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Pubblico la lettera di Legambiente, Amissi del Piovego e Italia Nostra al Sindaco di Padova Zanonato contro il progetto dell’Amministrazione di costruire un parcheggio in piazza Rabin e infrastrutture connesse e per la revisione dei progetti riguardanti l’ “Avancorpo” dell’ex Foro Boario e la sistemazione di Piazza Rabin. Ricordo che l’Amministrazione approvò quel piano l’ultimo momento dell’ultimo consiglio comunale il 22/4/2009, divenuto esecutivo il 9/5/2009. Poi ci sono state le elezioni. Presenti quel giorno a quella discussione che ora infiamma tutta la politica cittadina (e di questo sono ben felice!), eravamo  in 23  su 40 consiglieri. Abbiamo partecipato alla discussione in 6 Consiglieri: D’Agostino, Fede, Noventa, Beltrame, Avruscio, Zan, oltre al relatore Assessore Mariani. Questa la votazione finale: voti  favorevoli n.11 : Naccarato, Boselli, Molinari, Zangrossi, Berno, Italiano, Verlato, Dalla Venezia, Cavazzana, Zampieri, Zanonato. Voti contrari n. 5 : Beltrame, Zan, Avruscio, Fede, D’Agostino.  Astenuti n. 5 : Noventa, Di Falco, Di Masi, Faleschini, Vio.  Non votanti  n.2: Salmaso, Balduino.  Assenti n.19 : Mazzetto, Mistrello Destro, Marin, Bordin, Menorello, Riccoboni, Saia, Zanon, Zanesco,  Foresta, Carabotta, Nicolini, Pisani, Lenci, Covi, Zoccali, Vettore, Pipitone. Considerati i voti di astensione e i voti contrari di una parte della stessa maggioranza, la presenza di tutti i consiglieri di minoranza avrebbe potuto evitare le discussioni di oggi e soprattutto avrebbe potuto salvare la Città dal deturpamento di uno dei monumenti più belli e importanti che ha sempre caratterizzato Padova? Riporto anche il video del mio intervento, quanto mai in linea con le prese di posizione di oggi, perchè siano i fatti e i documenti ad essere giudicati, più delle parole stesse:  Avruscio su Prato della Valle 22/04/2009Questa la lettera:
In previsione delle decisioni che l’Amministrazione comunale di Padova dovrà prendere per la ridefinizione dei progetti riguardanti  la costruzione di un parcheggio interrato in Piazza Rabin e delle infrastrutture connesse, nonché dell’“Avancorpo” dell’ex Foro Boario e la sistemazione di Piazza Rabin, dopo il parere negativo espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici del Veneto Orientale, le associazioni Legambiente,  Amissi del Piovego e Italia Nostra illustrano, nel presente documento, le linee di intervento a tutela dell’integrità dell’area monumentale di Prato della Valle.
Innanzitutto sottolineano, come da anni, le associazioni firmatarie abbiano dimostrato quanto il passaggio del traffico d’attraversamento est-ovest a cui l’area è sottoposta, ed il parcheggio a raso già esistente in Piazza Rabin , contrastino con la tutela ed il restauro dell’area monumentale di Prato della Valle, prova ne sia il danneggiamento delle statue dell’isola Memmia, causata anche della vibrazioni e dall’inquinamento atmosferico prodotti dal traffico stesso.
In secondo luogo va evidenziato come le motivazioni sulle quali poggia il parere contrario della Soprintendenza siano pressoché coincidenti con i motivi di contrasto al progetto, che le associazioni ed il comitato hanno in diverse occasioni rappresentato al comune. Questa comunità di vedute porta a concludere che l’approccio progettuale al Sistema del Prato della Valle, quanto meno nel quadrante che ci interessa, relativo  al “sistema unitario” formato dal Prà, dall’area dell’ex Foro Boario e dal complesso di Santa Giustina, deve essere rispettoso di alcuni precisi indirizzi che ne garantiscano la tutela ambientale ed il decoro.
Questi indirizzi, finalizzati alla salvaguardia ed al restauro conservativo di Prato della Valle ed alla riqualificazione urbanistica dell’ex foro Boario, sono:
1) L’abbandono del progetto di costruzione del parcheggio interrato e la progressiva trasformazione dell’area in oggetto in ZTL al fine di garantire, in coerenza con le motivazioni del vincolo ministeriale:
A) la permeabilità visiva e percettiva fra lo spazio del Prato della Valle e lo spazio retrostante il cosiddetto “Avancorpo” dell’ex Foro Boario;
B) La permeabilità pedonale, che permetta di superare le attuali cesure e di ricucire lo spazio tra il Prà, l’ex Foro Boario ed il complesso di Santa Giustina.
C)    Il Pieno restauro dell’Isola Memmia, di tutti i beni architettonici dell’area e lo stombinamento del canale Alicorno
Fatta questa necessaria premessa, Legambiente, Amissi del Piovego e Italia Nostra concordano sulle seguenti ipotesi di revisione del progetto, sulle quali invitano l’amministrazione comunale a volersi confrontare, per poter concordare successivamente una variante che tuteli il “sistema unitario” oggetto dei vincoli diretti ed indiretti imposti dal Ministero per i Beni Ambientali e Culturali.
MOBILITA’ E SOSTA NELL’AREA MONUMENTALE
·        Abbandono del progetto di realizzazione del parcheggio interrato sotto piazza Rabin. Un parcheggio a rotazione a ridosso del Prato della Valle costituisce un attrattore di traffico incompatibile con la conservazione dell’area monumentale. (Va ricordato che il silo previsto prevede molti più posti auto di quelli attualmente disponibili in superfice.) Il traffico che attraversa le aree monumentali, infatti, ne limita fortemente l’apprezzamento, la godibilità e la fruibilità mentre, per contro, ne accentua il degrado (soprattutto a causa degli inquinanti aerei fortemente aggressivi che, nel nostro caso, stanno deteriorando irrimediabilmente le statue dell’isola Memmia).
·        Inoltre gli autoveicoli che cercheranno di parcheggiare nell’autosilo intaseranno ancor più Prato della Valle e via 58° Fanteria, confermando ed aggravando le esistenti cesure tra il Prà della Valle, l’area dell’ex Foro Boario ed il complesso di Santa Giustina. Cesure che, per stessa affermazione della Soprintendenza, sono incompatibili con la tutela ed il decoro dell’area monumentale vincolata. L’accessibilità al Sistema Prato della Valle va risolto ottimizzando il sistema dei parcheggi periferici ed i collegamenti con le linee di forza del trasporto pubblico, attuando un politica tariffaria integrata che favorisca l’utilizzo del mezzo pubblico.
·        Va d’altra parte sottolineato come la concessione quarantacinquennale ad un soggetto privato della gestione dell’autosilo (che si prevede di realizzare in project financing) inevitabilmente condizionerebbe in senso negativo, per quasi mezzo secolo, ogni futuro piano della mobilità volto a limitare l’uso dell’auto privata in centro storico.
·        Si chiede inoltre che il Comune, nell’ambito di un più generale piano del traffico finalizzato ad eliminare il traffico automobilistico di attraversamento in tutte le aree del centro storico,  assuma la decisione strategica di assoggettare progressivamente a Zona a Traffico Limitato l’intero “Sistema Prato della Valle”, affidando, come detto in precedenza, ad un efficiente e capillare servizio di trasporto pubblico l’accessibilità all’area e garantendo la fornitura degli esercizi pubblici (ma anche il recapito domiciliare degli acquisti ingombranti) ad un sistema di mezzi ecologici, come avviene per le piazze del centro.

