Giustificato ha una fortissima connotazione morale negativa. Della serie: sappiamo che hai fatto qualcosa di moralmente riprovevole, siamo certi che volevi fare ostruzionismo, ma per non farti cogliere in torto ecco che arriva come un virgolettato presentato come “giustificazione” e non motivazione.
    Decisamente nauseante questo modo di scrivere.

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