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  |   Pubblicato in Gazzettino, Politica and Primarie  |6 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Cara Giustina,
grazie per la tua franchezza! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di parlare chiaramente, di uscire allo scoperto! L’incontro tra i consiglieri di minoranza almeno è servito a qualcosa. Permettimi però alcune considerazioni: tu dici che le Primarie non sono una cosa seria, che se vogliamo rilanciare il ruolo della politica di centrodestra a livello locale dobbiamo smetterla di utilizzare i cittadini ogni volta che ci fa comodo tanto per dire “siamo democratici”.Il tema centrale dell’incontro tra i consiglieri di minoranza era proprio questo. Fino adesso i cittadini sono stati utilizzati sempre e solo per un falso concetto di democrazia. Sono stati chiamati sempre a scegliere chi in verità  era già  stato scelto. Anche Breznev aveva una larghissima partecipazione al voto nell’ex Unione, che si aggirava intorno al 90% e unico candidato: Breznev. E’ il metodo della odierna Unione di centrosinistra: Prodi contro nessuno! Tu dici che la cosa più importante è trovare qualcuno che sappia far ritrovare l’entusiasmo, che anche tu sei stata paracadutata nel 99 e “cosa avrebbero fatto senza la Destro? Quale visibilità  avrebbero avuto?”
Il punto è proprio questo: chi sceglie chi? Il partito? Perché aspettare l’ultimo momento? Non c’era nessun altro? Ma allora la scelta sulla tua candidatura più che essere proiettata sul meglio, era orientata sul meno peggio! E’ questo il metro che il partito deve usare? Lo stesso partito che non ha mai convocato nessuno su nulla perché non ha mai fatto convocazioni.su nulla? Eppure ho il ruolo di consigliere, unico ruolo delle istituzioni della politica con più òneri che privilegi, di quello più prossimo al “sentire” dei cittadini, di quello che insieme agli altri fa “il lavoro sporco”, ma nobile se fatto con convinzione, di esserci, di interessarsi delle malvessazioni della viabilità  di questa città  e del suo degrado, del cieco a cui hanno spostato la fermata del tram, degli operai licenziati dell’Eurolat, dei Precari della sanità â€¦di tutte quelle piccole e grandi cose che nel bene e nel male ti fanno spendere la faccia e la credibilità  anche per quel partito soprattutto per chi come me ha ricevuto mandato dai cittadini a svolgere un ruolo: se non lo faccio, perché devo sedere tra i banchi del Consiglio? Quando dico scelto dai cittadini, mi riferisco al fatto che il mio nome è stato scritto da 487 persone, non era già  pre-stampato sulla scheda dove la scelta del cittadino non è chiara se fatta per amore del partito o altro, come succede per chi è candidato Sindaco o come è successo per lo SDI, in cui c’è una netta discrepanza tra voti di preferenza e voti di lista! All’indomani della nostra sconfitta elettorale, quale riunione di partito c’è stata per discutere, analizzare, confrontarsi sulle ragioni della sconfitta, sulla debacle di molti nomi “sicuri” poi non eletti, nonostante la forte affermazione del partito, sulla perdita di consenso degli altri partiti di centrodestra, sulla lista Zanesco voluta da Forza Italia e che ora spesso vota con il centrosinistra, su chi ha scelto Pisani come candidato nella lista di Forza Italia e ora è nella Margherita…proprio oggi che con un centrosinistra così sfilacciato sarebbe stato molto importante l’apporto di questi consiglieri! Un partito che non sa interrogarsi, è un partito che non saprà  rispondere alle domande di questa Città ! Sarai d’accordo con me che la gente è stufa di essere presa continuamente a schiaffi! Ti ricordi quando quasi tutti i consiglieri sottoscrissero una petizione a Ghedini contro la tua candidatura a Roma? Mi dissociai perché come ripeto oggi, quella richiesta non era rivolta contro il metodo impositivo, ma riferito solo alla persona, nel senso che se al posto tuo in quella lista che ti ha portato a Roma ci fosse stato un altro come Menorello, Bordin, Marin o Riccoboni, non ci sarebbe stata nessuna contestazione. Gli imbecilli (in senso politico) di allora dissero che Avruscio appoggia Giustina Destro, come gli stessi imbecilli (sempre in senso politico) diranno oggi che sono contro. Ed è per lo stesso motivo che con gli altri “compagni di viaggio” del consiglio comunale abbiamo fatto la battaglia contro il consigliere extracomunitario, e sono sicuro che anche tu se gli impegni istituzionali non ti avessero tenuto lontana da Padova, avresti votato con noi: chiunque sia seduto sui banchi del Consiglio deve trovare il consenso con il voto dei cittadini, sia comunitario che extracomunitario. E’ proprio questo l’elemento fondamentale che ci differenzia dal centrosinistra che ha voluto, modificando lo Statuto comunale, che una persona che svolge delle funzioni proprie di un consigliere, venisse nominato dalla maggioranza invece che essere eletto, alla pari degli gli altri consiglieri! Ed è per lo stesso motivo che sono contrario alla reminiscenza monarchica dei Senatori a vita, perché sono “nominati” e non eletti, quindi rispondono solo a se stessi e a nessun altro e i fatti di questo Governo lo dimostrano! Ed è per questo motivo che chiediamo che il tema delle Primarie debba essere posto come punto qualificante dei futuri congressi del nostro partito. Perché la prossima volta non ci sia solo il sacrificio di Giustina Destro a rispondere alla “chiamata” per salvare la Città  perché non c’è nessun altro, perché la prossima volta ci sia Giustina Destro che i cittadini scelgono tra Marin, Menorello, Bordin e chi altri anche della cosiddetta “società  civile” (come se chi fa parte di un partito appartenesse alla “società  incivile”!) abbia volontà  e progettualità  per candidarsi per il centrodestra a Sindaco della nostra Città . Ti confesso Giustina, che non ho sposato un partito, ma dei valori che mi impongono alcune scelte: una di queste è avere la possibilità  di scegliere! Le Primarie danno questa possibilità . Non è l’oligarchia la soluzione migliore. Allora, chi ha paura delle Primarie?




