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Pubblico il mio intervento del 5 gennaio 2011, uscito sulle pagine de Il Gazzettino

Cosa ci porterà il 2011? Attesa vuol dire speranza, ma anche ansia. L’anno che ci lasciamo dietro le spalle è stato denso di sofferenze, con uno “stato di salute” della Società in generale peggiorato rispetto all’anno precedente e con l’alluvione di questo fine anno che ha messo drammaticamente in ginocchio molte famiglie e aziende venete. La crisi si è manifestata sul mondo del lavoro, sulle fasce più deboli e soprattutto sui giovani, nonostante gli argini sociali che ne hanno impedito gli effetti ancora più deflagranti. La Sanità regionale veneta è stata da sempre un fiore all’occhiello per qualità, efficienza e organizzazione da prendere a modello da parte di altre Regioni d’Italia. I conti però sembrano non tornare. Il Project Financing messo in campo per l’Ospedale di Mestre costa troppo nella sua gestione. La macchina per il nuovo policlinico di Padova, dopo infinite discussioni, incontri, progetti, ha inserito la retromarcia. La Regione ha un deficit di Bilancio di 130 milioni di euro.Un tempo, nel periodo delle vacche grasse, quando qualunque spesa veniva ripianata dallo Stato, l’amore del”campanile” prevaleva sulle strategie di più alta e lunga gittata. L’orticello in cui coltivare i consensi dei vari Responsabili Politici, veniva prima della “visione unitaria”. Costruire un ospedale ogni 7 chilometri, uno fotocopia dell’altro, ha prodotto sicuramente molti voti ma anche una voragine di spese che noi, i nostri figli e nipoti dobbiamo pagare. Senza tener conto del fatto che in alcuni casi ciò non costituisce garanzia di qualità per i cittadini. Solo di recente abbiamo assistito, con grande fatica e polemiche locali, all’unificazione di Padova e Piove di Sacco in una unica ULSS, con enorme riduzione gestionale dei costi e una più omogenea distribuzione dei servizi oltre ad una più razionale organizzazione.
Il nostro Sistema Sanitario Regionale, sia pubblico che privato convenzionato, avrà a che fare con tagli della spesa e la domanda fondamentale sarà: questi tagli saranno compatibili con l’occupazione e l’erogazione quali e quantitativa dei Servizi? La sfida che ci attende è proprio questa. Chi Amministra la Regione, le Province, i Comuni, avrà la responsabilità (ciascuno con il proprio ruolo e le proprie competenze),di collaborare per un’accorta e lungimirante Programmazione Socio-Sanitaria, in cui le garanzie del cittadino alla quantità e qualità dei servizi siano distribuite in modo omogeneo nel Territorio e in cui ci sia un rapporto virtuoso tra benefici e spese. Sono 150 anni che l’Italia è Unita . Un’Italia che in campo sanitario marca la disunità. Mentre in Veneto si tira la cinghia, in Sicilia ci saranno 4mila assunzioni: 1.097 dirigenti medici e 1.420 dipendenti del comparto. Una Sanità quella siciliana che ha molti più dipendenti del Veneto, ma molti dei suoi cittadini vanno a curarsi fuori. Questo vuol dire che non esiste l’automatismo: maggiore spesa pubblica uguale migliori servizi. Se a prevalere saranno ancora i “Campanili”, dobbiamo prepararci a farci curare anche noi al di fuori della nostra Regione. La mia speranza e il mio augurio è che prevalga il “Bene Comune” su piccoli o grandi interessi di bottega. E’ il modo migliore per festeggiare l’Unità d’Italia, con il Veneto che saprà trasformare le proprie difficoltà in opportunità!




  1. 1 GIULIA 1-7-2011

    Caro Giampiero,
    auguriamoci veramente che chi amministra il bene pubblico sappia nel 2011 far tornare il Veneto ai livelli che merita, per la competenza delle persone che vi lavorano e per i sacrifici e la dedizione cui siamo abituati come stile di vita senza domandare mai aiuti.
    Speriamo che il doveroso taglio agli sprechi non si commuti sempre in taglio agli investimenti. Quest’ultimo non si tradurrebbe in reale risparmio di risorse ma in mancato utilizzo delle risorse esistenti con l’inevitabile declino della nostra sanità  con conseguenti disservizi alla collettività .
    Auguriamoci che a tutti i livelli i cittadini si impegnino perché ciò non accada.

  2. 2 Giampiero 1-8-2011

    Grazie Giulia! E’ una speranza ed un augurio che condividiamo!

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