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  |   Pubblicato in Attività  in Comune, Coppie di fatto and Politica  |1 commento   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Ovvero: chi capisce è bravo!

Sulla base della delibera approvata dal Comune di Padova il 4 dicembre 2006, che ha istituito l’applicazione di un regolamento che risale al 1954, a richiesta degli interessati il Comune può rilasciare un attestato di “famiglia anagrafica per vincolo affettivo”.

Dato che la legge italiana (art. 4 del DPR 30 maggio 1989 n.223) e la Costituzione sono molto chiare nello specificare cos’è la famiglia per vincolo di matrimonio: nel numero (solo due) e nel sesso (maschio-femmina), nella famiglia anagrafica che può essere per vincolo di parentela, affinità , tutela, adozione e per vincolo affettivo, un requisito richiesto è la coabitazione, ma non c’è una limitazione nel numero (quindi possono essere più di due) e nel sesso (quindi solo maschi, solo femmine, misti).

Tre ragazze approfittando della tanto pubblicizzata delibera comunale di Padova, si sono recate dal funzionario addetto per richiedere l’attestato di “famiglia anagrafica per vincolo affettivo” perchè rispondenti ai requisiti richiesti, nè più nè meno di coloro che per primi avevano ottenuto la certificazione. L’unica differenza rispetto a costoro era nel numero dei componenti la famiglia anagrafica!!! Il Sindaco, invece di applicare la norma che la sua stessa maggioranza aveva votato, ha rilasciato un altro certificato non richiesto: di “convivenza anagrafica per motivi assistenziali”!

L’interrogazione aveva due capisaldi:

1) Perchè è stato rilasciato un certificato non richiesto? Non è mai successo infatti che un cittadino si reca all’anagrafe per richiedere ad esempio un certificato di nascita e invece gli viene rilasciato un certificato di residenza.

2) Sulla base di quale norma non è stato rilasciato il certificato richiesto? Di seguito la risposta del vicesindaco della Margherita Sinigaglia, come da verbale…More…”Sì, ormai è una questione che si trascina da tempo e sulla quale anche dal punto di vista della giurisprudenza ci sono riferimenti chiari a mio giudizio. Un conto è il certificato stato civile di matrimonio, un conto è il certificato di famiglia anagrafica, un conto è l’attestato che viene rilasciato solo se c’è la fonte, cioè il rilascio del certificato anagrafico di famiglia.

Allora, noi rilasciamo l’attestato solo ed esclusivamente se c’è il certificato di famiglia anagrafica. A monte, cioè non è l’attestato la fonte, è il certificato di famiglia anagrafica che è la fonte per consentire il rilascio dell’attestato.

Il matrimonio da chi viene definito? Dallo stato civile ed è esclusivamente un atto che è appartenente allo stato civile, Codice Civile, non c’è nessuna incertezza in questi passaggi. La fonte: la fonte del matrimonio è una; la fonte del certificato di famiglia anagrafica è un’altra; l’attestato dipende da questa fonte, da chi rilascia il certificato di famiglia anagrafica, che, come ha detto lei, ripeto, nell’articolo 4 della famosa Legge 159 (mi sembra, adesso non mi ricordo esattamente il numero) parla di famiglia anagrafica qualora ci siano un insieme di persone per vincoli di matrimonio, di parentela, di tutela o di vincoli affettivi. àˆ questa la fonte, allora l’attestato si rilascia solo se c’è questa fonte, non può essere viceversa, non è l’attestato che fonda la famiglia; così come il certificato di famiglia anagrafica non ha nulla, assolutamente nulla a che fare con lo stato civile, con il codice civile, sono due momenti giuridici completamente diversi. Non ci sarà  nessuna dichiarazione di matrimonio se non c’è il codice civile e non c’è lo stato civile, sono due fonti giuridiche completamente diverse.

Quindi da questo nasce l’attestato che noi rilasciamo, solo se c’è, ripeto, il certificato di famiglia anagrafica, il matrimonio viene sancito con un’altra fonte giuridica, Stato Civile. Chiara questa distinzione? La confusione nasce dalla sovrapposizione di questi tre momenti, allora: lo stato civile fonda il matrimonio; il resto, certificato di famiglia anagrafica: dal certificato di famiglia anagrafica ne deriva l’attestato che noi rilasciamo, non è pensabile fare confusione, sovrapposizione dei momenti, oppure che la fonte diventi l’attestato, l’attestato non si può rilasciare se non c’è il certificato di famiglia anagrafica; così il certificato di famiglia anagrafica avrà  solo il certificato di matrimonio, se questo è definito dallo Stato civile.

Lo stato civile poi fa derivare parentela, vincoli di parentela oppure la tutela chiaramente legata a un atto del Giudice. Queste sono le fonti e dalle fonti derivano le conseguenze, l’attestato, ripeto, non è la fonte, è la conseguenza”.

P.S.: Come si sa, recentemente il TAR del Veneto ha bocciato la delibera in oggetto perchè crea confusione tra famiglia civile e famiglia anagrafica…




  1. 1 Italo Alemanno 9-13-2007

    Una fantasmagoria da Commedia dell’Arte ed un cannovaccio per una telenovela. Ma dov’è il nuovo Goldoni?

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