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  |   Pubblicato in Politica and elezioni  |1 commento   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

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Ha vinto la coalizione di centrodestra, con la lega al nord, senza la lega al centrosud. Nonostante la grave penalizzazione nella Regione Lazio “orfana” del PDL. Nonostante si fosse trattato, come ormai succede da tempo, di un referendum pro o contro Berlusconi. Il Governo ne esce rafforzato. Ministri di enorme visibilità però hanno perso. Ha perso Castelli a Lecco, ha perso Brunetta a Venezia. Ha perso anche la provincia di Treviso dove il partito è sceso al 15,5%, come ha perso Treviso Città, patria del ministro Sacconi e del capogruppo PDL in Regione Sernagiotto, dove il partito ha raccolto esattamente la metà dei voti della Lega, mentre nelle altre province il Pdl si attesta intorno al 26%. A Padova Città invece, la Lega sta dietro di 5 punti rispetto al Pdl. Come mai queste “bizzarrie” del voto? In verità la cosa si spiega molto bene. Nel Pdl non si fanno primarie, non si decidono le cariche e gli incarichi a seconda del consenso. Di esempi purtroppo ne abbiamo molti. Dai nostri parlamentari e senatori, ai nostri candidati sindaci e via di seguito…Mentre nel centrosinistra qualche volta le primarie si fanno e sono vere, come quelle in Puglia, dove si è imposto Vendola, nonostante gli scandali e i numerosi problemi di quella Giunta, nel centrodestra la regola è quella della “raccomandazione”. Si può dire che quelle comunali e in parte quelle regionali, sono le elezioni in cui si può ancora scegliere un candidato. Per il Pdl hanno costituito delle vere e proprie “Primarie”. Consideriamo il voto di preferenza. A Padova c’era un candidato (Fabio Conte) assistito, sponsorizzato e supportato  dall’apparato del Pdl, da tutta la “nomenklatura”: il Governatore uscente (Galan), l’attuale Presidente della Provincia (Degani), il coordinatore politico regionale nonché parlamentare, nonchè inserito nel comodo “listino” regionale (Zorzato), il coordinatore comunale nonché parlamentare (Ascierto), la vice-coordinatrice comunale nonché parlamentare ed ex sindaco di Padova (Destro), l’ex candidato sindaco di Padova (Marin)… Tutti di Padova, qualcuno più di altri con le conoscenze giuste, tutti “nominati” a fare gli interessi dei cittadini di Padova. Ma i cittadini di Padova, quando sono messi nelle condizioni di scegliere, lo fanno, lo scrivono, lo “urlano”.Basta saper leggere o meglio, volerlo fare! A Padova il candidato della “corazzata Potemkin” che stimo come persona e come professionista, non è stato eletto. Non solo, ma a Padova città non è riuscito ad imporsi, rispetto ad un candidato (Padrin) che non aveva certo “l’apparato” dalla propria parte. Il dato Politico importante è proprio questo: gli elettori del Pdl vogliono contare di più, vogliono poter scegliere i loro candidati, vogliono conoscerli da vicino. Se la “nomenklatura” continua ad essere separata dal reale consenso, non meravigliamoci che la Lega stravince e che i Ministri perdono.
Spero che presto il Consiglio Regionale, come ho chiesto con una Mozione in Comune votata all’unanimità, elimini quell’obbrobrio di anti-democrazia chiamato “listino”, dove vengono inseriti gli “amici” degli “amici” del Presidente. Vogliamo riappropriarci del diritto-dovere di poter scegliere. Nessuno può pretenderlo di farlo al nostro posto. E’ la linea che separa la “democrazia” dalla “oligarchia”…se non peggio!




  1. 1 Massimo 3-30-2010

    Perfetto!!! Non potevi dirlo in modo più chiaro. Speriamo adesso che il volere popolare si rispecchi chiaramente nel governo regionale.

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