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  |   Pubblicato in Politica and elezioni  |7 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

bandiera_regione_veneto PADOVA, 10 APR – Sei assessori della Lega, sei del Pdl e Marino Zorzato (Pdl) vicepresidente: il presidente della Regione Veneto: Luca Zaia ha presentato oggi la nuova giunta regionale di cui fanno parte due donne, Isi Coppola ed Elena Donazzan, entrambe del Pdl.  Tutti gli assessori resteranno anche consiglieri in un’ottica di risparmio delle spese, che e’ uno dei punti cardine del programma per i prossimi cinque anni del nuovo governo regionale. Zaia ha sottolineato che adesso si apre la stagione delle riforme.  Questa la squadra dei 12 assessori, guidata da Zaia, con le rispettive deleghe: vicepresidente Marino Zorzato, Pdl, con deleghe a Cultura, Istruzione e Urbanistica; Renato Chisso (Pdl), Viabilita’, Infrastrutture e Legge Speciale per Venezia; Roberto Ciambetti (Lega), Bilancio; Luca Coletto (Lega), Sanita’; Maurizio Conte (Lega), Ambiente; Isi Coppola (Pdl), Lavori Pubblici, Energia, Patti territoriali; Elena Donazzan (Pdl), Personale, Lavoro, Formazione; Marino Finozzi (Lega), Turismo; Massimo Giorgetti (Pdl), Agricoltura; Franco Manzato (Lega), Sviluppo economico; Daniele Stival (Lega), Protezione civile, Caccia e Identita’ Veneta; Remo Sernagiotto (Pdl), Sociale. Zaia, che era affiancato dagli esponenti di Pdl e Lega, ha tenuto a ringraziare i partiti della coalizione e gli uomini che hanno partecipato alle consultazioni dei giorni scorsi, “la cui disponibilità – ha detto il presidente – ha consentito di definire il tutto in tempi mai registrati prima”.

Alla luce di queste nomine, che vede Padova rappresentata dall’unico candidato del PDL che nessun elettore ha scelto perchè “comodamente” inserito nel Listino e quindi trainato sul carro dei veri vincitori, ovvero di chi ci ha messo la propria faccia, la propria credibilità, il proprio tempo, energie… Un candidato che ricopre già il ruolo di Parlamentare e di Coordinatore Regionale del Pdl, nomine anche queste mai sancite da una scelta di nessun elettore e quindi rispondenti ad “altre” logiche, sicuramente non discendenti dal territorio di provenienza, penso non sia più il momento di subìre passivamente lo scempio di un partito i cui vertici locali sono autoreferenziati e “amici” degli “amici”. Basta con la “Nomenklatura”!!! Pubblico pertanto l’articolo di oggi apparso sul Gazzettino di Padova, a firma di A. Rodighiero

PDL Grande bagarre nella prima riunione post elettorale del coordinamento cittadino. In rivolta Avruscio, Saia, Bordin, Menorello, Foresta, Salmaso, Foresta. Chiesta la testa di Ascierto e Destro
Il parlamentare aveva proposto una “commissione di garanzia contro le esternazioni”
Grande bagarre al coordinamento cittadino del Pdl. Come ampiamente annunciato, la prima riunione post elettorale del Popolo della Libertà si è confermata una vera e propria resa dei conti tra le varie anime del partito. Il coordinatore cittadino Filippo Ascierto, aprendo il dibattito, ha manifestato tutto il suo disappunto per gli interventi che nelle scorse settimane i colleghi di partito hanno effettuato a ruota libera, senza troppi peli sulla lingua, sulla stampa locale. Il parlamentare pidiellino ha ipotizzato anche l’istituzione di una commissione di garanzia che valuti caso per caso
le posizioni degli “esternatori”. L’intervento di Ascierto non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco della polemica.
A seguire sono così intervenuti Giampiero Avruscio, Rocco Bordin, Alberto Salmaso, Domenico Menorello, Maurizio Saia, Sebastiano Arcoraci e Antonio Foresta. Tutti hanno chiesto così le dimissioni del coordinatore e della sua vice Giustina Destro. Caustico soprattutto l’intervento di Saia che ha accusato Ascierto di essersi impegnato in una sola cosa in questi giorni: recuperare qualche voto annullato a Fabio Conte per farlo entrare in consiglio regionale. Quello di ieri sera potrebbe essere solo l’inizio di uno “scontro” finale dagli esiti imprevedibili.




  1. 1 marco 4-10-2010

    non siamo usciti dalle solite logiche, che indipendentemente da chi governa , evidentemenet, devono indirizzare le scelte

  2. 2 Massimo 4-10-2010

    Mi pare un risultato che spiega molto bene l’assenteismo e il non voto. Semplicemente non viene considerato il risultato elettorale dei singoli candidati.

