30
ott
1 Stella2 Stelle3 stelle4 stelle5 stelle (8 voti, media: 4.63 su 5)
Loading ... Loading ...
  |   Pubblicato in Gazzettino, Sanità and Università   |0 commenti   |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Pubblico il mio intervento su Il Gazzettino di giovedi 28 ottobre 2010 a proposito della discussione sul nuovo Ospedale. Il 2 novembre – sembra che il destino abbia scelto proprio questo giorno – la Giunta regionale darà l’estrema unzione al nuovo Policlinico, deceduto ancor prima di nascere. Resto dell’idea che costruire il nuovo costi meno della ristrutturazione del vecchio, oltretutto sulle mura storiche di Padova, con l’inquinamento che arreca la mobilità e con i progetti diversi che il Comune nutre per l’ex Macello. Ma… negli ultimi anni a Padova è già stato costruito un nuovo ospedale. Per meglio dire: un nuovo concetto di ospedale che, partendo dal “censimento” dei bisogni dei cittadini, organizza la rete di servizi necessari a soddisfarli. Un ospedale “in progress” che cerca di realizzare dei percorsi socio-sanitari che non si esauriscono solo nell’assistenza ospedaliera, sempre più riservata alle acuzie, ma che trovano spazio e risorse intorno al cittadino, con le cure domiciliari, i Day Hospice, le Residenze sanitarie assistite, la medicina specialistica ambulatoriale, i Distretti. Un tempo la politica dei “campanili” regalava ad ogni piccola cittadina un ospedale, fotocopia dell’ospedale distante 10 km, a sua volta fotocopia di un altro vicino. Una politica che ha generato tanti e tali costi di cui ancora paghiamo le conseguenze. In una visione così diffusamente “ospedalocentrica”, il cittadino trovava ogni risposta in ospedale, dove si poteva soggiornare anche per tutto il periodo estivo. Oggi la sfida non è nel numero delle prestazioni, nel numero degli ospedali e neanche nel numero dei posti letto, ma nell’appropriatezza dei Servizi. Fare 100 risonanze al giorno o 1000 ecografie o 10.000 ricoveri o 100.000 accessi al pronto soccorso quando per il 70% non ve n’è bisogno, vuol dire che si lavora sprecando risorse umane e materiali, si sovraccaricano le strutture sanitarie, si allungano le liste di attesa, si ostacola l’accesso a chi ne ha veramente necessità. Il nuovo ospedale è questo: rispondere alle domande di salute dei cittadini in modo appropriato, che in sintesi vuol dire: la prestazione giusta al paziente giusto al tempo giusto nel posto giusto e al costo giusto. Questo tipo di nuovo ospedale è quello che si sta costruendo a Padova ed è la sfida del futuro.
Quando in Consiglio Comunale si è posto il problema concreto del nuovo Policlinico, che rispondesse quindi anche alle esigenze didattico-formative e di ricerca dell’Università, in relazione all’eccellenza storico-culturale della sua Facoltà di Medicina, non c’era la crisi che oggi ci attanaglia, il Comune investiva sei milioni di euro nelle Lehman Brothers, le risorse economiche erano diverse, la disoccupazione inferiore. Aspettiamo il 2 novembre. Qualunque sia la decisione, però, non confondiamo il nuovo ospedale che a Padova si sta già costruendo, con il nuovo Policlinico, che è un’altra cosa!




  1. No Comments

Per lasciare un commento inserisci nei campi seguenti Nome, E-Mail (non verrà pubblicata) e un indirizzo web (facoltativo). ATTENZIONE: Avruscio.it non è responsabile per il contenuto dei commenti, i quali appartengono esclusivamente a chi li ha scritti. Mi riservo comunque di eliminare eventuali commenti non pertinenti con l'articolo o dal contenuto offensivo. Gli indirizzi IP degli utenti vengono memorizzati automaticamente e in caso di violazione di legge verranno comunicati all'autorità competente.

cerca