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  |   Pubblicato in Attivit in Comune and Politica  |4 commenti    |   Invia per e-mail questo post Invia per e-mail questo post

di Pino Casamassima*

Lodevole ogni iniziativa che ricorda all’opinone pubblica che il mondo non gira attorno ai festival cinematografici e musicali, ai reality pi o meno tali, agli amori velinisti di questo o quel calciatore. Nell’era della globalizzazione – anche dell’informazione, quindi – l’opinione pubblica deve essere sensibilizzata prima di tutto su ci che accade a “l’altro”, laddove per “altro” s’intende l’umanit nella sua intierezza, anzi… globalit. Per globalizzazione passato finora solo il concetto finanziario: il commercio. Accade cos che un vero e proprio “pianeta” quale la Cina “dialoghi” col “pianeta occidente” sul piano esclusivamente economico, realizzando al meglio i suoi interessi, visto che la sua crescita viaggia al ritmo di 12 punti annuali: roba da miracolo economico dell’Italia anni Sessanta. Ma se il boom italiano si verific con l’esplosione di una economia postbellica di ricostruzione, quello cinese si muove sulle teste degli stessi cinesi calpestandone i diritti umani: per pochi, pochissimi che si arricchiscono, molti, i pi vivono in condizioni schiavistiche.

Condizioni la Repubblica “popolare” (un aggettivo evidentemente risibile che oggi farebbe rabbrividire Marx): basta un garage per stipare donne e bambini a confezionare qualsiasi cosa si possa vendere. Vendere sottocosto, s’intende, per spiazzare ogni concorrenza, visto che una maglietta “cinese” costa un decimo di una prodotta a Treviso. E questo perch, appunto, non c’ concorrenza. Il mercato ormai drogato dai cinesi, che competono scorrettamente: come se in un GP una F1 corresse con un motore da 5000 contro altre venti macchine spinte da motori da 500 cc. Ci possibile perch un cinese privato del diritto fondamentale che sta alla base del lavoro: il giusto compenso in un contesto lavorativo regolato da accordi precisi fra datore di lavoro e lavoratore. Il plusvalore di marxiana memoria diventa quindi enorme. Ed proprio quel plusvalore che inficia una leale concorrenza con l’occidente. Quando i cinesi grodranno degli stessi diritti degli occidentali, i due “pianeti” potranno confrontarsi ad armi pari. E solo allora potremo dire la fatidica frase similsportiva: “che vinca il migliore”. E visto che siamo scivolati sullo sport, ritorno l dove sono partito: all’encomio per chiunque ponga il problema. Bene ha fatto Avruscio a sensibilizzare il consiglio comunale di Padova in vista delle prossime olimpiadi. Anche se temo che gli interessi sportivi (…) prevarranno su quelli umani. E’ sempre stato cos, in nome dello Sport. Nel senso che – in nome suo – si sono chiusi gli occhi, tappate le orecchie e cucite le bocche. Ricordate la coppa Davis in Cile dopo il colpo di stato di Pinochet? E il Sudafrica? Non accadr nulla. In nome dello Sport: un’aberrazione, se si pensa che per i Greci (che di Sport se ne intendevano…) le Olimpiadi rappresentavano la celebrazione della democrazia. Altri tempi, certo.

*Pino Casamassima giornalista professionista, editore Rizzoli e autore televisivo. Finora ha pubblicato una ventina di libri, alcuni dei quali tradotti all’estero.




  1. 1 Alfiero Parpagiola 10-29-2007

    Carissimo Giampiero,

    ti rispondo da Pechino dove mi trovo per lavoro, come di consueto.
    Ho letto con piacere il tuo articolo sulle Olimpiadi di Pechino del prossimo anno e posso testimoniare che i preparativi ed i costi per l’allestimento dei soli giochi olimpici stanno passando sopra le teste dei poveri “cinesi” come un tornado ed una beffa al contempo.
    Il uno Stato dove per i comuni cittadini che per censo non possano “pagarselo” non sono garantiti nemmeno i servizi primari si stanno spendendo (ufficialmente) 35 miliardi di USD solo per le infrastrutture olimpiche, cifra che sarebbe ampiamente bastata, per esempio, a spostare tutte le acciaierie ancora esistenti nelle citt che, con le loro emissioni, avvelenano l’aria rendendola alla lunga (e non tanto lunga)un veicolo mortale! Oppure sufficiente per garantire a tutti l’assistenza sanitaria ospedaliera che permetterebbe a migliaia di persone (stime per ampio difetto, mancando dati ufficiali) di poter affrontare malattie per le quali cure noi occidentali sorridiamo e che per coloro che qu non possono pagarne l’assistenza ospedaliera di tasca propria rappresentano ancora morte sicura! Oppure…. ma si preferisce dare al mondo l’immagine della Cina potente e modernizzata!
    Come vedi, senza entrare nel merito dei diritti civili “universali”, basterebbe poco per migliorare almeno la vita dei comuni “cinesi”.
    Purtroppo noi siamo una voce silenziosa ma, per il poco che valgo, sono convinto che ogni forza ha il suo effetto e st mettendo la mia, dall’interno, a fianco della tua.
    Un saluto cordiale

    Alfiero
    emigrante del ventunesimo secolo

  2. 2 Giampiero 10-29-2007

    Alfiero, grazie! La tua testimonianaza dalla Cina vale pi di mille articoli….i silenzi sono molti, spero che il nostro almeno su questo argomento sia assordante!!!

  3. 3 Gabriele 10-29-2007

    Ciao Giampiero, condivido il tuo impegno nel dare alla globalizzazione un volto umano e non solo economico. Mi permetto solo di notare che certe liberta individuali in Occidente sono state guadagnate nei secoli e non in alcuni anni attraverso il sacrificio di molte migliaia di vite (vedi la nostra storia risorgimentale). Un processo lento che ha visto prima la crescita e poi l’affermazione di una classe borghese, nata e cresciuta all’ombra di un processo economico. Un processo in ogni caso interno al paese che si poi conquistato la libert. Utili, perci, i tuoi richiami all’aberrante situazione sociale cinese, ma credo, purtroppo, che sino a quando non si creeranno le condizioni economico-sociali alla richiesta interna di maggiore rispetto per le libert individuali, poco sar fatto. In ogni caso buona cosa richiamare l’attenzione occidentale sul costo umano dei nostri capricci consumistici.

  4. 4 Giampiero 10-30-2007

    Quello che dici vero, i processi sono lunghissimi, ma sicuramente il mondo occidentale, apparentemente cos attento ai “diritti umani” pu agire da catalizzatore, pu accelerare certi processi invece di nasconderli….dove la coerenza?

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