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La “Commissione Stranieri” recentemente istituita dal Comune di Padova è un’esigenza di “Palazzo” e non degli stranieri. Lo ha dimostrato l’esperienza fallimentare del consigliere straniero aggiunto della scorsa legislatura e lo dimostra il dibattito dell’ultimo consiglio comunale che ha visto l’assenza della comunità straniera. Eppure si discuteva del cambiamento di una Legge fondamentale, che avrebbe permesso ai cittadini stranieri privi della cittadinanza europea e privi di quella italiana, di avere funzioni e prerogative uguali a quelle dei Consiglieri eletti dai cittadini. Dei 21 mila stranieri extracomunitari non c’era nessuno! Evidentemente i problemi che affliggono gli extracomunitari sono ben altri rispetto alla “rappresentanza di Palazzo” e i soldi che si spenderanno in un momento così povero di risorse, avrebbero potuto avere altre  destinazioni, più verso le politiche sociali che quelle verso le politiche “virtuali”. Si dice che gli extracomunitari debbano avere una rappresentanza in Comune. (vedi il filmato:  Avruscio sulla Commissione Stranieri) Il Sindaco, la Giunta e i Consiglieri allora non li rappresentano! Ci sono molti elettori che non votano perchè non si sentono rappresentati, allora sarebbe giusto dare spazio anche a loro. Si obietta che i cittadini hanno però la possibilità di farlo e se non lo fanno è una loro libera scelta, mentre gli extracomunitari questa scelta non ce l’hanno. Allora a cosa serve la cittadinanza italiana o europea? A cosa serve la “reciprocità”? I cittadini europei posdsono votare in Italia perchè i cittadini italiani possono votare in Europa! Se non c’è nessun vantaggio ad essere italiani o europei, usciamo dall’ipocrisia e diventiamo apolidi! Mi piace l’idea di essere cittadino del mondo, ma quando vado negli USA di Obama, la più grande democrazia del mondo dove nella loro costituzione i cittadini hanno diritto alla felicità, si capisce subito appena si mette piede in territorio statunitense, che chi non è cittadino americano è meno facilitato alla dogana, chi non è cittadino americano non vota e non ha gli stessi vantaggi. Perchè la cittadinanza negli USA per chi non è statunitense, è una conquista e non un diritto, con tutte le sue conseguenze! E il cittadino straniero questo lo sa ancora prima di mettere piede in qualsiasi Paese ospitante. Non si può banalizzare il voto e tanto meno la cittadinanza. Un percorso di integrazione inizia dalla base, dalle fondamenta, non si può parlare di filosofia a chi chiede del cibo perchè affamato! Quella della Commissione stranieri è una manovra salottiera, di un centrosinistra che ha un’idea “elitaria” dell’integrazione.




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