RESTAURO E RECUPERO DELL’AREA MONUMENTALE
·        Riapertura del canale Alicorno, garantendone una significativa portata d’acqua, al fine di recuperare il rapporto di mediazione tra l’area del Foro ed il complesso conventuale di Santa Giustina e di collegare il Prà con le mura cinquecentesche secondo il disegno di Andrea Memmo. È inoltre da non sottovalutare l’eventuale funzione dell’alveo del canale come invaso per la raccolta delle acque di prima pioggia, in un’area che si è dimostrata molto fragile in occasione di forti eventi atmosferici;
·        Restauro delle Statue dell’Isola Memmia. Da anni nessun intervento è stato operato sulle statue e 36 su 78 sono vistosamente danneggiate: colpiti soprattutto gli arti superiori, con dita e mani polverizzate o, addirittura, avambracci troncati. E poi teste danneggiate, ali di putti o di angeli mozzate. Sono evidentissime le tracce di erosione e corrosione, depositi di croste nere e muffe su tutti i manufatti dell’Isola Memmia. [1]
·        Recupero a parco dell’area dell’ex foro boario retrostante l’Avancorpo, con piantumazioni di essenze che consentano la percezione visiva verso la cortina delle mura cinquecentesche ed integrazione di detta area con l’auspicata formazione di un organico Parco delle Mura cinquecentesche finalizzato non solo al recupero di un bene monumentale essenziale per l’immagine e l’identità urbana,  ma anche a dar vita ad un anello verde di connessione tra centro e periferie storiche essenziale per gli equilibri ecologici dell’intero organismo urbano (anello che dovrà comprendere anche le aree di prevedibile prossima trasformazione edilizia ed urbanistica, quali quelle di piazzale Boschetti, degli ospedali, delle caserme nel settore ovest del centro storico.)
·        Recupero funzionale del cosiddetto “Avancorpo”, purché venga mantenuta la permeabilità visiva e percettiva tra l’area del Prà e quella dell’ex Foro Boario, in conformità con il parere della Soprintendenza, e non vi siano aumenti di cubatura
·        Eliminazione delle gradinate dello stadio Appiani prospettanti via 58° Fanteria e riadattamento del campo da calcio nello stile originario “all’inglese”, con gradinate in legno o su terrapieno erboso. Il campo da calcio dovrà essere destinato prevalentemente alle attività delle società sportive operanti nel quartiere, evitando che vi sia un uso esclusivo da parte di un’unica società;
·         Si chiede, inoltre, che il comune avvii sollecitamente delle contrattazioni con il Ministero della Difesa (anche a fronte del recente decreto attuativo del federalismo sui beni demaniali) per la cessione della caserma Salomone, al fine di acquisirne l’area che fa parte di quell’ insieme unitario” che si intende riqualificare e tutelare.

