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Saragat, Moro e Gui

Articolo di Redazione de Il Giornale del 28 aprile 2010. Luigi Gui aveva lasciato da decenni la scena politica dopo avervi svolto, per lungo tempo, ruoli rilevanti. Era uno di quei notabili veneti ai quali la Dc affidava volentieri nei momenti difficili, sapendo di poter contare sulla loro ragionevolezza, sulla loro intelligenza, sulla loro esperienza, sulla loro capacità  di mediazione. Mariano Rumor fu l’esemplare più insigne di questi uomini della prima Repubblica, Gui gli si affiancò sia nell’azione di governo – come capace ministro – sia come coimputato nell’affare Lockheed. Che proiettò le sue ombre anche sul Quirinale, e in definitiva fu la causa delle dimissioni di Giovanni Leone, in anticipo sulla scadenza del settennato presidenziale. Vedi Scandalo Lockheed ovvero il Gioco dell’OckheedQuella vicenda appartiene a un passato remoto, non molti se ne ricordano adesso. Ma ebbe una risonanza clamorosa, squassò le istituzioni e colpì dolorosamente personaggi – appunto Gui, Rumor e Leone – cui le inchieste e le ricostruzioni storiche hanno assicurato o restituito una piena onorabilità . La loro estraneità  alla corruzione non significa che la corruzione non ci fosse. Per garantirsi la fornitura all’aeronautica militare italiana di apparecchi da trasporto C 130 Hercules – peraltro eccellenti – l’industria Lockheed aveva distribuito bustarelle in tutto il mondo, Italia compresa. Quando, sulla scia di una procedura negli Stati Uniti, la magistratura italiana si interessò a quelle bustarelle vennero chiamati in causa i fratelli Antonio e Ovidio Lefebvre, amici del presidente Leone, che gestivano un ufficio affaristico e di arbitrati. I Lefebvre si erano molto adoperati per introdurre i rappresentanti della Lockheed in alto loco. In una pagina scritta con Montanelli nella Storia d’Italia così abbiamo raccontato il modo in cui Rumor fu avvicinato.
«Rumor aveva ricevuto a Palazzo Chigi alcuni dirigenti della Lockheed presentatigli dal solito clan Lefebvre: e con la sua innata cortesia, aveva amichevolmente annuito a quanto costoro andavano dicendo in inglese. Ovidio Lefebvre fungeva da interprete, e Dio solo sa se e come avesse adattato le frasi degli interlocutori ai suoi disegni di mediazione. Finita l’udienza, i lockheediani si erano precipitati al telefono per comunicare alla casa madre che il presidente del Consiglio era d’accordo su tutto».
Fu istituita una commissione inquirente che si sostituì alla magistratura ordinaria a norma di Costituzione e che fu chiamata a pronunciarsi sul rinvio a giudizio di Rumor, di Gui e di Mario Tanassi, socialdemocratico. Entrambi – Gui e Tanassi- ex ministri della Difesa. Rumor evitò l’incriminazione con un voto risicato – dieci commissari contro dieci – Gui e Tanassi dovettero affrontare il processo: che poi scagionò Gui e condannò Tanassi a due anni e quattro mesi di reclusione (insieme a lui furono condannati un generale e i Lefebvre). Anni dopo Tanassi disse, in una intervista, di essere stato lapidato, lui solo, perchè era il più debole. «Corrotti per l’ideale, ¨ una consolazione?» gli obiettò l’intervistatore, che era Vittorio Feltri. «Nessuno avrebbe potuto lanciare la prima o la seconda pietra» fu la risposta.
L’onesto Gui era moroteo, e godeva di una totale fiducia e stima del leader democristiano che sarebbe caduto nell’agguato di via Fani. Moro in prima persona, con una fierezza e con un patriottismo di partito che in lui, di solito così sommesso e dimesso, apparvero stupefacenti, rivendicò – proprio con riferimento allo scandalo Lockheed – l’onore della Democrazia cristiana. Disse alto e forte che il suo partito non si sarebbe lasciato processare. Fu quello un momento della verità  nelle ovattate penombre dei mutevoli ma analoghi governi dello scudo crociato. Gui ne uscì senza macchie. Se ne è andato un galantuomo.

Luigi Gui nasce a Padova nel 1914 e muore nella sua città  nel 2010. Oltre ad essere membro della Costituente, ricoprì prestigiosi incarichi di Governo dal 16 luglio 1953 al 7 gennaio 1976 come sotto elencati:

Sottosegr. Agricoltura (VII Governo De Gasperi)
Sottosegr. Agricoltura (VIII Governo De Gasperi)
Sottosegr. Agricoltura (Governo Pella)
Ministro del Lavoro (I Governo Fanfani)
Ministro del Lavoro (Governo Zoli)
Ministro della Pubblica Istruzione (IV Governo Fanfani)
Ministro della Pubblica Istruzione (I Governo Leone)
Ministro della Pubblica Istruzione (I Governo Moro)
Ministro della Pubblica Istruzione (II Governo Moro)
Ministro della Pubblica Istruzione (III Governo Moro)
Ministro della Difesa (II Governo Leone)
Ministro della Difesa (I Governo Rumor)
Ministro della Difesa (II Governo Rumor)
Ministro della Sanità  (IV Governo Rumor)
Ministro senza portafoglio (V Governo Rumor)
Ministro dell’Interno (IV Governo Moro)




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