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  |   Pubblicato in Politica  |4 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

Se non si conosce la Storia, si è costretti a riviverla. E’ la storia del sesto Presidente della Repubblica Italiana, Giovanni Leone. Il 15 giugno 1978, le sue clamorose dimissioni dalla piu’ alta carica dello Stato chiudono in modo traumatico la carriera di uno dei padri della Costituzione, tre volte Presidente della Camera, due volte Presidente del Consiglio, giurista di fama mondiale e penalista tra i piu’ apprezzati d’Italia. Camilla Cederna, celebrata dall’intellighentia come simbolo del grande giornalismo d’inchiesta, sulle pagine del settimanale della sinistra italiana l’Espresso,  condusse una campagna aberrante, denigratoria e diffamatoria contro l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone.  Vedi: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=2113

In una prima fase, gli furono rimproverate cadute di stile e fu tacciato d’inadeguatezza al ruolo presidenziale. In seguito, si passò al tentativo di coinvolgere Leone nel discredito e nel malgoverno della cosa pubblica. L’ultimo atto fu la richiesta di dimissioni presentata dalla Direzione dell’allora Pci sulla spinta di una campagna di stampa che chiamava in causa il Capo dello Stato soprattutto relativamente allo scandalo Lockheed. Durante la sua presidenza, nominò cavaliere del lavoro Silvio Berlusconi, futuro capo di governo. A partire dal 1975 Leone e i suoi familiari si erano trovati al centro di attacchi violentissimi e insistenti, mossi soprattutto dal Partito Radicale di Marco Pannella, dal settimanale L’Espresso: essi furono riversati nel libro Giovanni Leone: la carriera di un Presidente, che la giornalista Camilla Cederna nei primi mesi del 1978 pubblicò per Feltrinelli.
Ancora una volta, a questo pamphlet su presunte irregolarità commesse dal presidente e dei suoi familiari, la parte politica di cui Leone era espressione non reagì, né consentì allo stesso Capo dello Stato di reagire: il Guardasigilli del settimo governo Andreotti, più volte sollecitato dal Quirinale, rifiutò di accordare la necessaria autorizzazione per procedere penalmente contro Camilla Cederna, l’autrice per oltraggio al Capo dello Stato.
Furono soltanto i figli di Leone a poter sporgere querela, per i fatti loro ascritti. La Cederna perse in tutti e tre gradi di giudizio: fu condannata per diffamazione e fu comminata a lei e al suo giornale L’espresso una multa salata.
Oltre ad amicizie discutibili negli ambienti della finanza d’assalto e a rimescolature di un vecchio dossier del generale De Lorenzo sulla vita privata della moglie nel 1976 incominciò a circolare un’indiscrezione, secondo la quale sarebbe stato Leone stesso il personaggio chiave attorno al quale ruotava lo scandalo Lockheed (illeciti nell’acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli dagli USA), con il nome in codice Antelope Cobbler, ma le accuse avanzate contro Leone non furono mai provate.
Fino al giorno delle sue dimissioni, Leone preferì non rispondere pubblicamente di tutto quello che era successo.
Le scuse e la verità dopo 20 anni… (vedi il video “La Riabilitazione”)

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=2114

Gli ultimi anni
A Giovanni Leone, poche settimane prima di spegnersi all’età di 93 anni, a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 settembre 2001 fu attribuito il titolo di Presidente Emerito della Repubblica, dignità di ordine onorifico e protocollare che da allora spetta ex lege a tutti gli ex capi dello Stato in vita.
Si spense a Roma il 9 novembre 2001.
Il 25 novembre 2006 il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano affermò che, otto anni prima, dal Senato era stato espresso il pieno riconoscimento della correttezza del suo operato.




  1. 1 FRA DIAVOLO 1-25-2011

    FRA DIAVOLO ricorda sempre che comunisti, fascisti, nazisti sono le facce della stessa medaglia. Sono tutti parassiti, autoritari, antidemocratici, nullafacenti, odiatori del lavoro, farabutti, criminali, infami, sfruttatori del popolo, grassatori, grandi predicatori e granzi razzolatori del bene pubblico. In parole povere, sarebbero degni delle attenzioni di Osama Bin Laden!!! Il loro mestiere è conquistare il potere con le menzogne, con i tranelli, con i misfatti, con la feccia giudiziaria, con la feccia poliziesca, infiltrando tutti i poteri dello stato!!! Ammazzarli tutti sarebbe un bene per l’umanità , ma Dio purtroppo non lo vuole!

  2. 2 Giovanni 1-25-2011

    A proposito di Storia vorrei ricordare la campagna diffamatoria scatenata dai radicali,dall’espresso e dal pci nei confronti dell’allora ministro Luigi Gui.
    dopo avere subito tutti i gradi di un processo che devastò la sua vita venne assolto perchè totalmente estraneo ai reati a lui ascritti.
    il solo giornalista che ebbe il coraggio di chiedere scusa per l’accanita ed erronea campagna stampa fu Indro Montanelli con una serie di articoli carichi di dignità  ed onestà  intellettuale ed in una sua intervista televisiva.
    Non vi furono ne scuse da magistrati ne da altri giornalisti ne risarcimenti di alcun tipo.
    la vicenda politica di L.Gui,padre costituente e chiamato da A.Moro a reggere 7 ministeri(pubblica istruzione,agricoltura,commercio,difesa,interni…)si chiuse con il suo distacco,nel più assordante silenzio,dalla vita politica.
    si è spento nella sua città  di Padova lo scorso anno a 94 anni.
    Al suo funerale, accanto ad una corona del Presidente Napolitano portata da corazzieri,l’omaggio degli alpini reduci dalla campagna di Russia,intellettuali e personalità  pubbliche brillava l’assenza del nostro sindaco Zanonato…

  3. 3 Perla 1-25-2011

    Il tuo articolo probabilmente prende spunto da una trasmissione del Tg1 di Augusto Minzolini dove, nell’edizione delle ore 20 del 18 gennaio 2011, l’attacco mediatico a Silvio Berlusconi per lo “scandalo Ruby” è stato paragonato a quello a cui fu sottoposto, verso la fine degli anni ‘70, l’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone. Il confronto è quanto mai calzante. Il linciaggio mediatico danneggia l’immagine e scredita la persona e la reputazione e, di riflesso, può alimentare la sfiducia in tutta una categoria, se si tratta di un personaggio pubblico. La storia si ripete, è proprio il caso di dirlo. Nel caso del Presidente Leone, il libro scandalo di Camilla Cederna fu sequestrato, e la giornalista processata per calunnia e condannata ad un risarcimento di 35 milioni di lire. Gli storici hanno riabilitato la persona di Giovanni Leone e hanno giudicato ineccepibile la sua presidenza, e i radicali Emma Bonnino e Marco Pannella hanno ufficialmente chiesto scusa a Leone in un articolo pubblicato sul Corriere della sera. Ma la domanda da porsi è la seguente: Perchè un uomo politico entra nel mirino di altri? Ci fu, nel caso di Leone, un complotto e, se così fu, chi era a capo dello stesso? Domande quanto mai attuali.

  4. 4 Giampiero 1-26-2011

    Evidente la strumentalizzazione di una campagna diffamatoria che ha il fine non di ricercare la verità , quanto di eliminare l’avversario (nemico) poltico interno e/o esterno nella gestione del potere. Il processo e la “bomba” mediatica non ha bisogno di ragionamenti e di riflessioni: è un colpo alle tempie sparato a freddo…

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