Le proposte contenute nel presente documento vogliono anche confutare la qualificazione di “partito del non fare” data alle associazioni ambientaliste ed ai comitati. Da sempre sosteniamo, invece, che l’area in questione abbia necessità di una riqualificazione. Riqualificazione, però, che deve essere rispettosa delle caratteristiche di un ambito monumentale che deve essere conservato nei suoi equilibri, architettonici ed ambientali, al fine di essere consegnato con intatta carica suggestiva alle generazioni future. Nella contrattazione con i privati, a cui ormai è affidato ogni intervento di riqualificazione del tessuto urbano, l’amministrazione comunale deve fissare rigorosamente gli obiettivi di carattere funzionale, compositivo e culturale che devono essere conseguiti per garantire il recupero qualitativo degli spazi urbani. Questi obiettivi, per poter affermare che corrispondono ad un interesse di carattere generale, dovrebbero essere largamente condivisi attraverso percorsi di partecipazione dei cittadini. Questo documento, in assenza di un reale processo di partecipazione per la trasformazione dell’area in oggetto, ha la finalità di offrire all’amministrazione comunale il punto di vista delle Associazioni e del Comitato che lo sottoscrivono, per una determinazione maggiormente condivisa delle scelte finali che competono a codesta amministrazione comunale.

[1]           La cause del degrado delle statue è dovuto al  passare del tempo ed ad atti vandalici. Ma agisce anche l’effetto gli agenti atmosferici enormemente potenziato da due fattori: l’inquinamento atmosferico e la mancata manutenzione, che stanno abbreviando la vita della pietra tenera di Vicenza (calcarea) da cui sono state ricavate le statue.

In pratica il traffico ed il relativo inquinamento stanno distruggendo le statue. E la situazione si aggraverebbe ulteriormente con la realizzazione dell’autosilos che con i sui 600 posti auto richiamerebbe ancor più traffico nell’area di Prato della Valle.

I principali fenomeni di degrado rilevabili sulle statue sono di quattro tipi.

Erosione-corrosione

Si tratta dell’azione meccanica della pioggia legata al contemporaneo effetto di dissoluzione chimica del calcare aumentata dall’acidità dell’NO2 (biossido di azoto) della CO2 (anidride carbonica) e del SO2 (anidride solforosa), inquinanti presenti nell’aria di Padova. Si manifesta chiaramente sulle parti esposte delle statue con asportazione di materiale e rugosità superficiali.

Depositi di croste nere

Sono di diverso spessore e tonalità cromatiche, la cui colorazione nera è dovuta prevalentemente alla particelle carboniose -tipiche delle polveri sottili come il Pm10 – spesso associate a microcristalli di gesso, prodotti dai fenomeni d’erosione e corrosione prima descritti.

Esfoliazioni, scagliature, polverizzazioni

Questi danni sono associati tra loro essendo prevalentemente connesse agli effetti della dissoluzione ciclica del gesso prodottosi a causa dell’inquinamento atmosferico e dalle continue vibrazioni dovute al traffico.

Patine

Le patine biologiche sono dovute alla elevata porosità della pietra tenera e quindi al ristagno maggiore delle acque nelle statue. Si presentano sotto forma di aree ricoperte da colorazioni verdi.




  1. 1 Nico 9-3-2010

    Hai proprio ragione, l’idea di un Parcheggio sotterraneo in Prato della Valle non mi piace per niente,non solo penso che dovremmo pensare seriamente a migliorare , e forse a creare delle nuove linee per i mezzi di trasporto che non sono proprio il massimo per non dire altro.
    Le piste ciclabili sono insufficienti o meglio inesistenti.
    Tu che sei sempre interessato alla nostra Città , e rappresenti molte persone hai la possibilità  di parlarne con il Sindaco o chi di competenza ..
    …sono sicura che tutti noi ,se avessi di bisogno ti daremmo una mano per sostenerti in questa situazione.Grazie .Nico.

  2. 2 Donatella 9-4-2010

    Caro Giampiero sono d’accordo con te, mi sembra che ci sia proprio la volontà  di deturpare e cancellare il nostro patrimonio storico e artistico di cui noi padovani ne siamo gelosi e orgogliosi.
    E poi mi si viene a dire “NO ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO!” lasciate a casa le auto, usate i mezzi pubblici, bici.
    Bello il parcheggio sotterraneo in Prato della Valle! auto in coda, gas di scarico che respiriamo ecc. E il nostro mercato del sabato!!!!! quanto ne soffrirà !!!
    Non troveremo nemmeno lo spazio per parcheggiare le bici!!!! Ci toglieranno anche le piste ciclabili.
    Prato della Valle è il nostro polmone in Centro storico ed è anche un’area ludica.
    Quante contraddizioni, si predica bene ma…. si razzola molto male!!!!
    Scusa se mi sono sfogata, ma ultimamente ne vedo troppe e noi cittadini non possiamo replicare.
    Grazie per l’ascolto.

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