  3. 3 Pierluigi Policastro 4-10-2010

    Ecco cosa s’intende in Italia e sempre di più anche in Veneto per “dialettica tra partecipazione e rappresentatività”!
    Il Governo premia solo le scelte dei partiti! Le preferenze degli elettori sono solo opinioni che contano sempre meno…
    I partiti sono sempre più chiusi su se stessi e rispondono a misteriose logiche interne, private, del tutto sconosciute ai più e sempre più scollegate dai risultati elettorali ottenuti dai singoli candidati!
    Le leggi elettorali sono pensate per imbavagliare le persone in grado di raccogliere più consensi!
    In un clima del genere, le famose “Riforme” a quale logica risponderanno?
    Chi e cosa rappresentano i Consiglieri regionali che dovranno indicare le linee politiche degli assessorati?
    Stiamo costruendo una Stato sempre più consegnato nelle mani dei tecnici e della burocrazia!! La dialettica tra partecipazione e rappresentatività si riduce alla dialettica tra slogan per creare consenso e scelte dei tecnici burocrati che governano di fatto scrivendo leggi regionali e nazionali basate su logiche corporativistiche sconosciute e soprattutto non condivise con gli elettori! La trasparenza delle amministrazioni pubbliche diventa sempre più opaca… Il mondo va avanti e noi ci facciamo una bella passeggiata indietro…. forse abbiamo perso le chiavi di casa? :-)
    Fermiamoci un pò di più a pensare!!

    Pierluigi

  4. 4 Giampiero 4-11-2010

    Condivido…. se la logica politica non è la rappresentanza popolare, siamo al di fuori della Costituzione democratica… tutti i parlamentari eletti non sono in rappresentanza degli elettori. Ora abbiamo anche un vicepresidente della Giunta Regionale con deleghe importanti, che non ha rappresentanza popolare. Indipendentemente dalla bontà o meno dalle azioni politiche, la democrazia si è trasformata in oligarchia!

  5. 5 sabina 4-11-2010

    Se si continua a litigare così tra le varie correnti, il PDL alle prossime elezioni perderà ancora qualche punto in favore della Lega i cui rappresentanti, finora, non hanno MAI litigato tra loro almeno pubblicamente. Nel PDL padovano è un continuo litigio e un continuo farsi dispetti. Ho ancora presente (e non la dimenticherò mai) la figuraccia che il gruppo del PDL ha fatto nel primo Consiglio comunale di questa Amministrazione: gli stessi esponenti hanno dimostrato subito di non andare d’accordo votando in maniera diversa addirittura per il loro vice presidente Avruscio e per il loro Capogruppo Salmaso. Per non parlare delle ulteriori figuracce (litigate, votazioni assieme al PD pur di non far eleggere un esponente dello stesso partito ma di corrente diversa) in merito alle elezioni dei presidenti di quartiere. Come fa l’elettore a dare fiducia ad un partito che non ha una linea politica unica? Come fa un elettore a dare fiducia ad un partito i cui esponenti non fanno che litigare per avere la supremazia (tradotto = incarichi) anzichè pensare veramente di risolvere i problemi?
    Se il PDL padovano non cambia completamente, vedo tempi futuri molto bui…
    Per quanto riguarda le nomine sono pienamente d’accordo sul fatto che queste debbano riguardare solo le persone elette dai cittadini e non coloro che sono calati dall’alto. Le nomine imposte dimostrano uno scarso rispetto dell’elettore.

  6. 6 gerardo 4-11-2010

    Speriamo che dopo i risultati elettorali che si sono verificati, qualcuno si faccia un profondo esame di coscienza e si faccia definitivamente da parte e lasci posto a persone che meritano e soprattutto sono scelti dagli elettori…

  7. 7 Giampiero 4-11-2010

    Cara Sabina, quello che tu sottolinei è un punto fondamentale! I litigi interni non ci sarebbero se ci fosse un confronto politico serio tra le componenti, su un progetto politico su cui misurarsi e non sull’occupazione di spazi di potere. In Politica quando si perde si cambia linea e gestione….nel Pdl di Padova succede il contrario: si viene premiati! Anch’io vedo buio se non riusciamo a cambiare le cose… e per rispondere a Gerardo, è molto difficile che qualcuno possa farsi un profondo esame di coscienza occupando posti importanti per ruolo, prestigio e disponibilità economica…normalmente questo succede quando quel ruolo lo pèrdono!!! La battaglia sul consenso, contro “l’oligarchia”, perchè non sia strumentale, bisogna farla quando si occupa un ruolo, quando nel partito si ricopre una funzione…ho assitito troppe volte invece al contario: voce grossa di anti-democraticità solo quando si perde o non si occupa un ruolo importante!!! Bisogna avere qualcosa da perdere per essere credibili, non solo qualcosa da guadagnare!!!

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