  1. 1 Gianni Puppini 10-2-2007

    le primarie sono un diritto dovere dei cittadini, che sono i proprietari delle aziende da amministrare (stato, regioni, province, circoscrizioni) e, quindi, i datori di laxoro.
    in tal modo si possono valutare i candidati, cioè gli aspiranti alle elezioni, che devono presentare un brevissimo curriculum con sesso, età , esperienze e durata politica e professionale e situazione nei confronti della giustizia (imputazioni e se esistono sentenze) e poi scegliere con cognizione di causa quelli da mettere in lista senza il rischio di brutte figure.
    non rispondermi con insulti: lo so che sono matto!
    ciao
    gianni puppini (2.10.2007)
    p.s. per favorire la lettura forse sarebbe opportuno usare un colore più forte

  2. 2 Giampiero 10-2-2007

    Gianni…allora i pazzi siamo in due!
    PS:
    Spero di riuscire a rendere più leggibile la scrittura dei commenti!

  3. 3 Sarkò 10-2-2007

    Giampiero dice e scrive con limpidezza ciò che pensa. In un certo senso è un esempio ante-litteram di esponente politico proveniente dal basso, cioè da quella che oggi con una buona dose di equivocità  viene definita società  civile, espressione peraltro storicamente e sostanzialmente inappropriata. Ma Giampiero ha anche le idee molto chiare e chiede, prima di tutto al suo partito, le elezioni primarie per scegliere i candidati da votare alle elezioni “vere”. Giustissimo, condivisibile, magari fosse così sempre o fosse stato così da sempre. Però c’è un però, o meglio un dubbio, che sorge proprio in considerazione di quanto avviene nel nascituro Partito democratico: come vengono fatte le liste, chi decide chi deve candidarsi? Facciamo comitati su comitati, garanti su garanti, o si stabilisce, chessò, un limite orario? Provocazione a parte, credo che il dato da cogliere sia quello di definire prima un sistema di regole per non ricadere nell’errore cui vorremmo porre rimedio. “Il modo peggiore di rispondere ad un’ingiuria è quello di rassomigliare a chi l’ha fatta”, ricorda Giampaolo Pansa nel suo “I guardiani della memoria” da pochissimo in libreria. Pansa cita Marco Aurelio, ma la morale è che anche per le primarie non vanno ripetuti gli errori fatti dai partiti che hanno creato questa forte crisi della rappresentanza democratica. Pensaci, Giampiero. Sarkò

  4. 4 Lucio 10-3-2007

    caro giampiero, condivido la tua lettera. D’altra parte hai esposto bene e signorilmente il concetto ad una contestazione inspiegabilmente stizzita – o spiegabilmente, visti i sondaggi pre elettorali 2004?-. la gente vuole votare potendo sempre scegliere i propri rappresentanti anche per i coordinamenti ! I sondaggi del 2004 sono stati una specie di primarie di un solo candidato. Bisognava rimediare subito per non perdere.

  5. 5 Massimo Bertoli 10-4-2007

    Condivido le idee di Giampiero e vorrei sottolineare come le Primarie non siano soltanto uno stimolo democratico, dato che la vera democrazia si attua completamente soltanto nelle votazioni definitiva , ma rappresentino piuttosto una grande opportunità  per i partiti.
    I partiti possono individuare con precisione i candidati più opportuni che possono esprimere il consenso dei cittadini. Altrimenti se son vengono scelti candidati graditi i cittadini si vendicano con l’astensione o col scegliere un’altro schieramento.

  6. 6 Giampiero 10-4-2007

    Sono contento che i quotidiani riportino le varie prese di posizione sulle Primarie…sono una necessità  per la vita dei partiti, per la loro credibilità  soprattutto! D’accordo quindi con Lucio e Massimo. Giustamente Sarkò fa notare che chiedere le Primarie non basta: come farle? Come fare in modo che non siano una farsa? Bene…se il concetto delle Primarie passa, allora questa sarà  la sfida ad essa collegata: quale idea abbiamo? Come realizzarle? Quali candidati? Quali i criteri per la presentazione?…potrebbe essere tema di discussione con un apposito articolo…che farò!

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