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con-brunetta11Il 7 giugno eravamo a meno 0,7% da Zanonato. E questo nonostante i sondaggi negativi, la stampa pro-Zanonato, il ritardo della partenza della campagna elettorale, l’indecisione colpevole dei vertici del partito, le critiche, le divisioni interne, i personalismi. Quindici giorni dopo, nella sfida Marin-Zanonato è prevalso come sappiamo il secondo. Forse perchè Zanonato ha incrementato i suoi voti? Forse perchè non speravamo nel sorpasso? Forse perchè i numeri ci davano torto? Nulla di tutto questo! Ai voti del primo turno non si sono aggiunti i voti dell’UDC, la Lega non ha fatto fino in fondo la propria parte, ma sicuramente ci sono mancati i voti del centrodestra! (vedi i dati riportati da Feltrin giovedì 2 luglio Corriere del Veneto). Il candidato evidentemente non ha fatto la differenza, non ha apportato quel “valore aggiunto” (in senso politico) indispensabile a richiamare voti! Veniamo al dopo-elezioni. Gli elettori hanno scelto i loro candidati. Come sempre succede, si forma una maggioranza e una minoranza nel partito. Nella legislatura appena passata infatti si ricorderà che Bordin deve la sua nomina a capogruppo al sottoscritto e a Salmaso. Secondo la stessa logica Benedetta Nicolini è stata eletta Vicepresidente del Consiglio. Persona molto cara a Bordin e a Marin visto che nonostante non fosse mai in Consiglio, nonostante non svolgesse l’importante ruolo assegnato, è stata da loro ricandidata (gli elettori non hanno premiato la loro scelta). Siamo stati fedeli anche quando le divisioni erano cruente, con il distacco di un gruppo sostanzioso passato nel Pdl: Saia, Foresta, Menorello, Riccoboni, Carabotta. In Forza Italia rimaneva con me Salmaso, Bordin, Marin, Giustina Destro, il “fantasma” Benedetta Nicolini e in AN Zanon. Sette contro cinque. L’eventuale nostro passaggio (mio e di Alberto Salmaso) avrebbe decretato la fine di Bordin come capogruppo.
Oggi, grazie alla Lista Civica Marin che invece di aggiungere voti li ha letteralmente “succhiati” al Pdl, ci troviamo con 9 consiglieri al posto di 12 (ricordo che il Consigliere Pisani dopo essere stato eletto all’epoca nelle file di Forza Italia è passato con il Pd).
E sempre nel dopo-elezioni nonostante si fosse formata una nuova maggioranza nel nostro gruppo consiliare Pdl, che vedeva Avruscio, Salmaso, Foresta, Grigoletto, Cruciato insieme, Marin era chiamato ad essere guida, capogruppo, punto di riferimento del nuovo corso anti-Zanonato. Marin invece nicchia, si schernisce, gira l’angolo, infatti scrive sempre il Corriere del veneto il 4 luglio a pag 9: “Rocco Bordin ha spiegato a più riprese che il candidato naturale sarebbe solo uno:Marco Marin. Marin,dal canto suo, si sarebbe detto però assai poco interessato all’investitura”. Non solo, ma il giorno successivo esce la dichiarazione a tutta pagina di Saia su Il Mattino di Padova: “Il capogruppo del Pdl? Lo faccia Marin” proponendogli quindi l’investitura ufficiale. Investitura rafforzata il 9 luglio come si legge nel Corriere del Veneto: “Il capogruppo del Pdl? Probabilmente c’è già. I 9 consiglieri del Pdl nel parlamentino di Palazzo Moroni hanno tempo fino a lunedì sera alle 19…Ma il capogruppo dovrebbe essere il candidato sindaco sconfitto del centrodestra Marco Marin, nonostante la ritrosia dell’interessato. A sostenere l’ex olimpionico in primo luogo i consiglieri vicini al parlamentare Marino Zorzato: Rocco Bordin e Massimo Giorgetti. Non contrari anche gli esponenti del Pdl Foresta e Grigoletto. Più defilata la posizione di Matteo Cavatton che fa riferimento all’area del coordinatore cittadino Ascierto…”
Si capisce che Marin non è un decisionista. Infatti solo il 13 luglio, ultimo giorno utile per la scelta se entrare nel Pdl o nella sua Lista Civica, come scrive il Padova Marin “si sarebbe deciso per l’ingresso nel gruppo del Pdl” e si capisce anche che non ama troppo il ruolo di capogruppo, come scrive Il Padova sempre il 13 luglio “Favorito invece il candidato sindaco Marco Marin…Capogruppo designato da entrambi i coordinatori, Ascierto per il comunale e Raffaele Zanon per il provinciale, avrebbe manifestato la volontà di non ricoprire il ruolo di guida del Pdl.”
E’ il 13 luglio: primo Consiglio Comunale della nuova legislatura. A questo punto il Pdl elegge a maggioranza il proprio capogruppo: Alberto Salmaso. Si raccolgono 5 firma contro 4: Avruscio, Salmaso, Cruciato, Foresta, Grigoletto da una parte, Marin, Bordin, Giorgetti, Cavatton dall’altra. A differenza della passata legislatura, Bordin non è più capogruppo, mentre Marin non ha voluto esserlo. A questo punto “apriti cielo”! (Fine I Atto)




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