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  |   Pubblicato in Attività  in Comune and Precari  |1 commento   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Pubblicata la graduatoria per l’assegnazione dei fondi del Comune per i disoccupati ex dipendenti, con un reddito di 1700 euro mensili.
L’Assessore al Sociale Sinigaglia, ora Consigliere Regionale, era stato molto chiaro: la delibera era frutto di un accordo sindacale. Alla richiesta di considerare i disoccupati senza distinguere se avevano perso il lavoro da dipendenti o da precari,  la rispsota è stata che i precari non potevano essere considerati beneficiari di nessun contributo comunale, perchè non si sa chi sono, quanti sono, dove sono! (Ma soprattutto perchè non hanno un sindacato che possa fare accordi con l’Amministrazione!) E così 250.000 euro sono stati assegnati per il 60% a stranieri con un reddito di 1700 euro mensili, che hanno perso il lavoro dipendente.
Certo per chi perde il lavoro è una tragedia. Ma i veri “ultimi”, chi soffre più di ogni altro la crisi economica, sono proprio coloro che nessuno vede: i precari, discriminati due volte. Prima per la tipologia del contratto precario, che li rende fragili nei diritti e insicuri nella vita. Poi quando perdono il lavoro precario, perchè non è previsto nessun ammortizzatore sociale nei loro confronti!
Esclusi dalla graduatoria per l’asilo comunale. Esclusi dalle graduatorie dei bambini per i soggiorni estivi. Ora esclusi per la graduatoria dei fondi del Comune per i disoccupati. E sempre perchè il Comune non li conosce, non li sente, non li vede…o meglio non vuole sapere, sentire e vedere! A Padova i precari non rappresentano un’emergenza sociale. Così è scritto negli atti formali e nei comportamenti di Zanonato & Comp. Bisogna proprio emigrare?




  1. 1 Massimo 6-9-2010

    E’ una tristissima , ma giusta considerazione.
    Da un articolo del Corriere si vedeva che i laureati italiani si spostano all’estero maggiormente degli altri laureati europeri ed è esperienza comune che molti dei nostri giovani laureati trovano sempre più spesso lavoro e formazione all’estero.
    Dall’Italia emigrano giovani laureati e arrivano extracomunitari , generalmente con una preparazione scolastica inferiore. Non credo sia una politica sana e che ormai l’Italia rischi di di diventare un paese di anziani pensionati e badanti. Parafrasando il titolo di un celebre film , l’Italia è un paese per vecchi.
    Grazie Giampietro per portare avanti questa battaglia di civiltà .

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